Punk, grintoso e stilosissimo: Crudelia è il live-action che non ti aspetti, totalmente fuori di testa con protagoniste Emma Stone e Emma Thompson

Sinossi di Crudelia:

Estella (Emma Stone) è costretta ad assistere alla morte della madre e a diventare presto un’orfana. Fatta amicizia con due giovani ladruncoli, il trio crescerà e per la ragazza arriverà il momento di cominciare la sua carriera nel mondo della moda. Qui avrà però a che fare con la Baronessa van Hellaman (Emma Thompson) e con la sua sete di fama, scoprendo alcuni collegamenti con il suo passato…

Recensione di Crudelia:

La Disney farà un live-action su Crudelia. Felicità, terrore. All’annuncio della successiva operazione di trasposizione in carne e ossa di uno dei personaggi della schiera di Walt Disney le emozioni sono state contrastanti. Contrastanti perché da sempre la figura di Crudelia De Mon ha affascinato come ogni villain che si rispetti della casa di Topolino ha saputo fare, ma è stato impossibile non sentirsi timorosi nei confronti dell’ormai l’ennesima riproposizione in chiave “reale” che se ha saputo strappare qualche elogio nella sua riformulazione (Il re leone, il libro nella giungla), ha altresì raccolto le più cocenti, seppur prevedibili, delle delusioni (Aladdin, La bella e la bestia). 

Ad aggiungersi alle perplessità suscitate da una storia sulle origini della cattiva de La carica dei 101 è stata poi l’eredità ingombrante di un’operazione dei live-action Disney in chiave di rivisitazione per un personaggio dell’universo animato, in particolare quello di un’iconica cattiva. La preoccupazione di un’altra Malefica incombeva sul progetto Disney, dove se Crudelia avesse dovuto motivare anche lei con un personale trauma il motivo della propria malvagità, le conseguenze che avrebbe probabilmente suscitato sarebbero state il bisogno di andare in terapia non tanto per la protagonista stessa quanto per i suoi più accaniti fan.

il divin codino

Emma Stone è Cruella

Nel tempo, però, le informazioni che andavano costruendosi attorno al film diventavano sempre più stuzzicanti. Ad interpretare il ruolo della protagonista viene chiamata Emma Stone, premio Oscar per La La Land nel 2017 e volto inconfondibile del panorama contemporaneo, che dopo l’autorialità di Yorgos Lanthimos e il ritorno ai vecchi fasti con Zombieland – Doppio colpo si presta diventando una dei tanti nomi ingombranti con cui la Disney ha cercato ogni volta di lusingare il pubblico. Ad essere poi annunciata è l’ambientazione dell’opera live-action, i fine anni ’60 a cavallo dei primi ’70 per un contesto punk-rock che non solo si sarebbe riversato sull’aspetto e gli outfit della sua protagonista, ma su un contorno che aggiungeva ulteriore intrigo al prodotto.

È toccato poi al nome del regista: Craig Gillespie viene scelto per traghettare il personaggio di Crudelia in questa avventura sceneggiata da Michael Carnes e Josh Gilbert; lui che arrivava dal successo dovuto dall’accattivante I, Tonya, di cui è stato decantando lo stile e il mordente, auspicato dunque anche per il lavoro da dover intraprendere sul live-action. Di tutte le carte in regola che sono state svelate, quella del nome autoriale era la più forte su cui la pellicola poteva puntare, sperando che un occhio personale sarebbe stato in grado di applicare con criterio il proprio gusto, separando e elevando il film incentrato sugli inizi di Crudelia da tutta la pletora di insignificanti live-action Disney prodotti fin’ora.  

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Crudelia non è il nuovo Maleficent

L’auspicio, fortunatamente, si è tramutato in realtà e quello che rischiava di proporsi nuovamente come l’ennesimo prodotto disneyniano e secondo disfacimento di un villain animato, si è rivelato invece un film dal carattere incandescente, talmente infuocato che era difficile da immaginare. Crudelia non è Maleficent e, per tanto, è quanto più si sarebbe potuto discostare da quella protagonista interpretata da Angelina Jolie. La pellicola di Craig Gillespie, che ha deciso di accalappiare la storia per orientarla secondo la propria visione artistica, è un concentrato di grinta a braccetto con accecante perfidia, per un’opera che diventa difficile da catalogare come “per tutti” se considerata in un’ottica da pubblico famigliare. La perversione di questo personaggio amante delle pellicce di dalmata è tale che è stata impossibile per gli sceneggiatori da addomesticare, tanto che è finita per fuoriuscire da ogni angolo del suo racconto, infondendosi nel resto dei personaggi che va a presentare.

Se la Cruella – che anche nella versione italiana mantiene il nome dall’originale – di Emma Stone ha il luccichio del genio che non è più disposto ad essere tenuto a bada, la giovane dovrà scontrarsi con il narcisistico egocentrismo di una rivale quanto mai simile a sé. La Baronessa von Hellman di Emma Thompson è il pizzico tirannico della direttrice di Runway Miranda Priestly, portato all’eccesso per vizi e cattiverie, spinte omicide tanto lavorative quanto umane. Lo scontro tra due vere e proprie regine dello schermo scatena delle scintille che non solo rendono entrambi i personaggi delle icone istantanee, ma le eleva a titaniche creature che si infilzano a colpi di frasi e stoccate già intramontabili, che ognuno di noi vorrebbe ripetere e saper partorire nella realtà.

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Fate uscire fuori la vostra Cruella

Ma la meraviglia di questo insolito live-action, che tende a farci quasi dimenticare la dimensione in cui è stato ideato, è riposta nell’acutezza di non intercorrere nella medesima critica che qualsiasi spettatore, specialmente amante della Disney, avrebbe potuto avanzare. Crudelia, fin dalla sua sequenza iniziale, esplicita la natura del tutto ingestibile della sua protagonista. Il fare tirannico, la crudeltà intrinseca. Emma Stone rispolvera la soggezione che è in grado di suscitare, quella che ne La Favorita tocca le sfumature del grottesco e dell’assurdo, e che nel film di Gillespie sporca invece con una una follia più innata e vanitosa. E, pur quando la pellicola tenta di motivare le azioni della sua protagonista, quando ne evidenzia i piani e i motivi che li hanno scaturiti, a pervadere l’intera atmosfera è comunque un senso di pazzia impossibile da ingabbiare. L’insania che è tessuto stesso della storia e, ancor più, dei suoi personaggi.

Crudelia ha non solo il privilegio di poter contenere nella propria playlist un brano originale di Florence Welch, ma proprio come I, Tonya il suo regista Craig Gillespie rende il film tappeto per un arricchimento sonoro dove la musica è atmosfera continua che va a dettare il ritmo irresistibile della pellicola. Un’opera esaltante per quello che è riuscita a fare con la protagonista Cruella, in cui l’unica pecca è una fotografia totalmente anonima, che è chiaro riferimento all’assetto visuale preimpostato dalla Disney. Dove la moda e il talento si incontrano, in un film assolutamente stiloso e pazzesco per costumi e cattiveria, Crudelia è la vendetta rock e quasi trasgressiva che, proprio come nell’opera, vuole portare avanti un nuovo mondo. Un look energico e un totalitarismo votato alla follia, che fa venire voglia di tirare fuori la Cruella che è in noi.