Cosa sono le storie senza i personaggi? Alla scoperta dei migliori protagonisti de Il Trono di Spade.

Nel complesso arco narrativo che per 8 stagioni ha caratterizzato la serie Game of Thrones, a sorprendere sopra ogni cosa è stata la capacità di trasporre in tv personaggi così controversi, attori all’interno di un racconto dove fabula e intreccio si alternano con maestria. Gran parte del merito di questo successo seriale è da attribuirsi al materiale di partenza: Il Trono di Spade prende vita grazie alla saga letteraria di George R.R. Martin, dalla cui penna sono nati questi nomi leggendari. Ma se la serie tv ha funzionato, inutile negarlo, è anche grazie al modo in cui sono stati trasposti e costruiti i personaggi protagonisti della trama. Una scrittura, quella de Il Trono di Spade, che unita a una storia intrigante e coerente, a una regia quasi cinematografica e a prove attoriali impeccabili, ha creato gioielli che conquistano unanimamente critica e spettatori.

Scegliere le migliori performance di Games of Thrones è un’operazione molto complicata: facile immedesimarsi in un protagonista buono che incontra mille ostacoli, ma non dimentichiamo che il successo di un eroe, quasi sempre, è dovuto alla bravura del suo antagonista; un buon villain deve saper entrare nella pelle del personaggio che interpreta, giocando e smascherando le sue debolezze. La storia de Il Trono di Spade ha conosciuto, trasformato e creato buoni, eroi, cattivi, cavalieri, re, regine, esseri umani. Ma sapreste fare una classifica dei suoi personaggi? Ci abbiamo provato e ne abbiamo scelti 10 + un bonus e alcune menzioni speciali.

10) Joffrey Baratheon 

La classifica si apre con un nome che vi farà storcere il naso. Cosa sono gli eroi senza i cattivi? E quale miglior cattivo se non il Joffrey Baratheon di Jack Gleeson? Primogenito ed erede del Re Robert Baratheon e della Regina Cersei Lannister, è in realtà frutto dell’incesto tra la Regina Cersei e suo fratello Jaime Lannister. Personaggio più odiato de Il Trono di Spade, viziato, crudele, malvagio, perfido, brutale e inumano, incontra la morte nella quarta stagione. Una scena che, a dirla tutta, gli spettatori si sono goduti con grande gioia, apprezzando l’avvelenamento del Re più di ogni altra morte dello show. Joffrey entra in classifica per un semplice motivo: se se bravo a farti odiare, hai fatto egregiamente il tuo lavoro.

9) OBERYN MARTELL

Dalla perfidia di Joffrey al sorprendente carisma di Oberyn Martell. La Vipera Rossa, interpretata con eleganza dalla star del momento Pedro Pascal, era un uomo passionale e magnetico, vittima della sua nefasta ossessione per la vendetta. Enigmatico e con fascino da vendere, nutriva un odio profondo (e mai particolarmente celato) per i Lannister. Questo aspetto, ahimé, è stato essenzialmente la sua condanna a morte, ma Martin non poteva semplicemente eliminarlo con un’esecuzione. Oh, no! Questo doveva far male. La sua sanguinosa dipartita, per mano della Montagna nell’ottavo episodio della quarta stagione, è forse la sequenza più brutale de Il Trono di Spade, un’uscita di scena tanto atroce quanto la grandezza del suo personaggio. R.I.P., Oberyn, amante della libertà e dei piaceri della vita!

8) Brienne di Tarth

All’ottavo posto della nostra classifica incontriamo la prima donna di una lunga lista: Brienne di Tarth (Gwendoline Christie). Leale, incredibilmente forte e sempre onesta, Brienne ha conosciuto e sperimento sulla sua pelle il disprezzo della gente; disdegnata per sua poca femminilità quando tentava di comportarsi come una lady, è sempre stata presa in giro anche nei panni di una guerriera, malgrado la sua straordinaria capacità e abilità nell’arte del combattimento. Personaggio sfaccettato, determinato e affascinante, ha un solo punto debole: Jaime Lannister. La sua storia sul piccolo schermo ha il finale che merita: diventa il primo cavaliere donna nella storia dei Sette Regni e, successivamente, Lord Comandante della Guardia Reale al servizio di Bran Stark. Brienne, da figura mitologica di donna guerriera, diventa un personaggio reale, la cui narrazione è entrata a far par parte del patrimonio culturale dei nostri giorni.

7) Sandor ‘Il Mastino’ Clegane

Un cattivo che non è cattivo. Non una macchina della morte, ma un uomo vulnerabile e fiero. L’adorabile e controverso personaggio interpretato da Rory McCann detto Il Mastino, a dispetto del volto sfregiato e dell’aria rozza e sgraziata, dimostra in più occasioni di essere mosso da un’empatia atipica. Commovente il suo rapporto con Arya Stark, al limite tra odio e amore, e degno di nota quello con Sansa, a cui più volte salva la pelle. Il Mastino è l’unica pedina del tavolo che si è sempre mossa in direzione ostinatamente contraria rispetto alle altre, snobbando la vittoria.

6) Jon Snow

No, Jon Snow non conquista le posizioni calde della classifica. Partito come uno dei protagonisti de Il Trono di Spade, fedele, serio, buono e virtuoso, l’affascinante bastardo di Ned Stark subisce una battuta d’arresto nelle ultime stagioni. Colui che ha combattuto per salvare il reame dai bruti, che salvato i suoi vecchi nemici dagli Estranei – una decisione che gli costerà la vita, ucciso dai suoi confratelli, che è stato resuscitato dalla Donna Rossa, che ha riconquistato il castello della sua famiglia dal folle Ramsay Bolton ed è stato incoronato tra la gratitudine dei suoi sudditi, era in realtà il figlio segreto di Lyanna Stark (sorella di Ned) e di Rhaegar Targaryen, nonché legittimo erede al Trono di Spade. Ma complice una scrittura debole del personaggio, il suo viaggio finisce dove era cominciato, la chiusura di un cerchio che avrebbe meritato più gloria. Ma a Jon, che non “sa mai nulla”, forse va bene così…

5) Cersei Lannister

Ogni grande storia che si rispetti ha bisogno di un villain subdolo. Lingua tagliente, disprezzo facile e un bicchiere di vino sempre a portata di mano, la provocante eleganza di Cersei Lannister (standing ovation per l’attrice Lena Headey!) la incorona vera regina di cattiveria dello show. Una combattente algida, politica, indecifrabile e spietata, pronta a tutto per salvare i suoi figli. La sua fine avviene proprio per contrappasso, inerme, terrorizzata e priva di ogni appiglio, è costretta a non poter far altro che osservare il suo regno bruciare.

4) Jaime Lannister

Lo Sterminatore di Re interpretato da Nikolaj Coster-Waldau sfiora il podio. Affascinante, presuntuoso e letale, così Jaime Lannister si presenta al mondo nel lontano, famigerato pilota di Game of Thrones. Protagonista del più profondo viaggio esistenziale della serie, Jaime è un cavaliere errante, dipendente fin troppo dall’amore sconcio che nutre per la sorella Cersei. Amore che, come nelle più classiche tragedie shakesperiane, lo porterà alla morte. Un finale giusto per un uomo pieno di redenzione? Forse no. 

3) Daenerys Targaryen

Qua le cose si fanno sempre più calde. Per presentare il terzo posto della nostra classifica, occorre partire da una completa descrizione: nel gradino più basso del podio troviamo colei che è Nata dalla Tempesta, la Khaleesi del Grande Mare d’Erba, la non Bruciata, la Madre dei Draghi e la Distruttrice di catene. Fiumi di inchiosto digitale sono stati versati per commentare l’evoluzione di questo incredibile personaggio, tra i più amati di tutto lo show HBO. Anche se non si tratta di qualcosa che dipende da Daenerys, la profezia che le è stata fatta alla Casa degli eterni resta la prova più evidente del fatto che il suo destino fosse quello di diventare la Regina Folle. Nella visione, infatti, Dany cammina nella sala del Trono di Spade, ormai completamente distrutta. La coltre bianca, che molti avevano interpretato come neve (a simboleggiare l’arrivo degli Estranei) in realtà era cenere, la sua. 

2) Arya e Sansa Stark

Medaglia d’argento per le due grandi donne di Casa Stark: Arya e Sansa. Impossibile scegliere tra una donna indipendente, guerriera leggendaria e vendicativa e una donna reale, un’eroina incompresa con un percorso pregno di significati storici e culturali non da poco. Perché se da una parte Arya è forza e determinazione, dall’altra, Sansa è il frutto del dolore e delle umiliazioni subite. Poche serie tv ci hanno mostrato cosa voleva dire essere donne nei secoli passati, quando la società era dieci volte più maschilista e patriarcale di oggi, dove picchiare o approfittarsi del “sesso debole” era considerato assolutamente normale. Sansa Stark è un personaggio umanissimo, che possiamo sentire molto più vicino a noi di tante “giustiziere” viste nei film d’azione.

1) Tyrion Lannister

In una serie tv partita con l’intento di raccontarci i giochi di potere, a vincere sono l’astuzia e l’intelligenza. Medaglia d’oro allo stratega Tyrion Lannister.

L’ultima puntata dell’ultima stagione di Game of Thrones non ha lasciato indifferenti, nel bene o nel male. Ma sia che abbia soddisfatto o meno la nostra immaginazione, quel che è certo è che ospita un discorso cristallino sullo storytelling. E non c’è bisogno di essere fan o esperti de Il Trono di Spade per apprezzarne le sfaccettature. Il discorso è pronunciato proprio da Tyrion Lannister, interpretato dal pluripremiato attore Peter Dinklage, che si fa custode di una verità assoluta, pronunciando parole quasi metalinguistiche, facendo comprendere agli spettatori che una sola cosa ha sempre avuto senso: la storia. Tyrion è la metafora del riscatto, quello di un uomo considerato la vergogna della famiglia e alla fine diventato l’orgoglio del Regno. 

BONUS: NED STARK

Quando abbiamo capito che eravamo davanti a un capolavoro? Nell’ottavo episodio della prima stagione, quello in cui il personaggio più importante, l’attore più famoso e al centro della storia principale, di tutti i poster e i trailer e gli spot veniva barbaramente decapitato. Ned Stark (Sean Bean) è morto, e nonostante la sua esecuzione sia uno dei motivi per cui Game of Thrones è entrata di diritto nella cultura pop, è il suo senso dell’onore a rimanere vivo ancora oggi, a distanza di dieci anni dal suo debutto. Perché ha trasmesso in tutti noi spettatori un unico grande valore: la costante ricerca del senso di giustizia