John Krasinski si riconferma un eccellente regista e sceneggiatore e con A Quiet Place II ci fa sprofondare nuovamente in un mondo di nascondigli e silenzio

Sinossi di A Quiet Place II:

Dopo la morte del marito e padre Lee (John Krasinski), Evelyn e i suoi figli cercano un nuovo posto in cui nascondersi. È così che arriveranno da Emmett (Cillian Murphy), il quale aiuterà la giovane Regan (Millicent Simmonds) ad attuare il suo piano per fermare le letali creature.

Recensione di A Quiet Place II:

Nel 2020 abbiamo sfiorato di poco l’uscita nelle sale di A Quiet Place II. Il film era lì, pronto a farci ripiombare nell’oscurità silenziosa di una dimensione in cui non è possibile fare un fiato, a riprodurre attraverso l’orrore del genere una bolla quasi sacrale che è poi quella che ogni spettatore rispetta nel buio della sala cinematografica. Una mancanza di suoni piena di tensione, che proiettata sulla superficie bianca dello schermo si riflette nel mutismo religioso del pubblico, curioso e spaventato nel ritrovarsi faccia a faccia con i famelici nemici. Ma l’emergenza sanitaria ha fatto capolino proprio nelle settimane antecedenti alla presentazione dell’opera di John Krasinski, rimasta chiusa un intero anno prima di poter trovare il proprio spazio tra le mura di una sala, unico teatro a cui il regista avrebbe mai concesso il proprio spettacolo horror.

È stata infatti la decisione ferrea di Krasinski nel non voler cedere A Quiet Place II alle piattaforme ad aver permesso alla pellicola di poter esprimere al meglio il proprio portato nel luogo per cui era stata ideata. Un film che necessita di quella ritualità fatta di apparente calma pronta ad essere scombussolata dalle immagini in movimento, per un silenzio che non solo protegge i personaggi, ma che ne forma l’ambiente percettivo e sonoro, restituito dal regista al pubblico come se quest’ultimo lo andasse a vivere direttamente sulla propria pelle. Il coinvolgimento con A Quiet Place II è intenso proprio come lo era stato quello con il suo predecessore del 2018, di cui il sequel va pur riproponendo la medesima identità tutta incentrata sulla placidità autoimposta per sfuggire dai mostri, ma sapendo non ripetersi nelle svolte, nelle trovate e nelle dinamiche.

a quiet place ii

La scrittura semplice e parallela di A Quiet Place II

Se l’effetto novità è ormai completamente smascherato, questo non impedisce all’opera di scovare continuamente inedite maniere per portare non solo avanti il proprio racconto, ma farcirlo di soluzioni drammaturgiche che manifestano la fervida creatività del loro ideatore John Krasinski. Le composizioni registiche, semplici ed efficaci, si rispecchino in una struttura narrativa che avanza attraverso il fiancheggiarsi di continui parallelismi, per un rimando interno che genera la segmentazione della storia in un constante spalleggiarsi tra personaggi e eventi. Così le sequenze si sviluppano in differenti archi della storia, dove da una parte la giovane Millicent Simmonds e il novello membro del cast Cillian Murphy cercano di salvare il mondo dalle misteriose creature, mentre dall’altra Emily Blunt e i suoi due figli piccoli tentano di proteggersi dalle fauci dei mostri sempre più vicini. 

Come scrivendo allo stesso tempo le due linee narrative, ponendole una di fianco all’altra per permettere loro di sciorinarsi in modo similare seppur focalizzandosi su protagonisti e azioni differenti, la sceneggiatura di A Quiet Place II prende realmente vita quando va sdoppiandosi per giocare attraverso il montaggio. Il porre sul medesimo livello l’intraprendenza dei personaggi concede una chiarezza espositiva che contribuisce alle suggestioni riportate dalle sequenze, dove entità modeste come l’acqua e il fuoco diventando contrappunti fascinosi e usati per dare animazione alla storia. Un creare un continuo ponte dentro e fuori dal film, per poter mettere in comunicazione sia i vari momenti della pellicola, sia quest’ultimi con il proprio pubblico.

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Dal prologo al finale: aspettando il prossimo capitolo

L’utilizzo di pochi elementi del racconto, esattamente come per il primo film e su cui va puntando ancora una volta il regista, rivela la maestria da parte di John Krasinski nel saper come trascrivere e far leggere con facilità l’opera ai propri spettatori. Una nota che fa di A Quiet Place e A Quiet Place II degli eccellenti esempi di cinema classico, in cui colui che assiste agli avvenimenti dell’opera è messo in posizione tale da poter cogliere personalmente i propri indizi. Un pubblico che diventa così attivo di fronte ai due film, sempre in allerta esattamente come i suoi protagonisti, intenti a nascondersi ai mostri, ma mai agli occhi del loro spettatore.

Già dalla velocità e tenacia del prologo, A Quiet Place II dimostra di aver ancora molto da poter riportare seppur ormai totalmente immerso in un mondo di cui si conoscono bene i pericoli. Un‘apertura che è un’aggiunta, un pezzo di questa storia che vuole donare un quadro sempre più grande della propria realtà e lo fa offrendo una duplice meraviglia: quella di servire componenti essenziali per il resto della narrazione e facendolo con la bellezza di una sequenza impeccabile che sconvolge fin dal principio. Un’attesa per A Quiet Place II che viene subito sostituita da quella per il terzo film, da cui non possiamo che aspettarci e sperare in altrettanta ingegnosità.