Bad Luck Banging or Loony Porn sconvolge non solo per il sesso e le mascherine, ma perché è riflessione satirica e feroce sulla nostra realtà

Sinossi di Bad Luck Banging or Loony Porn:

Un’insegnante di una scuola perbene è al centro dello scandalo visto un suo video hard finito sotto le mani degli alunni minorenni. La donna dovrà perciò affrontare i genitori della classe, per scoprire cosa sarà del suo futuro all’interno dell’istituto.

bad luck banging or loony porn

Recensione del film Bad Luck Banging or Loony Porn

Bad Luck Banging or Loony Porn è uno dei primi film che vi capiterà di vedere in cui i personaggi sono immersi nella pandemia da Covid-19, ma non è comunque questo a renderlo la visione più contemporanea passata allo scorso Festival di Berlino. Opera girata in un tempo ristretto, con mezzi che sembrerebbero di fortuna, ma riflettono molto più di quanto possano inizialmente far pensare sul proprio riportare in maniera documentaristica la realtà, il film di Radu Jude si è aggiudicato l’Orso d’oro durante la rappresentazione cinematografica online svoltasi da remoto, a sottolineare ancora di più tutto ciò che di paradossale contiene all’interno e che riverbera nell’epoca e nelle discussioni che, ad oggi, stiamo vivendo.

Anche la distribuzione italiana dell’opera vincitrice passa per una piattaforma streaming che, nel servizio di MioCinema, cerca di conciliare opere d’autore e modernità delle attuali finestre di visione concesse allo spettatore rimasto senza cinema. Un’amplificazione del mancato atto rituale del recarsi in sala che, però, non depotenzia minimamente la follia di un’operazione come quella del film romeno, integrando anzi il lavoro di Jude nei meccanismi contemporanei che il film va riportando, cassa di risonanza che gioca una partita a ping pong tra quello a cui assistiamo e i device digitali da cui la stiamo guardando.

bad luck banging or loony porn

Una commedia dell’assurdo per dei tempi così reali

E col digitale si apre proprio Bad Luck Banging or Loony Porn. Quello grezzo e artificioso delle telecamere portatili, che fanno tanto filmino casalingo e che esplicitano, come un vero e proprio video qualsiasi trovato sul web, l’atto sessuale di un’insegnante di scuola consumato nell’intimità della propria stanza. Attività privata, ma vista con l’occhio della camera da presa del marito, che finirà per essere condivisa su internet e farsi spioncino d’ingresso per introdursi nello spazio intimo della donna e del suo partner. La prestazione delle persone coinvolte è tale da divulgarsi velocemente per i meandri della rete, finendo nella classe degli alunni minorenni della professoressa, ora costretta a doversi rapportare con una schiera di genitori infervorati.  

Pur se forse Radu Jude non sa che anche questo, come molto altro del film, in Italia ci riporta quanto mai nell’attualità, dove una maestra è stata protagonista di un filmino intimo inviato nella chat del calcetto, i collegamenti per gli spettatori nostrani diventano quanto mai immediati. Una sorpresa, per l’attinenza col comportamento vergognoso degli accusatori della maestra di Torino, che acuisce perciò l’impatto che Bad Luck Banging or Loony Porn può avere sul pubblico. Un caso come quello italiano che non stupirebbe riscontrare uguale in qualsiasi altra parte del mondo, che stordisce per l’attinenza che ha con l’oggi e per l’arretratezza che le persone sanno dimostrare.

Dividendo in parti la propria storia, dove l’epilogo ha tre possibili finali tutti perfettamente in tono con l’illogicità incredibilmente lucida della pellicola, il film è insieme specchio, trattato, riverbero e visione sdoppiata di cosa significa vivere nel 2021 eppure sentirsi ancora bloccati all’ignoranza del passato. È il proselitismo degli stolti, il verbo degli ottusi. Il periodo in cui a tutti è concesso di dire tutto e in cui nessuno riesce più a distinguere tra cosa è morale e cosa, invece, è soltanto privato. Una sequela di ipocrisie e luoghi comuni che, nella scatola immaginifica eppure estremamente reale di Bad Luck Banging or Loony Porn, si mischiano per raggiungere un’unica pelle che sveli con limpidezza i tempi moderni, facendolo però con l’arte della finzione, della commedia dell’assurdo, dell’esagerazione che finisce per non sembrare più tale quando riusciamo a trovarci dentro quel pezzo, enorme, della nostra quotidianità. 

bad luck banging or loony porn

La satira feroce di Bad Luck Banging or Loony Porn

Tutto è esasperato in Bad Luck Banging or Loony Porn solo per rivelare che, in conclusione, la verità non è poi così paradossale, visto che è in grado di toccare picchi ben più indigesti rispetto a quelli partoriti dall’utilizzo della fantasia. Il sesso, la violenza verbale, le credenze di cui ci riempiamo la bocca e le lotte che ogni giorno intraprendiamo non sono nulla in più e nulla in meno rispetto al raggruppamento che Radu June ne fa e che va rappresentando attraverso quel plotone d’esecuzione composto dai nemici-genitori. Da una parte fronte comune, dall’altra cervello in fermento per riuscire a sputare fuori ogni polemica che abbiamo dovuto subire negli ultimi anni. Accusatori e coscienza che, nel dover giudicare o meno se l’atto sessuale tra un’insegnante e suo marito è affare di tutti, sono shakerato di teorie complottistiche e di negazionisti fino al midollo. Sono mamme che pensano in primo luogo ai traumi dei loro bambini, urlando in faccia alla loro professoressa che è una “puttana”. 

Nell’intermezzo aneddotico di un film che può ricordare il tocco di Roy Andersson, ma sotto l’effetto di una rabbia e di un’incontentabilità parossistica, Bad Luck Banging or Loony Porn manifesta il marcio sociale e storico con un divertimento da satira collettiva e politica, dove il sesso e le mascherine sono solo due dei mille punti d’osservazione della nostra era da analizzare e poter poi parodiare. La libertà massima d’espressione per un autore che ironizza con ferocia sul perbenismo più subdolo, quello che dietro al conservatorismo nasconde le riviste porno e che ha salvato sul proprio iPad il video della professoressa.