Dalle diatribe sulla nuova trilogia al consenso unanime per la serie di Jon Favreau: perché The Mandalorian è uno dei migliori prodotti di Star Wars

Con The Mandalorian è stato amore puro. Fin dalla sua prima puntata. La serialità derivante dalla saga di Star Wars non comincia certo nel 2019, quando Jon Favreau prende in mano le redini di un progetto da destinare su Disney Plus. Ma nonostante la qualità di operazioni animate come The Clone Wars e Star Wars Rebels, all’universo creato da George Lucas mancava un vero e proprio caposaldo da cui far cominciare tutta una nuova peripezia produttiva, che ha visto nel mandaloriano di Pedro Pascal il suo condottiero.

Quel sentimento che la nuova trilogia aveva esacerbato, soprattutto la divisione così netta che si era andata a formare con l’uscita di Star Wars: Gli ultimi Jedi, viene messa da parte per vedere riuniti sotto un’inedita linfa tutti quei fan che si erano sentiti traditi dal disegno di J. J. Abrams e Rian Johnson. E, insieme, una nuova schiera di futuri appassionati si è fatta avanti, presi dal clamore e dalla curiosità che la serie ha alimentato, anche loro coinvolti dalla febbre per il cacciatore di taglie galattico. Lì dove nella famiglia di Star Wars si era aperto uno squarcio netto, The Mandalorian è andato cicatrizzandolo, funzionando dalla sua iniziale apparizione e convincendo già definitivamente con il cliffhanger più inatteso del suo universo d’appartenenza. 

the Mandalorian

Dal potere di Baby Yoda a quello dell’avventura

È indubbio infatti che gran parte del merito del successo della serie Disney plus sia dovuto a un piccolo esserino di nome Grogu che tutti noi abbiamo conosciuto e chiamato nel tempo Baby Yoda. Il piccolo personaggio della stessa specie del saggio maestro Jedi ha intenerito per il suo aspetto e conquistato anche i più scettici, tutti sotto lo stesso incantesimo lanciato dalla Lucasfilm per farci cadere impotenti ai piedi dl’’irresistibile “bambino”, felici anzi di non rimanerne immuni. “The Child” è stato per le prime due intere stagioni il contrapposto del protagonista Mando, effetto scatenante che ha avviato l’impresa dell’uomo e ne ha radicalmente modificato gli obiettivi e il carattere. Baby Yoda è a tutti gli effetti l’E.T. del ventunesimo secolo, il pupazzetto di cui non si può fare a meno, colui che ci ha fatto sentire uniti mentre seguivamo il percorso del suo protettore in The Mandalorian e ha permesso di entusiasmarci per un prodotto seriale grazie anche al potere della sua tenerezza.

Ancorare però l’apprezzamento totale che la serie ha suscitato al suo, seppur essenziale, Baby Yoda è ridurne di gran lunga non solamente la portata a livello realizzatativo e narrativo, ma significa eclissare un intero compatimento stilistico di cui può farsi vanto la serie. The Mandalorian ha infuso da subito lo spirito di un predecessore quale lo Star Wars: Una nuova speranza del 1977. Ha interiorizzato e riproposto il pastiche iniziale su cui l’opera di Lucas si fondava: il postcontemporaneo cominciato dalla mescolanza di un genere fantasy/spaziale con quello classicheggiante del far west. L’ingegno di Favreau assieme a Dave Filoni è stato quindi estrarre la linfa da un albero sempreverde di cui bastava solamente sapersi prendere bene cura, non allontanandosi dal seme piantato anni addietro da George Lucas, ma usandolo come fertilizzante per creare qualcosa di diverso. Una versione aggiornata, ma fedele all’originale. 

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Star Wars ha bisogno di The Mandalorian

Se le distese di The Mandalorian ci hanno rapito come quei film d’autore in cui è la natura a rappresentare le emozioni dei personaggi, sono gli effetti speciali inseriti al loro interno ad aver fatto sgranare gli occhi al pubblico e avergli fatto desiderare di possedere un computer, un televisore, uno schermo più grande. Degni del più spettacolare cinema e superiori ad alcune soluzione visive che la nuova trilogia ha adottato. Legandoci sempre di più al duo Baby Yoda-Mando, stupendoci per i risultati tecnici raggiunti e ammirando una fluidità di scrittura che ha alternato episodi filler a vere e proprie linee narrative chiaramente direzionate, della serie è il sentore di casa e la frenesia della novità ad aver solleticato continuamente lo spettatore. Ad averlo costretto ad allearsi per il raggiungimento della meta da parte del mandaloriano e vivendola come una delle più classiche delle avventure. 

Quando Star Wars ha avuto bisogno di far sentire ai propri fedeli la Forza, ecco giungere in suo soccorso The Mandalorian. Un eroe solitario, un piccolo da tenere in salvo, paesaggi sconfinati da solcare e salti interspaziali da attraversare. The Mandalorian è stato la Forza. E lo sarà fin quando Star Wars avrà fiducia in Mando e, noi, in Star Wars