Dalla Contessa Valentina Allegra de la Fontaine alla scena post-credit della 1×05 di The Falcon and the Winter Soldier: il cambiamento dei tempi per Captain America 

Quando Steve Rogers ha passato il proprio scudo a Sam Wilson abbiamo semplicemente pensato che Falcon sarebbe diventato il nuovo Captain America. Null’altro si è manifestato nella nostra mente di appassionati e spettatori, testimoni di una consegna simbolica che rappresentava, insieme, il percorso inedito di un supereroe come quello interpretato da Chris Evans e la scelta di una vita di coppia in un passato possibile grazie ai viaggi nel tempo. Del valore simbolico dello scudo di Captain America ne abbiamo trattato copiosamente grazie agli spunti che la serie The Falcon and the Winter Soldier ci ha offerto, ma alla sua quinta puntata la serie Marvel pone la questione del lascito sotto un’ottica a cui, inizialmente, non avevamo pensato.

Se dare in eredità l’arma inseparabile dalla figura di Captain America ha significato in un primo momento vedere un passaggio di quegli ideali che lo scudo rappresenta, la riflessione successiva ha mostrato delle implicazioni a cui era difficile pensare presi dalla grande emotività del gesto visto in Avengers: Endgame. Come è stato ben chiaro dalle prime puntate di The Falcon and the Winter Soldier, la mancata raccolta della richiesta di diventare il successivo Captain America da parte del personaggio di Anthony Mackie si riferiva alla ricerca di una propria identità raggiunta dal supereroe Falcon e che sarebbe andata offuscandosi con l’accettazione del nuovo “incarico”. Riflessione che si fa ancora più intensa dopo l’incontro tra Sam Wilson e Isaiah Bradley, dove la scoperta di un “Captain America” di colore e il trattamento riservatogli soltanto a causa della sua pelle sembra rafforzare la convinzione di Falcon di aver agito per il meglio lasciando lo scudo nelle mani del governo.

the falcon and the winter soldier

La storia dello scudo non è la Storia di tutti

Ma gli avvenimenti all’interno della serie sono evoluti episodio dopo episodio, rivelando come effettivamente quello di Steve Rogers, per quanto gentile, valoroso, buono e pieno di buone intenzioni, fosse ormai un Captain America troppo lontano dai tempi attuali. Un supereroe obsoleto di un mondo obsoleto, che ha bisogno di evolvere proprio come ha fatto la Storia. Per alcuni l’ideale da seguire potrebbe essere adesso la giovane Karli Morgenthau e il suo movimento di ribelli per “Un mondo, un popolo”. Per altri ancora un soldato americano come John Walker, biondo e dagli occhi azzurri, pluridecorato e sospinto senza remore ad agire secondo giustizia, anche se gli eventi hanno dimostrato che essere un bravo cadetto non vuol dire seguire i precetti dei supereroi.

Dopo la scioccante chiusura con cui va concludendosi la quarta puntata di The Falcon and the Winter Soldier, lo scudo ha di nuovo bisogno di essere rivalutato, rimesso in discussione. Essere problematicizzato per un’osservazione che abbracci uno spettro più ampio della sua già ingente portata, che analizzi più a fondo i motivi per cui Sam Wilson potrebbe non accettarne l’eredità e per cui, invece, lo fa comunque. Sottratto l’oggetto a un John Walker destituito dal ruolo di Captain America, lo scudo torna nelle mani di Falcon e, con lui, i dubbi che lo tormentano. La scoperta tramite Bucky di un supersoldato di colore svela le carte di un potere militare incapace di affrontare la possibilità di un eroe afroamericano tanto da sbatterlo in prigione, preferendo credere alla sua morte piuttosto che accettare il fatto che il simbolo statunitense potesse essere racchiuso in un uomo dalla pelle scura. “Qualsiasi uomo di colore con un po’ di rispetto per se stesso non accetterebbe quello scudo.” dichiara Isaiah, ma per fare in modo che le cose cambino è necessario mandare al mondo un messaggio, utilizzando anche vecchi simboli. Prendendoli, distruggendoli e riassemblandoli per dar loro un inedito significato.

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The Falcon and the Winter Soldier e la scrittura di un nuovo futuro

La questione dell’eliminazione di un’intera storia black viene sovrapposta a quella del passato di un potenziale supereroe afroamericano che hanno “cancellato” pur di non farne avere le tracce. Ma la storia, quella d’oggi, quella di un’integrazione possibile, di battaglie per il sociale, di un mondo unito e paritario, può essere scritta traendo dalle ingiustizie del passato così da poter riservare delle pagine diverse per il futuro.

Sam Wilson ha sempre voluto farla vedere a coloro che hanno denigrato e oscurato la loro storia, allora eccolo pronto a lottare e combattere per questa. Falcon abbandona definitivamente le ali – che passeranno forse al personaggio di Torres? – e prende in mano lo scudo. Forse è finalmente pronto a diventare Captain America, ma questo lo scopriremo meglio nel prossimo episodio. 

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Chi sono la Contessa Valentina Allegra de Fontaine e US Agent?

Per ciò che riguarda i due quesiti posti all’interno della puntata, scopriamo insieme chi è la Contessa Valentina Allegra de Fontaine e cosa ci dice la prima scena post-credit della serie The Falcon and the Winter Soldier. Cominciamo dal primo. A sorpresa, infatti, nel quinto episodio della serie Marvel appare in un piccolo cameo Julia Louis-Dreyfus, vincitrice di undici Emmy di cui sei per la migliore attrice per la serie comedy Veep, la quale si presenta a John Walker mostrandogli il suo supporto dopo la decisione del governo di togliergli il ruolo di Captain America. La donna, con la carica scenica che Louis-Dreyfus possiede, fa un’apparizione molto veloce che, in verità, si sarebbe dovuta svolgere secondo alcune voci vicine alla produzione nel film Black Widow, che nei piani originari della Marvel sarebbe dovuto uscire al cinema prima di The Falcon and the Winter Soldier. Il personaggio della Contessa Valentina Allegra de Fontaine è alquanto controverso: prima agente dello S.H.I.E.L.D., poi posizioni sempre più di potere nell’agenzia tanto da diventarne uno dei suoi punti di riferimento, fino ad essere interesse sentimentale di Nick Fury

Il personaggio potrebbe intraprendere due strade all’interno del MCU. Una è quella di sostituta di Fury stesso, l’altra è quello di vera e propria villain, tant’è che si ipotizza che possa essere proprio lei il cattivo Power Broker. In fondo la sua storia fumettistica le consente di poter variare da un ruolo all’altro, tanto che in Secret Warriors la donna finisce per rivelare di essere Madame Hydra. Quello che però hanno dichiarato al momento i piani alti della Marvel è che del personaggio della Contessa Valentina Allegra de Fontaine sentiremo ancora parlare, visto che le si prospetta davanti una larga parte nel futuro del MCU. 

Chissà se la stessa sorte sarà riservata a John Walker e al suo, probabilmente, definitivo passaggio da Captain America a Us Agent. Nella scena post-credit della quinta puntata vediamo un aggressivo John Walker realizzare un proprio scudo che richiama quello dell’eroe americano. Us Agent viene creato nel 1986 da Mark Gruenwald in quanto lato oscuro del sogno americano. Una contrapposizione netta che va così formandosi tra Steve Rogers e John Walker: da una parte un soldato che porta una visione positiva delle intenzioni americane, dall’altra l’estremizzazione di un patriottismo che può raggiungere delle accezioni negative se condotto all’eccesso. Quello che attende John Walker sembra dunque un nuovo capitolo che, se si guarda hai fumetti, ha racimolato un gran successo al tempo della sua uscita, ma che aspettiamo di vedere quale piega prenderà secondo gli ordini dei Marvel Studios.