Dopo diciasette anni di attesa, il cast di Friends torna per una reunion piena di risate, gossip e momenti nostalgici

Era il 2005. Avevo nove anni, vivevo con mia madre a casa di mia nonna materna e ogni sera il divano che si trovava all’ingresso diventava magicamente a due piazze, così che io e lei potessimo dormire insieme. C’era una sedia di legno davanti a noi, con sopra poggiata una televisione minuscola, ma col tubo catodico che ci permetteva di passare le ore prima del riposo notturno a svagarci con qualche programma tv. Di televisione, o film presi insieme a Sorrisi&Canzoni, ne ho visti sempre tanti a casa di nonna. Era un po’ la maniera per intrattenermi, quella di una signora di una certa età non abituata a giocare con la propria nipote, ma che aveva comunque trovato il modo di tenerla buona. 

Tra tutto quello che passava per i canali o per quei dvd acquistati dal giornalaio, Friends è sempre stato un qualcosa da dover condividere insieme a mia madre. Le facevano così ridere questi protagonisti a cui nel corso del tempo si era affezionata e che per primi mi hanno fatto capire che una serie a puntate poteva racchiudere al proprio interno un’intera storia, fatta di momenti comici estemporanei e di personaggi passeggeri, con uno scheletro che era, in fondo, ciò che accadeva nella loro vita. 

Era il 2005 e io sono a gambe incrociate sul bordo finale di quel maldestro letto. Rido di battute che ancora non posso capire, mi divertono sketches che avrei ripetuto nel corso degli anni. Monica e Chandler, la mia coppia preferita, hanno in braccio i loro gemelli, Ross e Rachel hanno deciso finalmente di rimettersi insieme e Phoebe ci spiega che è meglio non partire con l’areo quando quest’ultimo ha un problema con le flange. E Joey, bhé Joy starà mangiando o rimorchiando da qualche parte. E poi improvvisamente i sei amici si ritrovano insieme, abbracciati. Salutano la loro casa, quella che li ha accolti per dieci stagioni e che sono pronti a lasciar andare, come chiusura di un decennio che sanno benissimo di aver segnato e che ha cambiato per sempre le sorti delle sitcom in televisione.

friends the reunion

Una vita a misura di Friends

Quello dell’ultima puntata di Friends, quelle chiavi lasciate e inquadrate sul mobile mentre a dirci addio è la porta lilla con la sua cornice d’oro a circondare lo spioncino, non è il primo ricordo che ho della serie, ma è senz’altro il più vivido che ho della mia infanzia legata al prodotto di David Crane e Marta Kauffman. Forse, per la precisione, il primo in assoluto dopo la mia cotta per Chandler Bing, manifestatasi già dalla prima scuola elementare. Ma la conclusione di uno show che ha significato così tanto nella mia formazione ludica e sociale è un momento che rimarrà per sempre fissato nella mia mente, come l’istante in cui per molti è finito tutto, mentre per me stava cominciando a mettersi in atto l’idea che mi ero fatta di quello che sarebbe stato il futuro.

Ne sarebbero passati ancora di anni prima della concretizzazione del sogno di diventare una giovane indipendente circondata da amici e da drammi che si risolvevano subito nel giro di una risata. E purtroppo, in qualche modo, non lo sono nemmeno ora: né newyorkese come loro, né con una casa mia come loro, né tanto meno figa e dettatrice di stile come sono stati, davvero, tutti loro. Ma il mio gruppo di amici me lo sono fatto, vivo quel periodo dell’esistenza in cui sento che sono esattamente la mia famiglia, e anche se la vita reale è assai più complessa di una puntata di Friends, sento comunque un collegamento tra ciò che negli anni Novanta hanno creato questi meravigliosi personaggi e come in questi Duemila inoltrati sto vivendo il mio “I’ll be there for you”.

Sensazione che moltissimi hanno o hanno avuto, che altri continuano a ricercare e che altri ancora hanno sentito avverarsi direttamente attraverso la visione delle singole puntate di una serie che, a diciassette anni dalla sua ultima messa in onda, torna per una reunion che ha il sapore della gioia e della compartecipazione. Vedere il cast di Friends riunirsi sotto la conduzione di una chiacchierata guidata da James Corder, osservarli muoversi nel teatro di posa che ha accolto i loro diversi set e spiarli mentre interagiscono nel ricordo di un’operazione seriale che ha emozionato un pubblico talmente ampio, è stato un volano di memoria e lacrime che mi ha letteralmente travolto.

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Tra chiacchiere, ricordi e guest stars

 

Una trovata che non mi vedeva in principio particolarmente entusiasta, scettica fino al midollo quando si tratta di andare a riprendere prodotti amati del passato su cui lucrare in questo futuro apparentemente – solo apparentemente – privo di fantasia. Una serata che, però, si è rivelata altresì una giostra di divertimenti, confessioni, sguardi complici e pettegolezzi che non solo mi hanno fatta ridere come se mi trovassi di fronte a un Ross infervorato mentre mi incita a fare “Perno!”, ma ha smosso quella parte che mi ha ricordato perché amo e ho tanto amato Friends e come questo mi abbia enormemente plasmata.  

 

Come una qualsiasi chiacchierata con degli amici carissimi, soltanto ripresa per andare in onda in rete a livello nazionale e internazionale, Jennifer Aniston, Courtney Cox, Lisa Kundrow, Matt LeBlanc, Matthew Perry e David Schwimmer si sono ritrovati con le loro rughe e i loro anni trascorsi per rivivere di un fenomeno che ha toccato ogni singolo individuo nel globo, portando anche le testimonianze di cosa Friends è riuscito a fare. Una serie che ha insegnato agli spettatori il termine amicizia, che ha spiegato cosa si intende quando ci si deve prendere cura dell’altro e che la vita va sempre vissuta con un pizzico di ironia tra tacchini del Ringraziamento infilati in testa e costumi da armadillo per inaugurare le feste. E soprattutto che, prima di sposarsi, è bene ricordarsi il nome del partner che si ha davanti. 

 

Quello che all’annuncio di una conversazione tra i membri del cast con l’intervento di qualche guest si presentava semplicemente come un modo per rimembrare i fasti ormai andati del passato, si è rivelato la necessità di sentire cosa ha simboleggiato per loro il periodo all’interno di una serie che, di traverso, ha completamente inglobato l’immaginario e l’esistenza di tanti fan. È stato sentire che anche per loro Friends ha rappresentato una casa in cui tornare, una risata pronta a confortare, un divertimento che non si consumava solo davanti alle telecamere, ma si ricongiungeva in un abbraccio dietro le quinte ad ogni fine puntata.  

 

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Siamo tutti Matt LeBlanc in Friends: The Reunion 

Avendo significato così tanto per me, non pensavo di aver bisogno di scoprire cosa Friends fosse stato per coloro che ne hanno fatto parte. E, invece, ascoltandoli e vedendoli spalleggiarsi, non solo si è rianimato quel sentimento mai spento verso la serie, ma si è riempito di una nuova gratitudine di cui ancora una volta questi sei protagonisti dovranno farsi carico. Sì, perché guardarli invecchiati, cresciuti e diversi eppure sempre loro stessi, sortisce quello stesso effetto di quando, ancora piccola, li scrutavo aggirarsi per il mondo desiderando di essere come loro da grande. Una portata che conduce a pensare a quanto sia bello aver potuto prendere parte a un evento che ha marchiato diverse generazioni, a come sia invincibile il potere della risata e di quanto i legami che si creano sono quelli che realmente ci salvano nella vita, sia dentro che fuori dalla tv.

Vedendo Friends: The Reunion si percepisce il calore di Rachel, la frizzantezza di Phoebe, la pragmaticità di Monica, la sbadataggine di Ross e la battuta cinica di Chandler. Di Joey però no, poiché invece che dell’attore belloccio italo-americano (nonché controfigura del sedere di Al Pacino), nella puntata avvertiamo all’ennesima potenza la gioia febbricitante di un Matt LeBlanc che sembra incarnare lo spirito e l’eccitazione di tutti noi. Così felice di rivedere i vecchi amici, dalla memoria ferrea su qualsiasi piccola curiosità dello show e ancora emotivamente vicino a quelle stagioni che continua a rimettere in continuazione, dando buoni consigli su come indossare pantaloni di pelle basandosi sull’esperienza del suo amico Ross. 

Friends: The Reunion è il sentirsi nuovamente insieme su quel divano, al Central Perk, con una tazza di caffè caldo in una mano e un bicchiere di the che non avevamo chiesto nell’altra, ma che Rachel ci ha portato lo stesso. È un ricordo che, proprio come quel 2005 sul letto di casa, porterò insieme a me. Questa volta seduta alla scrivania, sempre con le gambe incrociate, pronta a ridere ancora con alcuni dei miei migliori amici.