Geoffrey Rush è il protagonista di Storm Boy – Il ragazzo che sapeva volare, film sull’amicizia, l’ambiente e la purezza di quando si è piccoli

L’amicizia è ciò che di più importante potreste mai avere nella vita. Che sia con un umano o un animale non importa. L’affetto è universale ed è quello che Storm Boy – Il ragazzo che sapeva volare ci vuole raccontare. La pellicola in sala dal 24 giugno grazie a Medusa Film è l’adattamento del romanzo omonimo Storm Boy scritto da Colin Thiele e pubblicato nel 1964. L’opera letteraria era già stata adattata nel 1976 per la regia di Henri Safran, ma torna stavolta con la direzione di Shawn Seet e un cast capitanato dal premio Oscar Geoffrey Rush.

storm boy il ragazzo che sapeva volare

La trama di Storm Boy – Il ragazzo che sapeva volare

Siamo nell’Australia meridionale, dove la natura è ancora incolta e gli animali possono muoversi semi indisturbati per le lagune locali. È lì che Mike vive insieme a suo padre, ritiratosi dalla vita comune a causa di una perdita troppo dolorosa da poter affrontare; lo sfaldamento di una famiglia che l’uomo cerca di superare isolandosi da tutto il resto. Una condizione che coinvolge anche il destino del figlio, sensibile e intelligente, che cercherà di superare la solitudine attraverso l’amicizia con tre piccoli pellicani, rimasti anche loro senza mamma e di cui il ragazzino deciderà di prendersi cura. 

Il racconto del piccolo Mike passa tutto per il ricordo del personaggio ormai adulto, il quale narra la propria storia alla giovane nipote, arrabbiata per i provvedimenti che il padre vorrebbe far approvare dalla sua compagnia e che andrebbero a distruggere un intero ecosistema. Un racconto che va dividendosi tra passato e presente, aneddoti e storie di vita vissute intensamente, per degli insegnamenti che riecheggiano nell’esistenza del protagonista, cambiando la sua prospettiva.

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Il cast del film

A comporre il cast del film, oltre a tre adorabili pellicani di cui si osserva la crescita affianco al protagonista Mike, c’è il grandissimo Geoffrey Rush. L’attore australiano, che vinse la statuetta nel 1997 per il film Shine in cui interpretava il pianista David Helfgott, si presta alla dolcezza di un’opera in cui il suo protagonista riesce a ritrovare la propria bussola morale togliendo le ragnatele che la vita in giacca e cravatta gli aveva messo addosso.

A interpretare il piccolo Mike è invece il giovane Finn Little, che nel 2021 ha avuto modo di farsi conoscere anche grazie al film Quelli che mi vogliono morto diretto da Taylor Sheridan, in cui ha avuto il piacere di poter lavorare fianco a fianco alla diva Angelina Jolie. Ed è sempre la Jolie il collegamento che si crea tra Finn Little e il suo papà nella finzione Jai Courtney, il quale ha recitato nel 2014 proprio per la regia dell’attrice nell’opera Unbroken, alla sua terza esperienza dietro la macchina da presa. Courtney è anche uno dei volti del Suicide Squad del 2016 di David Ayer e comparirà sempre nel ruolo di Capitan Boomerang nel sequel The Suicide Squad – Missione suicida di James Gunn.

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Amicizia e ambiente: i temi portanti di Strom Boy – Il ragazzo che sapeva volare

Mike, il piccolo protagonista del film, è costretto a una condizione di tristezza dovuta alla sua lontananza con il mondo circostante. Ovviamente ha sempre con sé il padre, pescatore che non sente per nulla la mancanza della “civiltà”. Ma è sia per compensare il suo vuoto, sia per guarire il trauma della perdita della propria madre che il ragazzino comincia a prendersi cura dei tre piccoli pellicani trovati sulle coste della riserva, dove i cacciatori sono soliti aggirarsi. Il film si fa così metafora, la quale rispecchia la necessità che il bambino ha nel potersi prendere cura dei suoi amici pelosi e viceversa. Questa vicinanza in Strom Boy – Il ragazzo che sapeva volare crea diverse chiavi di lettura fondamentali per l’opera. C’è in evidenza la forza che l’amicizia sa donare, tanto al bambino quanto ai personaggi pennuti; il condurli nel mondo quando diventano grandi e, allo stesso tempo, lo spiccare il volo come anche Mike riuscirà a fare.

Nell’alternanza tra ieri e oggi, tra ricordo e ciò che Mike è diventato, il film sottolinea quanto sia importante non trascurare la purezza di quando si è piccoli anche nella vita adulta. Il personaggio arrivato all’età di Geoffrey Rush ha dimenticato cosa si prova e come si guarda con gli occhi della giovinezza. Sarà la visione idealista della nipote a sbloccare in lui il ricordo dei suoi tre amici pennuti e della lotta per mantenere salde le proprie convinzioni, soprattutto quando queste vogliono porsi a difesa dei più deboli.

Strom Boy – Il ragazzo che sapeva volare diventa così manifesto di un discorso ambientalista che, nella nostra contemporaneità, sono proprio i giovani ad aver intrapreso con maggior fervore. Uno sguardo tenero verso la natura e le creature che la abitano e che meritano di poter godere di quel pezzo di terra che è stato loro riservato. Un tentativo, sospinto nel film, per sensibilizzare le persone verso i bisogni della flora e soprattutto della fauna di questo pianeta, che si contrappone proprio agli interessi economici, egoistici e globalizzati della società moderna, rappresentata anche nell’opera. Una pellicola che ha un cuore e una testa con cui poter pensare e che invita gli spettatori stessi a farlo. Perché se noi sapremo prenderci cura di questo mondo, lui saprà prendersi cura di noi, diventando per sempre nostro amico.