Sexify non solo è la serie Netflix che indaga il piacere femminile, ma insegna che per godere della vita bisogna conoscere se stessi

Pur avendone sentito e detto abbastanza, del sesso non ne faremmo mai abbastanza. Nella vita, nelle relazioni, nelle narrazioni. Dalla letteratura all’arte, dal cinema alle serie tv, il sesso è ancora un tabù da stigmatizzare, ma ha la fortuna di incuriosire ogni volta tutti, attirando qualsiasi tipo di spettatore/uditore facendo di quella curiosità maliziosa e intrinseca il motore per attirare le api direttamente sul miele. Se si parla di sesso è possibile qualsiasi cosa, anche che una serie polacca dall’autore sconosciuto e il cast pressoché inedito riesca a solleticare l’interesse del pubblico portandola presto nella classifica dei prodotti più visionati su di una piattaforma come Netflix. 

Perché il sesso, si sa, fa miracoli e ciò che lo rende ancora scandaloso, sotto anche un’ottica puramente positiva per il fatto di non annoiare mai, è l’enorme portata di seguito che può ogni volta suscitare. Sexify è dunque esempio e altresì maniera per esplorare ancora più affondo una delle tante stanze della sessualità che fanno parte dell’esistenza quotidiana e delle fantasie finzionali. Se nella sua globalità la serie diretta da Piotr Domalewski e Kalina Alabrudzinska indaga sulle domande relative all’universo carnale di tre protagoniste universitarie, è nel particolare del piacere femminile che la produzione va incentrandosi, inquadrando l’argomento specifico su cui costruire l’intera stagione.

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Lo studio sul sesso di un’universitaria vergine

È nella mescolanza di un elemento eterno come il sesso ed uno innovativo come le app che Sexify va definendo il suo racconto. Determinata e incapace di relazionarsi a livello umano, Natalia (Aleksandra Skraba) ha intenzione di vincere dei fondi del ministero per avviare il proprio progetto tecnologico legato alla sfera del sonno. Un tema molto poco “sexy” secondo il suo professore Krynicki (Wojciech Solarz), che la invita a rivalutare le potenzialità della app pensata e di concentrarsi su qualcosa che attrae veramente la gente. È così che la ragazza comincerà, con non poche difficoltà, a lavorare a Sexify assieme alle amiche Paulina (Maria Sobocinska) e Monika (Sandra Drzymalska), decisa ad investigare lo spettro fondamentale e troppo taciuto dell’orgasmo femminile. C’è però un solo problema: Natalia è ancora vergine.

Stabilendo da subito il macro-discorso che la serie deve intraprendere e, insieme, l’ostacolo principale della sua protagonista, Sexify di Netflix dimostra di sapere che i conflitti sono gli ingranaggi che pompano carburante all’interno di ogni storia e che accendono la miccia per i risvolti e i cambiamenti dei personaggi. È perciò dall’ossimoro della ricerca della giovane e del suo stato verginale che si sviluppano gli impedimenti primi di un’app che potrebbe cambiarle la vita, ma che la scrittura utilizza semplicemente come tappeto sopra cui arredare una narrazione maggiormente espansa come quella delle sue amiche Monika e Paulina. 

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Sexify e la guida sul sesso di Netflix 

L’operazione perciò è focalizzata sul piacere femminile e la dimensione generale del sesso e dei rapporti di coppia, ma a far risonanza è ancor più la comprensione non solamente del proprio partner e di ciò che è necessario per stimolarlo, bensì della consapevolezza che parte dal corpo per arrivare alla persona. Se è la piacevolezza fisica quella che l’app Sexify approfondisce, è l’appagamento che deriva dal conoscere in primo luogo se stesse a contribuire alle più sostanziose rivelazioni del progetto, tanto utile per le donne di tutto il mondo quanto per le sue tre ideatrici.  

Come per gli studiosi Masters e Johnson, anche le protagoniste di Sexify non mancano di verificare con tesi e dati scientifici lo studio intrapreso e le scoperte conseguite. Ma quello che gli esperimenti nello studentato insegneranno è che, per godere della vita in qualsiasi sua forma, c’è bisogno di sapersi bene fino in fondo. Di non lasciarsi condizionare dalle convenzioni sociali, di non fare ciò che gli altri si aspettano da noi.  

Con Sexify Netflix continua la sua personale guida al sesso che ha come faro Sex Education e a cui fanno da compagine tutta una schiera di prodotti a cui si aggiunge la serie polacca. Un lavoro che non sempre eccelle per scrittura, ma che sa trovare il proprio ritmo. Ironica e auto-ironica tanto quanto basta, facendo sorvolare sulle pecche di sceneggiatura e sensibilizzando ogni parte dello spettatore, più o meno erogena.