Il sesto episodio di WandaVision è il più debole della stagione, ma potrebbe riservare un altro grande ritorno. O forse due.

Arriva la prima battuta di arresto di WandaVision. Alla sesta puntata, mentre ci avviciniamo sempre di più verso la scoperta attorno – o meglio, dentro – la cittadina di WestView, l’entusiasmante prodotto Marvel che ha ristabilito le regole della serialità settimanale (come solo The Mandalorian adesso aveva saputo fare), pone un ulteriore punto nella propria storia eccedendo in prolungamenti, per la prima volta, sfibranti.

È pur vero che il colpo di scena del quinto episodio (di cui vi parliamo nell’articolo qui) doveva farci sospettare che per questa volta WandaVision se la sarebbe presa comoda, ma è altresì rilevante il fatto che la serie si accinge alle sue battute finali, con sole altre tre puntate prima di concludere i giochi – della durata in termini di minutaggio, forse, superiore ai precedenti. Ma l’arrivo di Pietro, gemello di Wanda, continua a portare con sé tutte le domande che speravamo cominciassero a trovare finalmente una risposta, mentre la serie sembra invece voler ancora elemosinare pezzi di sé.

WandaVision

SPOILER ALERT! DA QUI SI CONSIGLIA LA LETTURA SOLO A CHI HA VISTO LA PUNTATA

 

E, a proposito di pezzi, non ci basta vedere Visione cercare di oltrepassare la barriera che segna il perimetro di WestView e scoprire che, oltre quel confine, potrebbe finire sgretolato. Certo questo conferma che il supereroe può vivere solamente in questa prigione impostagli da altri e in cui, per la prima volta, si addentra fino in fondo. E così mentre Wanda cerca di trascorrere un perfetto Halloween nel suo costume da Scarlet Witch, in riferimento ai fumetti vintage degli anni ’60, il marito Visione vaga fino a quel confine vietato ai gemelli Tommy e Billy. L’aria da mogliettina e maritino è svanita completamente nella complicità tra i due Avengers, danneggiata dai sospetti che avevano portato i due a scontrarsi nell’episodio precedente, non sfociando mai in un vero e proprio litigio, ma ponendo per la prima volta Wanda e Visione distanti.

E se l’aria da sitcom anni Novanta rende protagonisti i gemelli Billy e Tommy, i quali cominciano a sviluppare i loro poteri così simili a quelli di Wanda e del fratello Pietro, noi pubblico assistiamo scontenti all’incontro di Visione con il personaggio di Agnes, del tutto futile se non per il fatto di svelare allo spettatore che, tra i ricordi annebbiati del supereroe, c’è quello di non sapere cosa sia un Avengers. “Aiutaci, tu sei un Avengers” dice Agnes in un momento di lucidità a Visione. “Cos’è un Avengers?” risponde confuso il personaggio. Oltre a questo semplice scambio di battute, poco altro rimane di quella che, come si poteva supporre dal promo, sarebbe potuta essere un’altra svolta chiave della serie. Non bastano nemmeno più a soddisfare quelli che sembrano essere gli indizi per la reale identità di Agnes in quanto Agatha Harkness, come sottolineato questa volta dal costume da strega con cui la troviamo al volante della sua Volvo. Il massimo che la sequenza può fare è aprire a due domande: Agnes sta per caso mentendo a Visione facendo finta di non sapere cosa sta accadendo? E perché la donna si trova al confine delimitato, presumibilmente, da Wanda?

 

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Certo è che alla lunga passeggiata di Visione è attribuito l’aspetto sempre più inquietante che caratterizza il tenore degli episodi di WandaVision, dove a riecheggiare sembrano essere atmosfere horror tutte incanalate in nell’inquadratura della donna immobilizzata che cerca di stendere i panni, mentre sommessamente le scende una lacrima. Altro aspetto altamente suggestionante della puntata, è lo spot stavolta ancora più enigmatico che si pone a metà della presunta sitcom anni Novanta e che richiama un tipico must 90s visto lo stile in stop-motion: la pubblicità si rifà ad uno yogurt “per sopravvissuti” che, però, il protagonista non riesce a mangiare, morendo a sua volta. Il nome dello yogurt è Yo-Magic. Che lo spot ci stia dicendo che non sempre la magia può prevenire o salvare dalla morte? Di certo un vero e proprio mistero, più chiuso rispetto alle pubblicità che, fino ad ora, avevano richiamato alla mente le Stark Industries, l’Hydra e il trauma subito a Lagos da Wanda in Avengers: Civil War

Ancor più che nelle altre puntate, però, questa volta lo spaesamento dello spettatore sembra rispecchiarsi maggiormente in quello di Wanda, incapace di dare spiegazioni sul come questo universo alternativo abbia avuto inizio, facendo crescere ulteriori supposizioni sul coinvolgimento del Pietro di Evan Peters e su quanto, anche lui, possa essere effettivamente parte integrante per gli equilibri della realtà di WestView. Inoltre, ecco un altro personaggio, vicino della donna, che domanda a Wanda: “Vuoi che cambiamo qualcosa?”, riecheggiando la domanda di Agnes nella scorsa puntata. 

 

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Sul finale dell’episodio WestView è andata inoltre allargandosi nel tentativo di Wanda di salvare Visione andando così ad inglobare anche la dottoressa Lewis, oltre a una buona parte della S.W.O.R.D.. Questo ci fa interrogare intorno al cambiamento che gli hex stanno agendo sulle cellule di Monica Rambeau – che potrebbe, secondo alcune teorie, prendere il posto in futuro della nuova Captain Marvel – e se avranno ripercussioni anche su quelle di Darcy Lewis. 

La dottoressa era rimasta nella base della S.W.O.R.D. in quanto certa di un piano segreto portato avanti dal direttore Tyler Hayward che potrebbe coinvolgere, visto i grandi ritorni che sembrano segnare la serie, niente meno che il personaggio di Ultron. La domanda con cui andiamo però chiudendo questo sesto episodio di WandaVision è: chi è l’aggancio dell’agente Rambeau? Chi sta andando ad incontrare? Le ipotesi sono due, entrambe legate al multiverso: potrebbe trattarsi di Doctor Strange – aspettato dai fan già nella terza puntata, visto che nei fumetti è lui a far nascere i gemelli – o, più probabilmente visto che si parla di ingegneria, di Reed Richards ossia…Mister Fantastic.