Un approfondimento per celebrare il concetto di solidarietà tra donne, partendo da quella scena di Sex Education 2.

Oggi è la Giornata Internazionale dedicata alle Donne. Una giornata che, come i grandi luminari del nostro tempo ci tengono a precisare, dovrebbe essere in realtà tutte le giornate. Perché c’è la festa del papà, quella della mamma, quella della Terra, ma no, quella delle donne, per loro, deve essere tutti i giorni. Un giorno solo non basta. Avranno ragione? Basandoci sulla retorica sì, ma sull’importanza di questa celebrazione, forse, no. Non hanno ragione. Perché anche un solo giorno ha la sua importanza e perdere di vista il suo significato rischia di sminuirne il suo valore.

La Festa della Donna ha origine dai movimenti femminili politici di rivendicazione dei diritti delle donne di inizio Novecento, in particolare da una tragedia accaduta nel 1908, nella quale trovarono la morte alcune operaie di un’industria tessile di New York, perite nell’incendio del luogo di lavoro.

Per molti anni la giornata delle donne venne collocata in giorni diversi a seconda del paese celebrante; l’8 marzo, adottato in ricordo della seconda conferenza internazionale delle donne comuniste del 1921 e della istituzione in tale giorno della “Giornata internazionale dell’Operaia”, divenne una data condivisa solo negli anni successivi.

Molte, troppe, donne, da allora in poi, sono cadute nei cammini di emancipazione femminile e per la conquista della parità di genere ma questo non deve in alcun modo far pensare che tali sacrifici appartengano a un tempo remoto e ormai trascorso.

L’8 marzo è una ricorrenza che evoca molte questioni ancora aperte e in questo ultimo anno riportate prepotentemente in superficie dall’emergenza sanitaria. Un grande tema che non è sicuramente nelle nostre corde, ma che cercheremo di celebrare con quella che consideriamo la scena più potente se di donne e di solidarietà si parla. Qual è?

Sex Education: “We’re all getting the bus”

Chiunque abbia visto Sex Education 2 saprà che lo show Netflix è pieno di momenti divertenti. La dramedy si concentra su una scuola e sui suoi giovani studenti alle prese con la sessualità e i problemi dell’adolescenza. Ma cosa ha a che vedere una serie young adult con la Festa della Donna?

Tra lo spasso e il divertimento, Sex Education fa luce anche su alcuni argomenti incredibilmente importanti e rilevanti, tra tutti l’aggressione sessuale.

Il momento di cui sto parlando è, ovviamente, la scena in cui una delle protagoniste – Aimee – viene aggredita sessualmente sull’autobus nel tragitto casa-scuola. Nonostante abbia cercato di respingere l’accaduto e fingere che non abbia avuto impatto sulla sua vita, è chiaro che l’evento in sè ha avuto su di lei un effetto negativo: per tutta la durata della seconda stagione della serie, Aimee non riesce a salire sull’autobus. L’accettazione e il cambiamento avvengono quando, grazie alle sue amiche, in un momento televisivo dalla potenza estrema, riesce a superare il suo blocco emotivo e si ritrova in grado di fare quel passo, cioè di salire sul bus con le sue amiche.

Oltre al fatto la scena del bus è un bellissimo ritratto che sottolinea il potere dell’amicizia femminile e della solidarietà tra donne, fa anche luce su un’esperienza che è fin troppo familiare per molte donne.

L’anno scorso, un rapporto del Women And Equality Committee ha dichiarato che il volume delle molestie subite dalle donne negli spazi pubblici è inarrestabile, con il 64% delle donne che afferma di aver subito molestie sessuali in un luogo pubblico (che sale all’85% di 18 -25 anni).

Per questo, oggi più che mai, la solidarietà mostrata in Sex Education è senza retorica, è una scena che mette l’accento su un concetto empatico ed etico che diventa politico, per superare gli steccati imposti dalle diversità e dalle diseguaglianze. Si deve insegnare ad essere solidali, perché senza solidarietà non c’è accoglienza, e senza accoglienza la società rischia di trasformarsi in una giungla dove vince la legge della forza muscolare.

Secoli di divisioni, di pratica conflittuale sotterranea, insidiosa, di conflitti tra donne hanno costruito una difficile relazione con il concetto di solidarietà, che invece va usato come potenzialità di trasformazione nella relazione e nel mondo. Solidali sì, e anche, talvolta, avversarie, ma mai nemiche: così vorrei che guardassimo, e fossimo, le une verso le altre. Per salire tutte insieme sul bus. 

Felice Festa delle Donne.