The Bad Batch è la nuova serie animata dell’universo di Star Wars in arrivo su Disney + dal 4 maggio

Per gli appassionati di Star Wars sguazzare tra la serialità offerta dalla Lucasfilm deve essere uno spasso. Una goduria a cui bisogna però dedicarsi con un certo impegno, vista la realtà espansa che vede i prodotti animati interagire a doppio giro tra loro. A differenza di The Mandalorian, che rimane in ogni caso una realtà unita al resto delle narrazioni cosmiche, seppur quasi più circoscritta e isolata dal circondario, The Bad Batch vede la propria storyline posizionarsi lì dove si conclude la precedente The Clone Wars, spartiacque per collegarsi poi alla successiva Star Wars Rebels uscita nel 2014. È così che la serie entra nel vivo già dalla sua prima puntata, dove battaglie e cloni esplodono all’unisono con l’entusiasmo di tutti quei fan pronti ad immergersi in una nuova avventura settimanale su Disney +.

Con creatore Dave Filoni, affezionato collaboratore che di Star Wars ha fatto la sua fede e il suo lavoro, in The Bad Batch si respira la stessa aria di intraprendenza delle altre serie animate. La voglia sfrenata di eroismo, di un’epicità che quelle Guerre Stellari hanno spalmato nelle loro intere produzioni, anche e forse ancora di più nelle alternative animate.  

the bad batch

I punti di contatto con i cloni ribelli

Il contributo di un ideatore così interno alla dimensione della filiera della saga contribuisce all’esaltazione di connessioni e personaggi che invitano lo spettatore a giocare con gli elementi che Star Wars sparge per la sua galassia. Il ritrovare dunque punti di contatto che amplificano la sensazione di essere un tutt’uno con un universo nato più di quarant’anni prima, in grado ad oggi di saper offrire sempre più imprese, ogni volta avvincenti e animosamente trascinanti.

Protagonisti di questa nuova storia di ribellione sono i cloni sperimentali Hunter, Echo, Tech, Wrecker e Crosshair, nati e modificati così da diventare soggetti al potenziamento di alcune loro caratteristiche, le quali tendono a renderli delle anomalie all’interno del sistema. Tra tutte le eccezioni è quella del libero arbitrio la più rilevante, che non permette loro di eseguire ciecamente gli ordini imparititi, soprattutto quelli più insidiosi e indecifrabili. Ad unirsi al gruppo ci sarà anche la giovanissima Omega, elettrizzata per il team di cloni con cui si ritroverà a scappare, intenti a cercare una via di salvezza il più lontano possibile da Kamino.

The Bad Batch: l’inizio di una nuova leggenda

Mantenendo lo stesso stile animato che dal 2008 accompagna gli spettatori seriali di Star Wars, continuando quell’ampliamento già sottolineato e che centra fin dal suo inizio l’attenzione che la storia vuole andare nel corso delle puntate a delineare, in The Bad Batch convive con fermento un senso di palpitante novità e una sicurezza derivante dai lavori del passato. Un apparato, quello delle serie tv “stellari”, che continua a non deludere e il cui destino viene segnato ogni volta da peripezie all’ultimo fiato, dove un viaggio intergalattico o una lotta con i blaster sono la marca immancabile con cui catturare lo spettatore, incatenato poi grazie alla profondità delle storie e dei suoi protagonisti.

È infatti da subito quel senso di complicità tra i personaggi principali che porta l’osservatore a legarsi al loro bizzarro e coraggioso circolo con un coinvolgimento immediato. Una simpatia che non va mai a discapito del racconto e viceversa, sempre cosciente dello spettatore a cui sta andando a parlare e quindi pronto a modularsi su più frequenze, tutte rivolte ad uno spettro di pubblico larghissimo. Certo la conoscenza della politica di Star Wars e le dinamiche di potere che la tratteggiano si prestano a una partecipazione maggiore da parte degli amanti spaziali, ma è anche vero che quello di The Bad Batch si rivela da subito un intrattenimento ludico frizzante, che apre le porte a una nuova leggenda.