Boss Level simula all’infinito non solo il livello di un videogame o la giornata di un uomo minacciato da un potente nemico, ma la pazienza stessa dell’abbonato Amazon.

Sinossi di Boss Level:

Costretto a rivivere in continuazione il giorno della propria morte, l’ex agente delle forze speciali, Roy Pulver, (Frank Grillo) scopre degli indizi che portano a un progetto governativo segreto che potrebbe risolvere il mistero dietro a questo loop temporale cui sembra essere condannato. In una corsa contro il tempo, Pulver deve dare la caccia al colonnello Ventor (Mel Gibson), il potente capo del programma governativo che tiene in ostaggio la sua ex moglie (Naomi Watts) e minacciare la vita di suo figlio.

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Recensione di Boss Level:

La fruizione domestica su piattaforma si basa essenzialmente su un tacito compromesso: pagare mensilmente una stratificata e abbondante quantità di prodotti audiovisivi al prezzo di un unico biglietto richiesto tradizionalmente dalla sala cinematografica. Di conseguenza al minor costo però, lo spettatore, dalla comodità del proprio salotto, è conscio (o almeno, dovrebbe esserlo) che la qualità del film su cui ha appena premuto play in sostanza è spesso minore rispetto a quella che avrebbe potuto godere dalla comunanza delle poltrone rosse del cinema.

Un compromesso che ha aperto dibattiti accesi e diversificati sul significato e sulle ricadute del valore o del pregio stesso della settima arte, costretta a subire proprio dalle grandi produzioni digitali come Netflix e Amazon un risvolto tendente alla mediocrità, abbassando (va detto, con un doloroso sforzo di onestà) gli standard creativi e la pretesa spettatoriale data dall’esorbitante proliferazione di serie tv o film. Boss Level, l’action sci/fi diretto dal californiano Joe Carnahan con il supporto della divisione Amazon Studios e approdato su Hulu negli States, incarna probabilmente la quintessenza degli standard contemporanei del cinema usa e getta, riverberando come una sorta di specchio per le allodole tutte le possibili riflessioni succitate.

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Proposte videoludiche al terzo tipo: gaming, action, fantascienza

Pensato come un’ibridazione 3.0 tra simulazione da videogame, giallo fantascientifico, e azione pulp che incorpora inseguimenti tra autovetture, arti marziali e deflagrazioni di ordigni e proiettili, quello con protagonista un nerboruto Frank Grillo ha piuttosto l’insipida intenzione di giocare con limitata inventiva sulle potenzialità del loop spazio-tempo e sulla ricostruzione infinita dello stesso frangente cronologico, senza però comprenderne la causa. Boss Level assume sin da subito le movenze e i toni angusti del livello da videogioco tentato allo sfinimento, in cui già si prevedono – prima che accadano – tutte le mosse, i dialoghi, gli accadimenti e dunque le inesauribili (non) morti del player al centro del gioco di ruolo.

Oltre le 12:47 dello stesso perpetuo giorno infatti, Roy Pulver non riesce per 139 volte a sopravvivere e dunque spezzare l’incantesimo nel quale, suo malgrado, è invischiato causa l’ex compagna (Naomi Watts), una scienziata ora ostaggio del potente capo del programma governativo (Mel Gibson) e segretissimo a cui lavora da anni. Quel ‘ieri’ che precede la successione reiterata dello stesso giorno però nel film non fornisce affatto le informazioni sufficienti a decifrare narrativamente le cause che lo hanno generato, tanto che il film tende a confinarsi senza particolari memorabilia nella strizzata d’occhio al filone di pellicole action dell’era da piattaforma, quelli per intendersi interessati ad agganciare un certo tipo di pubblico prettamente maschile e videoludico.

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Il limite infinito del loop

Non c’è sguardo né idee allora nel film di Carnahan, se non negli effetti esplosivi e nei sottointesi rimandi alla salvaguardia dell’umanità da minaccia autoritaria alla base di Tenet, alla simulazione orwelliana di The Truman Show o il possibile e lontano visual fumettistico di Sin City ma senza mai raggiungere anche lontanamente il livello di queste, regalando sfinimento più che divertimento, proprio del Blockbuster scialbo ma astuto per inserimento di nomi stellari con la speranza di attrarre il pubblico. Continuando ad abbassare la levatura di proposte come questa, Boss Level procede esattamente come il loop che si diverte a proporre sullo schermo, ovvero muovendosi imperterriti e senza via d’uscita a mortificare lo spettatore e l’arte stessa.

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