Kasia Smutniak è Livia Drusilla nella produzione Sky Domina. A parlarci della serie è la sua protagonista, il creatore Simon Burke e il resto della crew.

La storia è stata raccontata da uomini che parlano di altri uomini. E, così, per molto tempo anche le serie tv hanno dato largamente spazio a figure realmente esistite che hanno fatto la differenza attraverso i decenni e i secoli, facendo credere che nessuna donna fosse degna di attenzione o avesse contribuito in alcun modo alla formazione o al controllo di un popolo. Ciò non avviene però con Domina e la sua protagonista Livia Drusilla, nella storia antica moglie dell’imperatore Augusto, che ha contribuito in larga parte alla fortuna e al regno del proprio marito e degli stravolgimenti politici del suo tempo. Una figura, quella di un’imperatrice a sua volta divinizzata, che ha il corpo e il volto dell’algida Kasia Smutniak, interprete per la serie originale Sky ideata da Simon Burke e che arriva dal 14 maggio con tutti i suoi otto episodi su Sky e NOW.

“Domina è il risultato di una serie che ha visto Sky mettersi in contatto con diverse maestranze dell’eccellenza italiana.”. Così commenta la Smutniak il suo coinvolgimento nel progetto italo-britannico, lei che nel 2020 ha preso parte alla serie sempre originale Sky Diavoli, accanto ad Alessandro Borghi e Patrick Dempsey. Continua l’attrice: “Abbiamo girato a Cinecittà e il resto del cast, che è giunto qui a Roma, ha potuto respirare quella luce e quella atmosfera che nella capitale sono sempre le stesse.”.

Oltre però alla fortuna di poter ricreare una Roma antica in un luogo rilevante per la produzione mondiale come Cinecittà, soprattutto se si tratta di opere in costume ambientante nell’epoca degli antichi romani, è la storia di Livia Drusilla ad aver entusiasmato Kasia Smutniak. Una donna di cui finalmente si riportano fedelmente le gesta, mirabolanti quanto quelle che vediamo nella serie. Afferma l’interprete: “Ciò che dall’inizio mi ha affascinata attorno al progetto di Domina è il fatto che Livia Drusilla è una donna poco conosciuta, ma in realtà ha avuto un ruolo cruciale nella sua epoca. È importante che in questo periodo storico vengano risaltate delle storie di donne forti come questa adattata da Simon Burke. E la cosa più incredibile è che sono tutti fatti reali. Ho già partecipato a dei biopic e so che si tende a modificare e romanzare alcune parti per rendere il racconto più accattivante, ma con Domina non ce n’è stato bisogno. Anzi, c’era talmente tanto da poter dire che qualcosa è stato addirittura omesso.”.

Kasia Smutniak: “Abbiamo bisogno di storie con protagoniste forti come la Livia Drusilla di Domina”

domina

Domina esplora una sfera del femminile che lega la sua protagonista a varie sfumature del potere, quello dell’essere donna in sé e quello necessario per essere libera in un periodo in cui a capeggiare era solo la posizione maschile. Continua la Smutniak durante la presentazione della serie: “Abbiamo bisogno di serie come Domina, che riguardano donne forti e ne evidenzino anche le fragilità, ma soprattutto figure femminili che vengano riconosciute per il loro grandissimo impatto. Di Livia Drusilla si sa molto poco perché la storia è sempre stata scritta da storici uomini, per questo ad esempio non molti sanno dell’influenza che questo personaggio ha avuto a livello politico e anche femminista, in quanto è grazie a lei se sono state introdotte all’epoca delle leggi che tutelavano le proprietà delle donne, compreso il diritto sul tenere accanto a sé i figli. Questo le è costato dei sacrifici indicibili, che al principio possono essere difficili da capire. Ed è stata questa per me la parte più difficile: capire le motivazioni di Livia. Ma, appena ne ho compreso le esigenze, è stato più facile interpretare quella sua furbizia che molti, erroneamente, potrebbero considerare cattiveria. E spero che dalla serie si capisca questo: quello che creiamo bisogna coltivarlo e proteggerlo, altrimenti può venire cancellato.”.

Della prospettiva fortemente femminile di Domina ne parla lo stesso creatore Simon Burke, il quale esamina le dinamiche di potere della serie e di come queste siano state modellate in forma d’intrattenimento: “La serie ha uno sguardo femminile, ma insieme c’è molto sangue, sesso, intrighi. Ciò che di più interessante contiene è il discorso sul come si tenta di distorcere la democrazia. È stato strano il periodo in cui ho scritto la serie: c’era Donald Trump, c’è stata la Brexit, i repubblicani hanno tentato di sradicare la democrazia. Che poi è quello che tentano di fare Livia e Gaio, ma in maniera più subdola.”. Gaio Ottavio è interpretato nella serie da Matthew McNulty, con cui Kasia Smutniak ha riproposto in forma seriale un matrimonio lungo cinquantuno anni: “Domina è anche una grande storia d’amore, di passione. È stato bellissimo raccontarla sullo schermo. Matthew ha portato nella serie una grande forza e una sensibilità tale che ha permesso di creare tra Livia e Gaio un rapporto intimo e autentico.”.

Oltre alla Smutniak e NcNulty a far parte del cast della serie ci sono Colette Dalal Tchantcho e Claire Forlani, che vestono i panni di Antigone e Ottavia. Antigone è uno dei pochi personaggi di fantasia della serie, compagna fedele di Livia con cui crea, secondo Colette Dalal Tchantcho, un vero e proprio dream team: “Livia e Antigone se messe insieme ricoprono ogni aspetto importante per l’epoca: la prima quello della politica, la seconda quello della casa. È un effetto totale che permette alle donne di salvarsi reciprocamente più e più volte.”. La Ottavia di Claire Forlani è invece un personaggio che deve cercare di farsi strada da sola, nonostante la vicinanza col fratello Gaio: “Ottavia è una donna piena di grazia, moderata, che deve trovare la maniera più adatta di raggiungere il potere. È determinata ad arrivarci e lo farà per poi rimanerci.”. 

Domina arriva con tutte e sue le otto puntate su Sky e NOW

Altra Claire della crew di Domina è Claire McCarthy, regista delle prime puntate delle serie e per nulla nuova all’esplorazione di personaggi femminili o opere in costume, visto il suo lavoro di ricostruzione col film Ophelia del 2018. Racconta la regista: “C’è sempre una linea sottile da dover tirare in queste operazioni, quella che va dalla precisione storica all’aspetto drammatico. Quello che volevamo creare era un thriller anche psicologico, dotato di una scenografia epica. Volevamo porre degli interrogativi, delle ombre, e trovare il modo di bilanciarle tra dramma e storia. L’effetto finale doveva essere un mondo coerente su misura di Livia, ma che potesse parlare della libertà di tutte le donne, anche quelle di oggi.”.

Una serie che, infatti, fa del potere l’unica arma per una donna per poter non vivere, ma sopravvivere. “Il potere nella serie non è fine a se stesso.” evidenzia Kasia Smutniak “Questo è un aspetto che mi ha fatto molto riflettere. Quando si pensa alle donne di potere, ci si rende conto che per loro non è qualcosa di aggiuntivo, bensì l’unica maniera per potersi destreggiare con un briciolo in più di sicurezza. Noi vediamo Livia nel poster di Domina ricoperta d’oro, ma gli orpelli erano ciò che di più lontano appartenevano alla donna. Quello che a lei interessava era essere libera, così da mantenere i propri averi e i suoi figli.”.

Domina è disponibile dal 14 maggio su Sky e NOW e saranno rilasciate insieme tutte e otto puntate della serie 

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Leggete qui la recensione di Anna