Nell’ottava puntata WandaVision percorre un percorso di ricordi e traumi che porteranno Wanda a diventare definitivamente Scarlet Witch. Ma chi è invece… Visione?

Quando pensiamo che WandaVision non possa superarsi ancora una volta, ecco che esce una nuova puntata. Siamo alle settima settimana, all’ottavo episodio, al penultimo prima della fine di una serie tv che, nonostante il largo anticipo, è già classificabile come il miglior prodotto di questa stagione seriale 2021. WandaVision ci ha insegnato, in massa, cosa significa ripercorrere una visione cadenzata, una volta ogni sette giorni, ci ha riportato all’esplorazione delle teorie che tanto ci erano mancate nell’immenso mare del binge-watching e ci ha permesso di dare un’occhiata a una Marvel incontenibile nella sua volontà di spingersi sempre oltre sperimentando, uscendo dal suo perimetro di confort e diventando gioiello della serialità.

Un preambolo necessario questo all’ottava puntata di WandaVision, nato dalla sorpresa di ritrovarsi ancora una volta stupefatti dalle scelte narrative e dai metodi di racconto intrapresi dai Marvel Studios e da una creatrice come Jac Schaeffer che, conducendoci verso il finale di stagione, sceglie di riportarci completamente all’indietro, fino agli inizi. “Negli episodi precedenti” è appunto il titolo della 1×8, una creativa storia delle origini che, nel cercare di scoprire cosa accade sotto la cappa di Hex di WestView, ha bisogno di ripercorrere le tappe emotive e traumatiche – trauma come concetto esplicitato più volte nel corso della serie – della sua protagonista Wanda Maximoff.

 

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SPOILER ALERT!

Un ritorno dunque a Sokovia, alla perdita dei genitori, a quel primo accenno di potere che una piccola Wanda poteva dimostrare di avere. Forse, però, come la stessa serie sostiene, la Marvel pone quel primo accento più come una suggestione che come debole effettività della magia all’interno di Wanda; il principio di uno stare al mondo che non ti protegge mai realmente, finché non sei tu stesso a farlo da te. Il percorso “terapeutico” continua e dopo averci mostrato i piccoli Wanda e Pietro rimasti soli, un’ulteriore porta ci conduce al secondo step fondamentale per la formazione della donna, il suo incontro con la Gemma della Mente che, invece si ucciderla, sembra averla da sempre aspettata. 

È all’interno di una cella dell’Hydra che avviene quella che, all’apparenza, sembra una fusione tra una delle Gemme dell’Infinito e una Wanda ribelle, che credeva realmente di poter contribuire a favore di una buona causa. Scena che pone moltissimi dubbi sulla vera natura del personaggio e che riporta il dibattito aperto da anni attorno alle sue origini e che, in questo modo, gli stessi Marvel Studios vorrebbero rendere quasi ambivalente. La comparsa dei poteri di Wanda Maximoff è stata da sempre legata al fatto di essere, insieme al suo gemello, figlia del mutante Magneto e, quindi, discendente di un non-umano. 

Affermazione ritrattata, in un continuo ricambio delle versioni sull’argomento, quando i suddetti poteri vengono attribuiti agli esperimenti che Wanda e Pietro hanno subito dall’Alto Evoluzionario. WandaVision sembra quasi porsi nel mezzo delle due possibilità: come se in Wanda fosse esistito da sempre un istinto spontaneo alla magia e questo è stato poi amplificato dall’incontro, attraverso appunto un esperimento (dell’Hydra), con la Gemma della Mente. E alquanto emblematica si fa infatti la visione di fronte a cui Wanda si trova nel momento in cui entra in contatto con la pietra, quasi prefigurazione di quello che in realtà è o che, un giorno, potrebbe diventare. 

 

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Di certo questo lega inevitabilmente e a doppio filo il rapporto che Wanda è andata a creare con Visione, il cui ottavo episodio offre i momenti più strazianti della loro relazione, colpa di un viaggio indietro nella memoria che riaccende terribilmente i ricordi. Gli istanti di contatto tra Wanda e Visione che la puntata concede si fanno squarcio nell’emotività dei personaggi che va a toccare inevitabilmente gli spettatori. Dalla condivisione tra i due che diventa in seguito amore, alla perdita definitiva del proprio compagno, la serie ci mostra la maniera in cui Wanda riusciva a “percepire” Visione: da prima, oltre un muro, quando gli concede di poter entrare nella propria stanza, dopo nella presa di coscienza dello smantellamento del corpo in vibranio del personaggio, che segna – almeno così sembrerebbe – l’addio definitivo, con l’impossibilità della donna di sentire ancora il suo amato.

Il percorso nella scoperta di chi e cosa è Wanda Maximoff ha la supervisione di quella Agatha Harkness scoperta nella puntata precedente, di cui ancora poco si sa riguardo agli intenti e alle motivazioni che la muovono, dal suo arrivo a WestView fino ai trucchetti che ha riservato – tra tutti fake Pietro, (Fietro) che potrebbe segnare un punto cieco con il multiverso, ma vedremo che fine toccherà a Evan Peters nel prossimo episodio. Grazie a Agnes aka Agatha aka la splendida Kathryn Hahn la serie WandaVision ripropone lo statuto dello spettatore concedendo alla strega di poter esprimere alcune teorie durante la supervisione del passato di Wanda, le stesse per cui il pubblico si è crogiolato per settimane aspettando di scoprire la verità dietro WandaVision. È inoltre sempre al personaggio a cui viene dedicata la scritta in viola dei Marvel Studios in apertura dell’episodio, lei che ci conduce nel 1693 a Salem dove scopriamo la potenza delle sue abilità, quasi incontrollabili soprattutto in relazione al male. Ed è proprio Agatha a nominare finalmente la vera natura di Wanda Maximoff, quella da noi sempre utilizzata, ma finalmente anche pronunciata nell’universo Marvel: “Tu sei Scarlet Witch”.

Affidandole quel nome che da tanto aspettavamo, arrivata alla conclusione della possibilità di Wanda di poter controllare la Magia del Caos, la puntata mostra infatti ad Agatha e allo spettatore la forza incontenibile del personaggio femminile, forse realmente il più forse all’interno del MCU e che, da adesso in avanti, è bene smettere di sottovalutare. WestView è davvero creazione di Wanda, Visione è creazione di Wanda. Nessun corpo è stato rubato, nessuno sta facendo questo a Wanda (“Wanda chi ti sta facendo questo?”). WestView nasce da quel vuoto profondo, quel precipizio su cui la donna si ritrova e in cui è l’atto di proprietà di una casa a far scattare.

 

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Agatha svela se stessa, svela addirittura la natura di Scarlet Witch, quella Magia del Caos che la lega sempre di più alla realtà di Terra-616 e a tutto l’impianto del multiverso che già lo spot su Nexus aveva aperto nella scorsa puntata, con il sentore sugli Esseri Nexus e il loro collegamento tra universi e di cui la strega protagonista fa parte. E in questo sue enorme potere non sappiamo cosa Agatha voglia trovarci, se la possibilità di poterlo sfruttare a proprio piacere o se come, vediamo nel prologo della puntata, cercare il modo di auto-controllarlo (a fin di bene? A fin di male?). 

Ma a rivelarci altro, nella seconda scena post-credit della stagione, è WandaVision stessa, che se precedentemente aveva visto il corpo di Visione rubato da Wanda, nell’ottavo episodio smaschera una verità pericolosamente preoccupante. Tyler Hayward, direttore della S.W.O.R.D. ha mentito sul rapimento da parte della donna del tessuto in vibranio che faceva da corpo a Visione. Non è stata Wanda a rapirlo, bensì la stessa S.W.O.R.D., intenta così ad occuparsi del controllo dell’arma più potente mai stata realizzata. Se con Wanda e Aghata, dunque, abbiamo rivisitato il passato, anche la S.W.O.R.D. sta rischiando di “resuscitare i morti”: quello che è tornato in vita non sembra affatto Visione, quello che abbiamo di fronte sembra proprio Ultron.