Ecco la lista dei vincitori del MAX3MIN, la prima edizione del festival dedicato a cortometraggi della durata massima di 3 minuti.

Ieri, domenica 21 marzo, si è conclusa la prima edizione di MAX3MIN, il primo festival di cortometraggi di breve durata (massimo 3 minuti) che per 10 giorni ha proposto un palinsesto di 100 film provenienti da tutti gli angoli del pianeta. 
La prima edizione del festival, disponibile worldwide in streaming gratuito sulla piattaforma www.max3min.com, ha saputo da subito catturare l’interesse del pubblico con la sua formula del loop screening, portando oltre 15.000 spettatori nella sala virtuale del festival.

“Credo che la passione che ci ha spinto a creare questo festival sia la stessa che anima i registi a girare o il pubblico a guardare con attenzione” dichiara Martina Schmied, direttrice artistica di MAX3MIN “Se, guardando i corti, anche solo qualcuno degli utenti ha avuto modo di riflettere, di immaginare, di emozionarsi, allora tutto questo ha avuto il senso che speravamo”.

Durante la serata di premiazione presentata da Emanuele Turetta e trasmessa in diretta domenica 21 alle ore 21.00 sulla piattaforma streaming del festival, la giuria composta da Tony Kaye (regista di American History X), PowerPaola (fumettista e plastic artist), Elisa Bonora (montatrice), Enrico Gabrielli (fondatore della band Calibro 35) e Martina Pastori (filmmaker), ha presentato la Top Ten dei migliori film della selezione: 

La Giuria Internazionale ha assegnato, quindi, il Premio per il Miglior Film del valore di 3.000 euro a Stones di Michael Heindl. 

Stones di Michael Heindl

Nella serata di chiusura, sono stati assegnati inoltre il Premio del Pubblico a In Intimate and Familiar Waters di Mattia Cursi. 
Si sono classificati immediatamente dopo Silent Tales – T-Rex di Simone Angelini e SKRZYKOT di Natalie Plaskura. 
 
Stones di Michael Heindl ha inoltre vinto il Premio degli Architetti, a cura di Giuseppe Ciorra e Cino Zucchi, fortemente voluto dal festival per dare voce ad una categoria fuori dal cinema. 
 
La redazione di Rolling Stone, media partner del festival, ha inoltre assegnato una Menzione Speciale al corto che, una selezione che abbraccia i Paesi, gli sguardi, gli stili più diversi, ha saputo incarnare meglio il senso del presente, l’invenzione creativa, il punto di vista personale. In una parola: rolling. La Menzione Speciale è andata a Noi cinesi in realtà siamo tutti dei cloni di Alessio Hong, “per la capacità di unire analisi sociologica, ironia e visionarietà. Una sintesi originale, divertente, innovativa, sospesa tra Black Mirror e cazzeggio, che vale come risposta nostrana all’hashtag #StopAsianHate. Ma scritta e pensata senza mai piangersi addosso”.