L’adattamento del romanzo del 1993 di Tom Clancy è un tecno-thriller muscolare e adrenalinico nelle scene d’azione, quanto debole e inconsistente nella sua narrazione interiore e geo-politica.

Sinossi di Senza Rimorso

Al suo ritorno a Washington da una missione in Siria, il membro delle forze speciali statunitensi John Kelly diventa il bersaglio di una rappresaglia in casa nella quale perde la vita la moglie Pam, incinta della sua primogenita. Giurando vendetta, l’uomo si reca in Russia a caccia del killer sopravvissuto allo scontro a fuoco, scoprendo nel frattempo che in realtà il vero nemico è quello più insospettabile.

Recensione di Senza Rimorso

L’America ha bisogno di eroi, e film come Senza Rimorso, dal 30 aprile su Amazon Prime, racchiude in pieno l’universo action-militare conflittuale e patriottico che è da sempre fra i caposaldi nodali del cinema a stelle e strisce. Il romano Stefano Sollima, lì oltreoceano, è considerato uno dei registi europei più apprezzati nel saper maneggiare e veicolare storie criminali e adrenaliniche, tanto che dopo il sequel di Sicario Soldado e le serie tv Gomorra e ZeroZeroZero gli è stato affidato l’adattamento dell’omonimo romanzo di Tom Clancy del 1993, (parte collaterale dell’universo spionistico del personaggio Jack Ryan), riadattandola dalla guerra del Vietnam ai giorni nostri.

Protagonista del techno-thriller è John Kelly (Michael B. Jordan), un membro delle forze speciali statunitensi Navy SEAL che, trascorsi tre mesi dal suo ritorno da una missione in Siria, diventa il bersaglio di una rappresaglia per mano di un’agente russo dell’FSB. Portato d’urgenza in ospitale per le numerose ferite di arma da fuoco, Kelly apprende della morte della moglie Pam e della figlia che portava in grembo, giurando vendetta all’unico uomo sopravvissuto allo scontro in casa. Grazie all’amica e tenente comandante Karen Greer (Jodie Turner-Smith), l’uomo riesce a risalire al nome dell’assassino: Victor Rykov, ex ufficiale ora nascosto a Murmansk, in Russia. Nella sua missione vendicativa a caccia di Rykov, il capo scelto Kelly si dovrà confrontare con un nemico insospettabile che gli farà rimettere in discussione la sua fiducia nell’intelligence statunitense.

Riadattate dagli sceneggiatori Taylor Sheridan e Will Staplesper, per una co-produzione a tre fra Amazon Studios, Paramount e Skydance Media, le pagine di Clancy prendono vita in un film muscolare ma altalenante, riuscendo a tenere all’erta la tensione nelle sequenze action ma sfaldando il vero e proprio racconto in quelle riservate al dialogo. A tenere in piedi infatti uno script claudicante, che sceglie di districare l’unico nodo tessuto nella storia in una risoluzione finale affrettata e poco complessa (di certo aperta a uno o più sequel), è il corpo magnetico e nerboruto del protagonista Michael B. Jordan, immerso letteralmente fino al collo in un mare di sforzi fisici estenuanti e al limite della sopportazione, utilizzato come fosse il compasso con il quale tracciare la circonferenza delle scene adrenaliniche e di movimento.

Il quelle, infatti, il coinvolgimento spettatoriale si fa sentire, attraverso l’uso preciso e controllato della regia di Sollima, attento a dettagli sonori come l’avvicinamento di proiettili o deflagrazioni di ordigni esplosivi, per restituirci quanto possibile tra le mura domestiche una sorta di esperienza di gioco che, la sala cinematografica, avrebbe ampliato e reso più viva. Braccato dai cecchini in un palazzo in rovine; sul fondo di un aereo caduto in mare alla disperata ricerca d’aria, Jordan (e noi con lui) è corpo e mente di sequenze dinamiche, che sfruttano le possibilità tecnologiche del cinema hollywoodiano diventando entertainment puro.

Quello che manca è piuttosto la plausibilità e la complessità interiore e psicologica tra i giochi di potere dell’eterno scontro “freddo” tra America e Russia, e un reale arco narrativo del suo protagonista, mosso dalla fame/bisogno di vendetta senza però indagare di più. Indubbiamente la visione di Senza Rimorso riuscirà a far presa a chi è già amante del genere, grazie alla regia di Sollima a cui va il merito di essersi imposto nella galassia del cinema thriller americano; e soprattutto a chi ha già seguito il franchise dei precedenti adattamenti dei romanzi di Tom Clancy. Per tutti gli altri la possibilità di vivere un’esperienza cinematografica coinvolgente lontana dalla solita routine.