La ZACK SNYDER’S JUSTICE LEAGUE è ora disponibile su SKY o NOW! Con: Ben Affleck, Henry Cavill, Amy Adams, Gal Gadot, Ray Fisher, Jason Momoa e Ezra Miller.

Dopo una lunga attesa, petizioni on line, denunce, autocelebrazioni e rilasci involontari, ha finalmente visto la luce la Zack Snyder’s Justice League. La visione completa e decisamente non sintetica dell’unione dei principali supereroi DC è realtà, ed è disponibile nelle case di tutti gli italiani grazie a SKY e NOW. Sarà una vittoria dei fan protagonisti della campagna #releasethesnydercut o l’ennesima delusione? 

Per mantenere la struttura narrativa del film anche questa recensione sarà divisa in capitoli, ma senza l’utilizzo di slow-motion.

Nel rispetto del lettore – e della venerata Martha -,
vi avvisiamo che ciò che segue contiene SPOILER.

NELLE PUNTATE PRECEDENTI

Il film si apre con la parte finale di Batman vs Superman, con il sacrificio di Kal-El contro Doomsday. L’urlo di dolore del figlio di Krypton avvolge in modo ovattato un mondo cupo, le sequenze si seguono in slowmotion, pochi istanti che sembrano non voler finire, mostrando la salvezza del mondo che si intreccia alla scomparsa del suo più grande protettore. Il tema portante della prima ora di film sarà proprio questo, l’arrivo di una grande minaccia, la terra che sembra destinata a capitolare avvolta nell’oscurità dei colori e celebrata da musiche solenni. Un requiem lento e inesorabile in cui la ricerca di epicità sfida la fruibilità del prodotto che risulta talvolta ridondante e poco dinamico. Una scelta chiara che mostra quanto Justice League sia ad immagine e somiglianza del suo regista, nel bene e nel male.

IL RITORNO DEGLI EROI

In un clima cupo e prossimo al declino, ad accendere la luce della speranza sia nella trama del film sia nella percezione di uno spettatore, ormai completamente in sintonia con il Bruce Wayne respinto da Aquaman e circondato dal canto delle donne, saranno proprio i due personaggi meno apprezzati nella precedente versione della pellicola: Flash e Cyborg. Una dichiarazione d’intenti chiara fin dall’inizio: la volontà da parte del regista di dare un ruolo ben definito e determinante ai due personaggi all’interno della Justice League. Una storia d’origini inserita all’interno del primo film corale, un atto coraggioso che pur essendo in parte efficace, non riesce a mascherare completamente le lacune organizzative di un progetto condiviso sviluppato con eccessiva premura e scarsa progettualità.

UNA NUOVA SPERANZA

Il superamento della seconda ora, l’evolversi della trama e una prima azione corale da parte della Justice League, rende la pellicola piacevole ed in alcuni momenti anche accattivante. La cifra stilistica e la scelta narrativa spingono lo stesso Snyder ad andare oltre la mera autocelebrazione, regalando un gruppo di eroi molto più equilibrato ed accattivante della versione precedente. Il ruolo di Cyborg è centrale sia nella sua lotta da moderna “creatura” sia nella collaborazione con gli alleati. Il Flash di Miller, pur rimanendo la figura più “leggera” del film, guadagna sempre più spazio, risultando essenziale nel momento cruciale. L’evolversi della storia rende comprensibile anche l’infinita parte iniziale posizionando i vari tasselli al loro posto e mostrando un quadro d’insieme assolutamente gradevole.

SUPERMAN RETURNS

La chiave di volta nello scontro tra gli invasori e la Justice League, come nella versione precedente, è la resurrezione, inizialmente burrascosa, di Superman. Una messinscena molto simile alla pellicola di Joss Whedon che guadagna in epicità con la rimozione delle battute di Flash, ma perde in profondità relegando al caso la presenza di Loys in prossimità della zona d’azione ed eliminando il confronto tra il Kryptoniano e Batman.

La direzione presa dal personaggio sarà però decisamente diversa rispetto a ciò che abbiamo visto al cinema, in quanto, oltre ad indossare (senza che venga motivato in modo essenziale) l’iconico costume nero, nello scontro finale con il nemico sarà fondamentale ma non il protagonista unico ed assoluto. L’equilibrio già citato in precedenza non ridimensiona tanto la figura di Superman quanto rende un gruppo di supereroi una vera e propria squadra: la Justice League.

IL CANTO DEL CIGNO

Al netto di pregi e difetti, Zack Snyder’s Justice League risulta essere un prodotto gradevole a tratti ben confezionato che pur avendo una CGI non sempre del tutto convincente, una durata eccessiva e le caratteristiche classiche delle opere del suo regista, ha la capacità di intrattenere e di lasciare un senso di compiutezza da parte dello spettatore. Una struttura diversa con un montaggio più definito o la divisione dell’opera in una serie televisiva avrebbe probabilmente reso di più la efficacia. Un arco narrativo fin troppo didascalico e ridondante, soprattutto nella prima parte del film, si affianca a scene d’azione coinvolgenti e dialoghi ficcanti. 

Uno sguardo al futuro

Un prodotto piacevole nato da un’idea originale, da un progetto abbandonato, maltrattato e risorto probabilmente con qualche correzione postuma che lascia al di là di se stesso una grande domanda: e adesso? La Warner sembra non voler dar seguito alle numerose possibilità narrative che si aprono nel finale di Justice League, ma gli ultimi anni ci insegnano che la progettualità non è un valore assoluto per la casa di produzione e una voce sempre crescente del pubblico potrebbe far scrivere un nuovo capitolo, magari finalmente godibile o – sempre magari – meno travagliato.

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