Le carte sono finalmente sul tavolo: cosa abbiamo capito grazie al quinto episodio della serie WandaVision e tutti i riferimenti al MCU

Anche WandaVision è arrivata alla sua mid-season. E che mid-season! A cinque puntate dall’inizio del nuovo filone Disney + per la realtà Marvel, il presidente Kevin Feige può ritenersi più che soddisfatto e iniziare a congratularsi con se stesso per l’ingente lavoro fatto sulla mastodontica trasposizione di un universo fumettistico che, ad oggi, sta invadendo l’audiovisivo creando collegamenti e facendo di un unico tessuto quasi tattile le relazioni che intercorrono tra personaggi, eventi, storie scatenanti e ripercussioni su di un mondo che, ormai, è imprescindibilmente legato alle gesta e allo statuto degli Avengers.

Avengers messi, secondo la battuta che più resterà iconica di WandaVision, dall’universo stesso all’interno di una sitcom, che finalmente – anche se avevamo davvero pochi dubbi – sembra essere confermata in quanto proiezione, protezione e volontà della sua protagonista femminile. I motivi sembrano non essere ben chiari alla S.W.O.R.D., ma quello che più siamo condotti a considerare è il portato “romantico” che la scelta di Wanda contiene in sé. Se l’agenzia addetta al terrorismo spaziale si interroga sui motivi di Scarlet Witch di rubare il corpo in vibranio senza più anima di Visione ipotizzandone scopi allarmistici, la vita “normale” che è andata costruendosi Wanda nella sua gigantesca bolla dimostra il semplice scopo di perseguire gli ideali di un’esistenza in periferia che, come dimostrano gli episodi, “è più veloce di quanto si pensa”.

I gemelli di Wanda e Visione, infatti, passano in un minutaggio di circa trenta minuti dal primo mese di età fino ai cinque anni, per evolversi ulteriormente al solo desiderio di poter possedere un cane e diventare così dei ragazzini di dieci anni. Le precauzioni di Wanda cominciano a cedere il posto alla distratta esposizione dei suoi poteri anche di fronte a personaggi come Agnes, sempre più ambigua nella complicità che sembra mostrare verso la donna e che nemmeno quest’ultima sembra comprendere (“Che dici Wanda, vuoi che la rifacciamo?” chiede il personaggio di Kathryn Hahn dopo un errore “di scena”), nonché ai timori di Visione, ormai a conoscenza di una realtà manipolata dalla moglie, ma dai contorni ancora oscuri per il supereroe, soprattutto su ciò che riguarda il suo passato.

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Ed è proprio il passato a tornare come tragicomico inside joke nella pubblicità della quinta puntata di WandaVision, dove l’emotività di Wanda viene spezzata a tal punto da fuoriuscire lei stessa dalla cupola i cui esagoni tanto interrogati vengono ridefiniti dalla dottoressa Lewis come Hex, riferimento diretto ai fumetti in cui Scarlet Witch rimodella la realtà attraverso dei poteri chiamati, per l’appunto, nello stesso modo. Il prodotto sponsorizzato è una carta super assorbente di nome Lagos, che rimedia a degli accidentali errori assorbendo in una sola passata tutto il contenitore versato. Sta di fatto che Lagos è la città della Nigeria dove, per fermare dei terroristi dal rubare un’arma batteriologica, gli Avengers causano decine di morti in Avengers: Civil War. Motivo dell’esplosione di un edificio è proprio il potere di Wanda, che nel cercare di proteggere le persone attorno a lei, spedisce i cattivi direttamente all’interno di un palazzo.

La quinta puntata di WandaVision rappresenta, dunque, i sensi di colpa portati all’ennesima potenza dal personaggio di Wanda Maximoff, la consapevolezza di star tradendo la fiducia e le volontà di Visione – il quale sta arrivando, sostanzialmente, alla scoperta di cosa è realmente WestView -, il dover spiegare ai propri figli che il loro cagnolino Sparky (anche lui easter eggs della miniserie dedicata a Visione e realizzata da Tom King) non può venir resuscitato, nonostante questa sembra essere proprio la specialità della loro madre. Le carte iniziano a scoprirsi, l’episodio è concitato e meno pulito degli altri, proprio perché la sitcom non può più rimanere separata dal reparto investigativo della S.W.O.R.D. che vede anche una Monica Rambeau “modificata”, con analisi del sangue e test clinici che non riportano ad alcun dato e possono aver spinto il personaggio verso una trasformazione e un’acquisizione di poteri come accade all’interno dei fumetti.

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Spoiler Alert! Proseguite la lettura solamente se avete visto la quinta puntata

Ma, il vero ritorno dai morti, o per meglio dire, primo vero accenno del multiverso Marvel escluso lo Spider-Man – Un nuovo universo in forma animata, è il Pietro aka Quicksilver fratello di Wanda. Non quello di Aaron Taylor-Johnson di Avengers: Age of Ultron, bensì il Evan Peters degli X-Men fino a poco tempo fa proprietà della Fox, che Feige stesso ha detto da ora appartenenti a tutto e per tutto al MCU – sorpresa relativa, in fondo, visto il promo leakato della sesta puntata uscito già prima del rilascio dell’episodio cinque e girato intensamente per il web. Nel proseguo di un’idea di “produzione televisiva” dove la differenza tra Taylor-Johnson e Evans viene sottolineata dalla pratica del re-casting, in verità la Fase 4 della Marvel sembrerebbe essere entrata nel vivo del proprio desiderio di rendere ancora più inclusivi e coinvolgenti i propri progetti, unendoli attraverso la cura che è sempre stata messa nei dettagli, volta in prima istanza a scioccare gli spettatori.

Quello che ci si domanda, ora, è se Wanda abbia inconsciamente generato nuovamente il proprio gemello o se, attraverso l’estensione della sua energia, abbia dato il via all’apertura di più universi che cominceranno da questo momento a intrecciarsi tra loro. Sono ormai costanti le voci su un terzo film su Spider-Man con Tom Holland che vorrebbe la comparsa dei precedenti interpreti Tobey McGuire e Andrew Garfield, e sembra essere anche confermata la presenza di Wanda Maximoff in Doctor Strange: Multiverse of Madness, il che renderebbe ancora più solide le basi per un collegamento diretto tra il personaggio e l’apertura del multiverso.

Resta solamente (solamente?!) da capire come le pedine di WandaVision andranno stabilendo i presupposti per queste ultime puntate rimanenti e, guardando già al futuro, dei prossimi progetti Marvel. E capire soprattutto il ruolo di un personaggio come Agnes, sempre più intrigante, per scoprire se si tratta di una figura alleata di Wanda o, forse, di una nemica. Quel che resta certo di questa serie Disney + è che il livello si alza ad ogni puntata, facendo uscire lo spettatore fuori di testa per i punti che, ad ogni inquadratura, cerca di unire, ma compiacendolo anche per il semplice stupore che riesce a riconfermare settimana dopo settimana.