Dall’arrivo di un personaggio dal Wakanda al ritorno di una fuggitiva come Sharon Carter: tutto quello che accade nella 1×03 di The Falcon and the Winter Soldier

Come era prevedibile per le serie Marvel, un intero universo appartenente alle storie portate durante gli anni al cinema trova ora la maniera di esprimersi al proprio massimo in formato settimanale. La volontà è una, i motivi possono essere vari: continuare un rapporto di fedeltà e scambio con personaggi con cui il pubblico è entrato in relazione tramite altri spazi e racconti, nonché integrare quest’ultimi a una dimensione che potesse vedere ampliate e approfondite le loro storie. Un’operazione che la Marvel svolge in primo luogo con i protagonisti stessi dei suoi inediti prodotti per Disney +, figure e supereroi rimasti un po’ ai margini durante l’espansione cinematografica del MCU e adesso integrati attraverso la diffusione a macchia d’olio delle proprie avventure, ma che la serialità ha deciso di concedere e arricchire anche grazie ai suoi personaggi di contorno, stesse vesti eppure inesplorate sfumature che possono venir fuori puntata dopo puntata.

È così che, al finire della seconda puntata di The Falcon and the Winter Soldier, la serie si chiude con un cliffhanger che promette il ritorno di un villain cinematografico della schiera Marvel, il quale comincia ad assumere un rivisitato ruolo all’interno della produzione ideata da Malcolm Spellman. Lo Zemo dell’attore Daniel Brühl fa così la sua comparsa nella prigione tedesca d’alto livello in cui è stato sbattuto per le nefandezze che ha commesso e gli esperimenti che non si è tirato indietro nel compiere. L’accoglienza all’interno della serie è perciò immediata, avvenuta solo dopo due episodi e comprensibile vista la brevità di cui The Falcon and the Winter Soldier si avvale, con solo sei puntate da rilasciare rispetto alle nove di WandaVision, che mantengono però una durata a livello di minutaggio maggiore così da poter dare fiato alla propria narrazione. Il terzo episodio si apre dunque sulla scia del finale della settimana precedente, facendo di quel volto intravisto solamente a metà un vero e proprio personaggio in carne e ossa, necessario ai protagonisti Sam e James per risalire alla composizione e diffusione di un nuovo siero per supersoldati.

the falcon and the winter soldier

Grandi ritorni: dal Barone Zemo a Sharon Carter

Ma quella di Daniel Brühl non è l’unica presenza, seppur già annunciata fin dai poter della serie, che entusiasma e sorprende per il proprio ritorno, bensì l’integrazione che sta andando ad allargare il duo degli attori Anthony Mackie e Sebastian Stan a cui va aggiungendosi anche la ricomparsa dell’ex agente dello S.H.I.E.L.D. Sharon Carter, interpretata dall’attrice Emily VanCamp. Il filo conduttore che lega The Falcon and the Winter Soldier con pellicole come Captain America: The Winter Soldier (2014) e Avengers: Civil War (2016) diventa sempre più stringente nella ricerca di questo gruppo terroristico che vuole ripristinare le dinamiche manifestatesi con il blip. Una vera e propria prova di spionaggio e controspionaggio in cui i personaggi di James e Sam si ritroveranno da soli a dover sfruttare ogni loro asso nella manica, anche quello più folle, il che significa far evadere di prigione un ex fanatico dell’Hydra.

La terza puntata porta avanti la narrazione di The Falcon and the Winter Soldier – abbiamo lo scienziato che ha studiato e ricreato il siero, un nuovo riferimento al Captain America Nero Isaiah Bradley, la ricerca parallela di John Walker -, ma di base suscita il maggior clamore nell’assembramento del quartetto di personaggi che si trovano dunque a collaborare insieme. Di psicologia ce n’è molto meno rispetto alla scorsa puntata (e non è solamente perché manca la seduta della psichiatra di Bucky), compensata da un’azione assai più pronunciata che ruota tutta attorno alla ricerca che Falcon e Soldato d’Inverno devono portare a compimento, affiancata e accesa dall’imprevedibilità che l’introduzione di Zemo nei loro piani potrebbe comportare. 

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SPOILER ALERT! 

SI CONSIGLIA LA LETTURA SOLO A CHI HA VISTO LA PUNTATA

The Falcon and the Winter Soldier e i collegamenti con Black Panther

Ma, come ci mostra il finale della puntata, i cameo non sembrano finire, soprattutto visto l’enorme e inaspettato collegamento che la serie intraprende con la pellicola di Black Panther. Non certo un elemento completamente estraneo ai due protagonisti, in particolar modo a James Barnes. Il Soldato d’Inverno ha trascorso diversi anni nelle terre rigeneranti del Wakanda, ristabilendo un equilibrio al proprio interno e facendosi impiantare un braccio puramente in vibranio, che ne aumenta altresì la forza. I dialoghi stessi tra James e Sam durante la serie hanno richiamato alla mente, sia dei personaggi che del pubblico, le terre del re T’Challa, con quello scambio di battute che vede Sam definire James come il “White Panther”, venendo corretto da quest’ultimo con un “No, White Wolf”

La memoria del Soldato d’Inverno, la ri-programmazione della propria mente tolta dall’influenza dell’Hydra e ripristinata perché tornasse in piena facoltà delle proprie azioni ed emozioni, è merito dell’intelligentissima Shuri, sorella di Black Panther, nei film interpretata da Letitia Wright. È la giovane ragazza ad aver “riparato” un Bucky ridotto ormai a pezzi, il quale deve un’immensa riconoscenza agli appartenenti del Wakanda, i quali non potrebbero che palesarsi ora che il personaggio va alleandosi, seppur per il raggiungimento di uno scopo nobile, con il personaggio di Zemo. Il Barone è stato infatti l’artefice dell’attentato che ha ucciso in Avengers: Civil War il re T’Chaka, sovrano del Wakanda e padre di T’Challa/Black Panther. Una morte avvenuta per l’esplosione di una bomba causata, fisicamente, dal Soldato d’Inverno stesso, sotto però la manipolazione di Helmut Zemo, con cui adesso il personaggio si ritrova a collaborare. 

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Chi è Ayo e perché ritorna dal passato

Era dunque intuibile che il popolo del Wakanda, che ha accolto nel proprio momento più oscuro James Barnes, avesse qualcosa da ridire al riguardo. Ed è lo stesso Sam a far notare l’incongruenza che quella cooperazione andrà creando, la cui risposta non tarderà ad arrivare alla fine della puntata. A fare la sua comparsa è il personaggio di Ayo dell’attrice Florence Kasumba, appartenente al gruppo dei Dora Milaje, ossia team elitario femminile di guardie del corpo delle forze speciali del Wakanda. Ayo ha un ruolo centrale nella storia dei fumetti Marvel, rimasto invece marginale nel debutto al cinema con Black Panther e nella storia a seguire del MCU, ma con la sua apparizione nella serie questa posizione potrebbe decisamente cambiare. 

“Sono qui per Zemo” rivela Ayo a Bucky dopo che questo ha seguito le tracce che la donna ha lasciato. Il Barone, probabilmente, dovrà pagare per la perdita che ha causato al Wakanda e bisognerà scoprire se il Soldato d’Inverno deciderà o meno se assecondare i piani di vendetta di Ayo o cercherà di arginare la pericolosità della situazione per fermare gli intenti di distruzione del gruppo terroristico dei Flag Smasher. Agire per il bene sfruttando ciò che ha generato il male: non sembrano proprio i termini che potrebbe mai accettare un abitante del Wakanda.