5 motivi per vedere Girl Power – La rivoluzione comincia a scuola. 5 motivi per essere femministe. E femministi.

Essere femministe e femministi non è affatto un lavoro facile ed è bene rendersene conto fin da subito. A mostrarlo perfettamente è Girl Power – La rivoluzione comincia dalla scuola, film targato Netflix con la regia della comica Amy Poehler, che nonostante una vena comedy che viene soprattutto dall’appartenenza dell’opera alla dimensione dei teen movie, cerca di portare con coscienza il tema dei diritti femminili e della differenza di parità tra uomini e donne. La pellicola che in originale presenta il titolo Moxie, club femminista che dà il via alle vicende della narrazione, si basa sul libro Girl Power della scrittrice Jennifer Mathieu, la cui protagonista Vivian viene interpretata per l’occasione dall’attrice Hadley Robinson.

Girl Power – La rivoluzione parte dalla scuola è un film che concentra nella sua durata sia la freschezza del suo specifico genere, ma al contempo un’importanza che ha origine dagli intenti della sua protagonista e del microcosmo femminile che le si forma intorno. Piccolo insieme che cerca di riportare una condizione di supporto e solidarietà necessario in maniera universale. Se, però, non avete ancora trovato alcuna ragione sul perché vedere il film diretto dalla Poehler, ecco 5 motivi per cui dovreste assolutamente farlo. Un piccolo gesto per diventare tutti più grandi. 

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1) Rivoluzione scolastica

La qualità principale di Girl Power è quella di essere riuscito a restituire allo spettatore quello che, realmente, potrebbe capitare per i corridoi di una scuola nel tentativo di portare avanti la rivoluzione. I gesti dei personaggi, la maniera con cui il movimento Moxie parte e come va pian piano prendendo una forma più coincisa e determinante, restituiscono la maniera in cui si può fare del vero attivismo anche in giovanissima età, iniziando una sensibilizzazione che parte quando ancora si è poco esperti del mondo, ma già si sono incontrate abbastanza ingiustizie da sapere che è il momento di cambiarlo. Dai disegnini sulle mani alle uscite in cortile al suono della campanella, le piccole azioni sono quelle che, nel crescere, diventeranno dardi per una nuova società, più rispettosa e ugualitaria. Tutta da vivere, nel film, con il fuoco della giovinezza. 

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2) Una mamma rock

Amy Poehler non è solamente la regista di Girl Power, la quale lavora sulla sceneggiatura adattata da Tamara Chestna e Dylan Meyer. L’attrice interpreta anche il ruolo della madre della protagonista, donna dal passato punteggiato da ribellioni e rivolte, quasi miccia stessa che ha dato l’ispirazione alla protagonista Vivian nell’avviare il movimento Moxie. Una donna indipendente, una madre lavoratrice, che sa dare alla sua unica figlia sempre i giusti insegnamenti: sia cosa significa essere una femminista emancipata e convinta, sia cosa vuol dire essere una persona con il desiderio di affetto e condivisione. Un personaggio che la protagonista non può che ringraziare, cosa che, dietro lo schermo, facciamo anche noi. 

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3) Il ragazzo femminista

Tra i punti migliori che possiamo suggerirvi per vedere Girl Power – La rivoluzione parte dalla scuola c’è sopra ogni cosa la rappresentazione di un personaggio maschile che, finalmente, viene delineato secondo il tipo di alleato che vorremmo avere accanto: incoraggiante, attento e, anche lui, attivista. Il Seth Acosta di Nico Hiraga è esattamente così. Una tipologia di personaggio maschile assolutamente positivo, che comprende l’importanza della lotta e la supporta senza nessuno scoraggiamento. Un ragazzo del liceo che sa cos’è il rispetto e lo riserva ad ogni persona. Oltre ad essere una perfetta controparte amorosa per la protagonista.  

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4) Playlist: Bikini kill 

La rivoluzione passa per tante strade. La scuola, l’arte, la musica. Le Bikini kill sono un gruppo alternative rock che, nel decennio degli anni Novanta, ha portato il sottogenere del riot grrrl in forte auge, stile che mescola attivismo a melodie graffianti tanto da trasmettere un trascinante sentimento di empowerment in chi lo ascolta. Così è stato per la madre di Vivian in Girl Power, e così è anche per la giovane nel momento in cui è in preda alla sua epifania femminista. Le Bikini kill sono dunque una delle principali spinte che portano Vivian ad incitare la rivolta, nonché a far aggiungere al pubblico la band nella loro personale playlist su Spotify. 

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5) Sisterhood

Nella meraviglia grintosa della rivoluzione, Girl Power mostra la solidarietà che va creandosi tra le sue protagoniste. Non c’è solo rabbia e disgusto per una società patriarcale che continua nei medesimi errori, bensì un sentimento di unione e condivisione, un’inebriante amicizia che lega i personaggi femminili, nonostante i loro momenti di debolezza. Il film, infatti, dimostra che esistono vari modi di poter vivere la ricerca di parità e che non sempre è bene criticare chi non riesce, da subito, a porsi in prima linea. Perché anche la lotta ha bisogno della propria consapevolezza, che può arrivare come un fulmine a ciel sereno o maturare nel tempo. L’importante, però, è sicuramente conquistarla per combattere così il proprio obiettivo comune, dando prova che, se unite, la vittoria è più vicina.