Una famiglia imperfetta e un’apocalisse tecnologica: I Mitchell contro le macchine è il nuovo esilarante film d’animazione da vedere su Netflix

Sinossi del film I Mitchell contro le macchine:

Katie vuole lavorare nel cinema, è pronta a partire per Los Angeles per studiare e non vede l’ora di allontanarsi dalla sua famiglia e dal padre, che non condivide le sue aspirazioni. Un’apocalisse robot, però, ostacola i sogni della protagonista, unica umana rimasta ancora in libertà oltre alla sua famiglia. Saranno gli stessi Mitchell a cercare di salvare il mondo, collaborando insieme e cercando di capirsi l’uno l’altro, come non avevano mai fatto prima.

Recensione del film I Mitchell contro le macchine:

Se avete sempre creduto che la vostra fosse una famiglia disastrosa, forse non avete mai conosciuto i Mitchell. I Mitchell sono chiassosi, confusionari, non riescono a comprendersi tra loro, figurarsi a capire come va la vita. Hanno una casa buffa, dei vestiti buffi. Degli hobby che vanno dall’amore per i dinosauri alla creazione di filmini demenziali, fino all’attribuire stelline dorate ad ogni passo in avanti che si compie nella propria esistenza. Risultando strambi per qualsiasi persona dall’esterno, il punto di vista cambia realmente poco anche quando i Mitchell devono relazionarsi nel loro circolo. C’è poca intesa tra una figlia che non si è mai sentita al proprio posto e un padre che non ne comprende sogni e aspirazioni, a cui vanno facendosi di contorno una madre che tenta di tutto per riappacificare la ragazza col genitore, affiancata da un figlio minore incapace ancora ad esprimere le proprie emozioni.

Al caos personale che va invadendo i rapporti e le dinamiche di questa incasinata famiglia, va aggiungendosi un’apocalisse tecnologica e una distruzione di massa ad opera di un telefono che si è sentito tradito e trattato come obsoleto dal proprio proprietario. A Skynet, insomma, si aggiungono motivazioni personali e sentimentali per programmare la fine della razza umana e invece di un Terminator che può peggiorare o migliorare le cose (dipende se si sta guardando il primo o il secondo film) a salvare il pianeta è un nucleo familiare che dovrebbe, prima di tutto, risolvere le incomprensioni instaurate tra loro stessi.

I Mitchell contro le macchine

L’animazione esplosiva de I Mitchell contro le macchine 

Se solo a parlarne I Mitchell contro le macchine sembra un’opera d’animazione fuori di testa con tantissimo materiale e risoluzioni contorte seppur ingegnose, vi tocca solamente vederla per accorgervi che in realtà il film diretto da Mike Rianda e Jeff Rowe è molto, molto più scoppiettante di tutto questo. È l’aver osato a tal punto da aver reso il proprio lavoro effervescente, straboccante, incontenibile ed elettrizzante. È la commozione di un racconto che riguarda il senso della famiglia, ma non trascura l’incredibile portato ironico che può manifestare, un’energia dirompente che sembra non poter venire contenuta solamente dallo schermo, arricchendo la nostra immaginazione e permettendoci una sequela di risate poste a sottolineare l’acume e il brio del lavoro targato Netflix.

La fantasia incontenibile de I Mitchell contro le macchine si sprigiona direttamente dalla protagonista Katie e dalla sua passione per il cinema, i film, l’assurdo, il surreale. La possibilità di architettare arte attraverso le tecnologie moderne; filtri e effetti visivi che non sono solamente una maniera per distorcere o svalutare la realtà, ma che la rendono a volte della stessa pasta dei propri sogni, delle ambizioni più sfrenate. Un vulcano di creatività tale che traspare dall’opera attraverso un’animazione spinta all’estremo, eccentrica e mai sommessa alle linee del racconto, bensì mezzo per cogliere il carattere della protagonista e definire il tono dell’intera operazione. Disegni e animazione che si mischiano, giocano, si sovrappongo addirittura tra loro per far fuoriuscire qualcosa di unico. Dei film dentro ad un film, che utilizza gli stessi film per spiegarci la vita e come sarebbe bello poterla vivere all’interno di un’avventura da grande schermo. 

I Mitchell contro le macchine

Ad impreziosire al massimo l’instancabile storia della famiglia Mitchell sono le personalità singole di quei membri sgangherati dell’opera, comprese quelle dei famigerati cattivi e di quei robot volutamente umanizzati. Ogni componente ha una personalità definitiva e una propria finalità nelle direttive intraprese dal film e sono gli scontri e le differenze che fanno dei Mitchell il prototipo perfetto di unione: quella famiglia da cui non vedi l’ora di staccarti, mentre ti si inumidiscono gli occhi per gli obiettivi e le conquiste fatte insieme. Un tratteggio talmente ragionato e scoppiettante che enfatizza ancor di più la stravaganza di una pellicola in cui uno smartphone rinchiude le persone in cellule singole e isolate (ma con accesso al wi-fi!). La quale mostra come dalla diversità possa svilupparsi una crescita, il dialogo, l’apprendimento; storie familiari di tutti i giorni in cui c’è bisogno di incontrarsi nel mezzo, sostenendosi sempre e non abbandonandosi mai.

Con alla produzione Phil Lord e Christopher Miller, che portano corposamente il loro sentore da Piovono polpette all’interno dell’opera Netflix, I Mitchell contro le macchine è “un film di strani esseri umani” che dice chiaramente di “non lasciare che il mondo ti normalizzi”. Operazione animata che trasforma i punti deboli di una famiglia disorganizzata e fracassona nelle abilità segrete con cui fermare un’invasione di robot. Un modo per scoprirsi vicini, anche quando ci si crede interiormente lontani. Film pieno di colori, grafiche, cani poliziotti e interazioni da era digitale, di cui ridere, con cui ridere e da rivedere come facciamo con i video scemi, ma esilaranti e imperdibili che troviamo su YouTube.