Federico Zampaglione dirige Morrison, suo primo film incentrato sulla musica dove il protagonista è Lorenzo Zurzolo 

Federico Zampaglione torna al cinema e lo fa con Morrison, suo primo film a trattare liberamente il tema della musica. “Questo progetto è nato perché doveva e voleva nascere, quindi non in maniera programmata, bensì quasi come un caso” racconta il cantante dei Tiromancino, autore del libro su cui si basa l’opera che ha come titolo Dove tutto è a metà, scritto assieme a Giacomo Gensini. Continua: “Per me Morrison è più una canzone dei Tiromancino che un film. Dentro si possono trovare l’amore, l’amicizia, ciò che ci muove ossia le nostre passioni. C’è come ci si innamora, come si affrontano i rischi, la magia che si crea sullo sfondo anche di tante preoccupazioni.”.

E se la musica è predominante lo è anche la band capitanata dal protagonista Lodo interpretato da Lorenzo Zurzolo. “Lodo sono un po’ io.” afferma il regista che ha rivissuto attraverso la direzione della pellicola alcuni momenti dei suoi inizi “Dentro al furgone con i musicisti, le cannette insieme, una ragazza che ti tiene sotto il suo tiro. Una volta dovevamo suonare in un locale, ma il proprietario non ci chiamava per salire sul palco. Alla fine è venuto da noi e ha detto di bere qualcosa insieme. Quando siamo arrivati nella sala abbiamo visto che era praticamente vuota!”.

Tanti aneddoti che riguardano la sintonia che la musica può creare, come quella che si è andata formando tra gli appartenenti della band di Morrison (“Sembravano davvero una band: quello che fa le battute, chi se la prende, quello che fa fare la pace”) il cui frontman viene interpretato da uno Zurzolo tanto apprezzato da Zampaglione. “Trovo sia un attore particolare.” così il regista parla del suo protagonista “Quando cercavamo Lodo avevamo bisogno di uno sguardo in cui passano tante cose in mezzo e Lorenzo aveva quello adatto. Solo che non sapeva né cantare, né suonare. Alla fine, però, la canzone all’interno del film l’ha scritta lui e ha imparato a strimpellare grazie a una chitarra che gli ho dato io. Glielo ho regalata dicendogli che, però, doveva usarla. Gli strumenti se li metti in un armadio soffrono, ogni musicista lo sa.”.

“Da piccolo ho studiato pianoforte, quindi sapevo leggere già la musica” spiega Lorenzo Zurzolo sul suo coinvolgimento musicale nel film “Quando c’è stato il Covid ho passato molto tempo con la chitarra che mi aveva dato Federico e ho cominciato a suonare. Lo faccio ancora oggi che l’esperienza con Morrison è finita. Anche la canzone nasce in quel periodo di chiusura, modificata e rivista per la pellicola, così da renderla più di Lodo che di Lorenzo, visto che era un pezzo molto personale.”.

morrison

Federico Zampaglione: “Lorenzo Zurzolo è un attore particolare. Cercavamo proprio il suo sguardo per il nostro Lodo.”

Ad affiancare il giovane attore nel film è Giovanni Calcagno, che in Morrison rappresenta la controparte adulta, disillusa e frustrata dalla musica. Così Calcagno descrive il suo personaggio Libero Ferri: “È un cantante che ha vinto diversi dischi d’oro, ma in realtà ha fatto successo solamente per una canzone. E scendere a patti con questo è molto difficile per lui. Ma è ciò che mi ha attirato del personaggio: ci sono stracci di fallimenti che mi interessano in certe figure in decadimento, perché è sotto questi termini che si può valutare e comprendere sul serio il successo.”.

Accanto a questi due personaggi arrivano anche le controparti femminili interpretate da Carlotta Antonelli e Giglia Marra, l’una l’opposto dell’altra all’interno del film. Il personaggio di Marra è “più dolce, materno. Pronta ad aiutare e a sostenere anche un marito che non sa cosa fare con la sua carriera.”. Dall’altra parte invece un personaggio che ha attratto Antonelli in quanto non affronta il solito passaggio al “bene” e questo per lei rappresenta le sfumature della realtà. Aggiunge: “È bello non avere per forza dei personaggi chiari con cui dover chiudere la storia in maniera positiva. Mi piace che la mia Giulia rimanga abbastanza incoerente per tutto il film.”.

Nel cast anche due comparsate direttamente dal mondo della musica: Alessandra Amoroso e Ermal Metal si prestano per due cameo di cui parla Zampaglioni: “Il film tratta del mondo della musica e mi servivano un paio di volti per dargli credibilità. Allora ho chiamato Alessandra Amoroso, che tra tutte è in assoluto la mia voce femminile preferita contemporanea. È così genuina, istintiva, si emoziona quando canta e questo si vede. E sa mettersi in gioco, come in questa occasione in cui è stata molto brava e spontanea. Mentre la guardavo pensavo: è proprio così che risponderebbe Alessandra. A Ermal Metal invece dicevo sempre che prima o poi gli avrei fatto fare un assassino in uno dei miei film, visto quel viso affilato che ha. Poi, quando serviva un attore per questo selezionatore anche un bel po’ antipatico, ho pensato: perché non Ermal. Lui non era sicuro di farcela, anche sul set ci siamo dovuti concentrare per non ridere, visto che quello tra noi due è un rapporto tutto basato sullo scherzo. Ma ci siamo riusciti e lui è risultato davvero credibile.”.

Morrison è dunque la parte più pura della musica, quella vera che non deve raggiungere necessariamente la fama, ma deve vivere in quanto tale. “Io ho cominciato con il blues e l’ho fatto perché avevo una passione” dice Zampaglione “Non si deve pensare a cosa devi prendere dalla musica, ma cosa questa può darti spontaneamente. Non bisogna mai anteporre a questo un meccanismo perverso come quello del successo. Io ancora oggi quando esce una mia canzone ho sempre timore, ma so che il suonare in sé è il vero amore per la musica, non la fama.”.

Morrison arriva in sala dal 20 maggio distribuito da Vision Distribution.