La Kim Cattrall di Sex and the City passa dal sesso sfrenato alle preghiere peccaminose di Filthy Rich – Ricchi e colpevoli

La fede cristiana può essere la più ricca fonte di peccati da cui poter attingere. Non solo la Bibbia ne è piena, ma anche il cinema, la televisione, storie che hanno utilizzato le contraddizioni dei seguaci di Gesù così da poter smascherare quello che di meno divino è stato mai posto sulla terra: l’umano. E se è vero che la religione arriva proprio per elevare l’uomo, per renderlo superiore alle sue azioni e puro nei suoi pensieri, è altrettanto esatto che dietro alla scusa della credenza e dell’integrità quest’ultimo possa agire come solamente il diavolo saprebbe fare. Filthy Rich – Ricchi e colpevoli sfrutta la retorica della religione come ipocrisia insita all’interno dell’essere umano e la snocciola nell’analogamente convenzionale modo da soap opera che la serialità sa utilizzare.

C’è una famiglia milionaria a porsi da facciata a relazioni illecite con tanto di progenie nascosta al proprio seguito. A capo di quest’inganno è il magnate e benefattore Eugene Monreaux (Gerald McRaney), precipitato con il proprio jet privato e smascherato dal suo testamento, il quale va unendo l’idillica unità religiosa del suo nido familiare alle licenziose fughe extra coniugali che hanno portato alla nascita di altri suoi tre figli, oltre ai due ufficiali avuti dalla moglie Margaret Monreaux (Kim Cattrall). Imprenditrice di se stessa, della propria rete televisiva e dell’universo economico e credente che ha costruito attorno, la donna può forse perdonare le marachelle del defunto marito, ma non può impedire agli infedeli di insozzare la propria società per cui tanto si è impegnata e la realtà della vita benestante a cui è troppo attaccata.

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I dieci comandamenti delle soap opere 

Basato sull’omonima serie neozelandese, ideata da Tate Taylor e arrivata in Italia sul portale Star su Disney +, Filthy Rich fa di ogni battesimo un peccato mortale e di ogni scorciatoia per il paradiso il primo passo per arrivare all’inferno. La vita segreta di un cristiano praticante getta nella confusione i pilastri dei comandamenti che i protagonisti avevano predicato, e che la serie mette in discussione facendo in modo che, ormai infangati del proprio nome, i traditi agiscano con ira per difendere i cancelli del cielo e i miscredenti cerchino di entrare forzatamente dentro le stanze del tempio.

La semplicità delle contraddizioni fa da scheletro alla narrazione, che sfrutta una delle trovate tanto antiche quanto il vecchio testamento, confezionandola con i sotterfugi del melodramma e incuriosendo per l’imprevedibilità dei caratteri dei personaggi, nonché delle azioni che potrebbero compiere. Insospettabili trovate che aiutano a rendere la pace apparente più stuzzicante rispetto alle canoniche regole di scrittura e stereotipia dei protagonisti, a cui è comunque riservato ad ognuno il proprio ruolo ben determinato all’interno del racconto, privo del libero arbitrio poiché seguace di uno schema da anni consolidato nelle serie e stabilito in modo indiscutibile dalle tavole della legge televisiva. 

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Filthy Rich – Ricchi e colpevoli: il diavolo si nasconde dietro la cancellazione dopo la prima stagione

Pur dunque accertandosi di accentuare le sfumature di alcuni dei suoi personaggi, non lasciandosi tentare dalla facilità con cui è possibile tratteggiare i rapporti e le strade del melò, Filthy Rich – Ricchi e colpevoli ha comunque in sé quel conservatorismo che le permette, forse per sua propria volontà, di rientrare in un tipo riconoscibile di serialità, molto comoda da poter fluire e non particolarmente benedetta come vorrebbe sembrare. Una sequela di preghiere infrante come il tradimento compiuto nel giardino dell’Eden, esatta riproduzione della vita dei Monreaux prima dell’arrivo del serpente, ma da cui la Eva di Margaret Monreaux non vuole andarsene. 

Con le moine e quella maschera di superiorità che la contraddistingue da sempre, Kim Cattrall incarna la predominanza del giudizio divino che cerca di imporsi, con difficoltà, per risolvere quel peccato originale espresso con non chissà quale fantasiosità e che sembra poter richiamare l’attenzione di un pubblico facile e alla buona, quasi a similitudine di quelle casalinghe e quei reazionari appassionati del canale benedetto gestito dalla protagonista della serie. Ma chi è senza peccato scagli la prima pietra. Chi non ha mai provato un po’ di piacere nel vedere una storia non particolarmente brillante pure. Più che Sex and the City per la cara Samantha di Kim Cattrall sembra essere capitati nei dintorni di Desperate Housewives, dove Mefistofele può essere racchiuso dietro ad ogni porta o ad una cancellazione solo dopo la prima stagione.