Sam Wilson e James Barnes finalmente si incontrano nella 1×2 di The Falcon and the Winter Soldier tra scontri, gruppi terroristici e nemici del passato

The Falcon and the Winter Soldier entra nel vivo nella sua seconda puntata. L’aria da buddy movie che la Marvel aveva promesso si palesa dopo l’introduzione lunga un episodio dei due personaggi presi, al principio, ancora singolarmente, pronti però ad affiancarsi per una missione il cui obiettivo è, prima di ogni altra cosa, trovare il modo per allontanarsi nuovamente l’uno dall’altro. Il conflitto è alla base di una serie che va discutendo dei nuovi supereroi, necessari ad un mondo post-blip. E finisce per esserlo tanto tra i personaggi di Sam Wilson e James Barnes, quanto nelle profondità di loro stessi, motore da cui andare ad attingere per direzionare i percorsi dei protagonisti e alimentare ulteriormente la tensione tra i due.

La parola eredità torna con prepotenza quando il Soldato d’Inverno si scontra con il compare Falcon, impossibilitato a perdonare all’uomo il poco valore che Wilson sembra aver riservato al passaggio dello Scudo da parte del suo amico Steve Rogers, le cui motivazioni rimangono taciute, ma probabilmente pronte ad esplodere da un momento all’altro. Se il valore di Captain America risiedeva non nel corpo, ma nell’animo del soldato Rogers, era la rappresentazione americana massima che andava avvolgendolo in quanto icona. Simbolo che, è ancora presto per affermarlo, ma forse il personaggio di Sam non poteva andare a ricoprire, troppo lontano da un’America che tutt’ora lo ferma per strada solamente perché afroamericano e che vorrebbe davanti al suo nome di battaglia quell’aggettivo “black” per affermare le sue radici.

The Falcon and The Winter Soldier

Spoiler Alert!

Si consiglia la lettura solamente a chi ha visto la puntata

Chi è John Walker?

Da una parte, dunque, la presa di coscienza di un uomo, di un supereroe, di non poter rivestire la tuta di qualcun altro, vicino a lui per gli ideali in cui credeva, ma forse ancora distante dal messaggio che dovrebbe mandare. Dall’altro un ex soldato, un uomo tormentato dalla riprogrammazione subita, soltanto l’ennesima della sua lunga vita e sconfortato ogni volta maggiormente dai risultati che dovrebbe dare, ancora ancorati alla convinzione e ai pregiudizi comuni che lo vedono solamente come un nemico e assassino. Paralleli portati a scontrarsi, tanto per le necessità narrative di rendere dinamico il rapporto tra i due protagonisti a cui non era stato mai riservato tanto spazio prima e che vanno occupandolo creando una divisione che dovranno far momentaneamente sopperire per il bene di tutti. 

E, alla base, permanentemente assente e forse proprio per questo quanto mai presente nelle parole e nelle azioni dei personaggi, Captain America (il vero Captain America) aleggia come compagno silenzioso che difficilmente potrà essere sostituito da un utilizzatore di armi, tra i metodi di attacco e difesa del capitano John Walker interpretato da Wyatt Russell. Personaggio di cui il pubblico, è probabile, dovrà cominciare a fare l’abitudine, in quanto personalità presente negli albo a fumetti della Marvel, in cui già per un periodo era andato sostituendo il collega Rogers. 

John Walker è infatti U.S. Agent, chiamato anche Super Patriota, personaggio che potrebbe venir rivisitato dal MCU, ma che già presenta nel frattempo il suo braccio destro Lemar Hoskins detto Battlestar e sembra fortemente intenzionato a ricoprire al meglio il ruolo che il Governo gli ha assegnato. Nei fumetti, però, John Walker non scomparirà mai del tutto, anche quando il personaggio di Steve Rogers tornerà a maneggiare lo Scudo, ricoprendo ruoli di rilievo come leader di vari team degli Avengers e, in ottica cinematografica e seriale Marvel, un potenziale personaggio che potrebbe andare ad integrare le fasi successive anche nel futuro.

The Falcon and teh Winter Soldier: quali sono i valori di un eroe?

La dicotomia tra nuovo Captain America e vecchi compagni di Steve Rogers è perciò un terreno fatto di incertezze, intaccato dalla scoperta di un potenziale Captain America di radici afroamericane, costretto alla prigione dopo essere stato acclamato come eroe. Nella storia di Isaiah Bradley, noto anche come Captain America Nero, la Marvel comincia a porre dei sottotesti facilmente integrabili anche grazie alla piega sociale e politica che la serie intraprende, i quali andranno forse a rimpolparsi con il proseguire del progetto, allargando lo spettro di cosa è un eroe, per chi deve esserlo e quali sono i presupposti che deve possedere per diventarlo. 

Quello che The Falcon and the Winter Soldier fa con la sua seconda puntata è andare a riempire fino all’orlo il proprio racconto, straboccando di contenuto e di tematiche che potrebbero svilupparsi sensibilmente nel futuro della serie, ma continuando sulla via della fedeltà per i fan Marvel, a cui vengono riservate scene d’azione su camion in corsa e salti da aerei in volo senza paracadute. E, inoltre, va reintroducendo un villain ancora dalle mille possibilità come lo Zemo di Daniel Brühl incontrato in Captain America: Civil War e da sempre nemico giurato di Captain America. Un quadro generale soddisfacente nella sua assoluta convenzionalità, strada battuta, ma non per questo più facile per i due supereroi e le capacità ancora tutte da mostrare. 

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