Godzilla vs. Kong esce dal 6 maggio sulle piattaforme digitali, ma quanto avremmo voluto vederlo sul grande schermo…

Sinossi del film Godzilla vs. Kong:

Una minaccia sembra aver provocato Godzilla, uscito dalla sua cellula di contenimento e pronto ad attaccare. Ma quando due titani alpha sono vicini, lo scontro è inevitabile. È così che Godzilla e King Kong si sfideranno, mentre alle loro spalle gli uomini stanno cospirando…

La recensione di Godzilla vs. Kong:

Quello di Godzilla vs. Kong è il caso più paradigmatico che il cinema potesse donarci sulla natura del proprio essere e lo stallo che sta affrontando con il blocco delle distribuzioni nelle sale. Il Covid-19 non è passato, ma i cinema hanno comunque deciso di riaprire garantendo un’offerta ghiotta per tutti quegli appassionati di un cinema meno mainstream e dedicato a quel circolo considerato da sempre “riservato”. Quello di Nomadland, di Minari, del capolavoro In the Moon for Love che richiama in sala chi il film lo ha già visto e amato mille volte dal 2000 in avanti, anno della sua uscita, e che ha potuto goderne in uno spazio adibito tra la luce del proiettore ed un buio che avvolge. 

Sorte meno lieta è toccata al blockbuster di Adam Wingard, volontà della Warner che dopo aver fissato la data di rilascio di Godzilla vs. Kong sulle piattaforme digitali ha deciso di arrivare fino in fondo alla propria scelta, non distribuendo il film in sala. Un motivo da dover aggiungere potrebbe riguardare i circuiti dei multisala che, al momento dell’uscita programmata del film, ancora non hanno ripreso le loro funzionalità, aspettando la fine di maggio per accogliere nuovamente il pubblico nelle proprie sale e dovendo perciò rinunciare ai due mastodontici titani. Nulla vieta alla Warner Bros. di ripensare ad un’uscita cinematografica quando anche i multisala avranno ricominciato a pieno ritmo, seguendo una politica a cui ormai quasi tutti gli spettatori sono preparati, che riguarda il rilascio anche ristretto a livello temporale di determinate pellicole.

Godzilla vs. Kong

L’atteso crossover del MonsterVerse

Idea, però, altamente improbabile, vista anche la mancata soluzione del distribuire il film in quelle sale, magari d’essai, in cui la visione di due mostroni giocattolo avrebbe sicuramente sconcertato e inorridito gli affezionati frequentatori, ma che nonostante il cortocircuito avrebbe permesso a King Kong e Godzilla di mostrarsi al meglio. E così ci ritroviamo a dover guardare Godzilla vs. Kong con i nostri mezzi di fortuna, chi limitato dai ventidue pollici di un computer fino ai più accorti possessori di un proiettore e un lenzuolo abbastanza grande da poter far penzolare dentro casa. Seppure sono passati mesi e mesi in cui l’assenza della sala cinematografica è stata decantata in tutte le sue varianti, se sono state diverse le pellicole a cui abbiamo dovuto assistere rilasciate sul piccolo schermo, quello che riguarda Godzilla vs. Kong è l’esempio più lampante di quanto la percezione sia fondamentale per il mezzo cinematografico e quanto questa possa modificarsi a seconda del luogo in cui il pubblico si trova ad assistere.

Crossover del MonsterVerse cinematografico, arrivato dopo i precedenti Godzilla (2014), Kong: Skull Island (2017) e Godzilla II – King of the Monsters (2018), il film di Wingard riapre la dialettica più vecchia del mondo che riguarda l’essenza del cinema e il proprio obiettivo. Quello di Godzilla vs. Kong affonda le proprie radici nel puro intrattenimento, quel cinema delle attrazioni per cui la settima arte è nata e da cui ha ripreso a piene mani ogni volta che se ne annunciava la nefasta “morte”. Fare schermi più grandi, film più colorati e riprodurre suoni più rumorosi sono state alcune delle tecniche utilizzate per riportare gli spettatori in sala quando il cinema stava perdendo consistentemente il proprio terreno. E sono state sempre loro ad impedire che la “nemica” televisione sottraesse quell’intera fetta di pubblico che, in una sala cinematografica, voleva e poteva ancora sognare.

È stata poi la volta del 3D, della creazione di spazi come i multisala, dell’IMAX, di una proposta di condivisione cinematografica dove tutto era ogni volta più immenso così da rendere sempre più specifica la visione, soprattutto quella destinata a prodotti ultra-espansi. Godzilla vs. Kong appartiene a questa dimensione. A questo tipo di proiezione, dove ogni botta che i due personaggi si scambiano rimbalza direttamente sullo spettatore e in cui ogni ruggito fa drizzare i peli all’unisono dell’intero pubblico. È un film che esiste per tale modello di esperienza-cinema, che viene elaborato per questo suo modo di fruizione, che non potrebbe esistere in nessun altra maniera se non con un coinvolgimento totale dello schermo ed uno invasivo del dolby surround.  

Godzilla vs. Kong

Godzilla vs. Kong e quel cinema blockbuster che ci manca

Vedere perciò Godzilla vs. Kong nella propria casa, adattandosi al mezzo di visione che più si confà alle soluzioni trovate dallo spettatore, condiziona incredibilmente l’impressione che si finisce per avere dell’opera, depotenziandola di quel suo statuto ingombrante, ma necessario se trasmigrato nella sala cinematografica. Godzilla vs. Kong manifesta così, nella propria forma ridotta, tutte le limitatezze di una storia che fa solo da accompagno al fulcro effettistico, quest’ultimo svuotato a sua volta seppur impeccabile, impossibilitato a conquistare come avrebbe fatto se trasposto su una superficie più vasta. Come i combattimenti tra i due alpha: ben coreografati e perfettamente puliti eppure modesti, i quali avrebbero però potuto tranquillamente catturare se restituiti nella misura in cui sono stati pensati, ossia quella della sala cinematografica. 

Godzilla vs. Kong ha dimostrato come, dopo decenni dalla sua nascita, il cinema non ha cambiato la propria pelle quando si tratta di stupire, sorprendere, spettacolizzare. Che ogni genere ha un suo significato d’essere e che ad ogni storia e messinscena è riservato il proprio spazio specifico. Che Godzilla vs. Kong non è film banale, scontato, scialbo, semplicemente non è adatto ad essere visto nelle ristrettezze della propria casa. Che il cinema quello chiassoso, gigantesco e sensazionalistico non sarà per i palati più fini, ma è comunque ciò che di più autentico lo lega a quello delle originali. E che, anche lui, ci manca da morire.