Pronti a ballare per i quartieri newyorkesi? In the Heights – Sognando a New York è in sala, con le vitali note delle musiche di Lin-Manuel Miranda

Sinossi di In the Heights – Sognando a New York:

In the Heights – Sognando a New York racconta la storia di un quartiere in cui la cultura americana e quella latina si incontrano e in cui un gruppo di giovani cerca di capire quale è la strada da intraprendere per il futuro.

 Recensione di In the Heights – Sognando a New York:

Una grande verità di cui forse in Italia si è ancora poco a conoscenza è l’enorme genio di Lin-Manuel Miranda. Talento che in America è diventato di dominio pubblico grazie al fenomeno mondiale di un musical quale Hamilton che ha ribaltato completamente la percezione di cosa poter aspettarsi dal palcoscenico, in un mix di generi, culture, razze e melodie che ne hanno fatto uno degli show più famosi della storia di Broadway. Conoscenza che nella Penisola è arrivata primariamente tramite il citazionismo di serie tv e film, i quali non potevano che includere all’interno del loro immaginario contemporaneo lo spettacolo musicale vincitore di undici Tony Award e del Premio Pulitzer per la drammaturgia consegnatoli nel 2016, e di cui il pubblico tutto ha potuto tastare con mano la meraviglia grazie al suo approdo nel 2020 sulla piattaforma Disney Plus.

La maestria di Lin-Manuel Miranda ha cominciato perciò a scuotere sempre più nelle fondamenta un universo dello show business che non poteva certo perdere l’occasione di poter trarre da una simile personalità tutta la sua conoscenza creativa. Ecco dunque aprirsi sempre più per l’artista la strada dell’industria hollywoodiana, la quale assorbe le sue competenze e la ritmicità del compositore per trasportarlo dai bordi del perimetro teatrale alla finestra cinematografica con il suo In the Heights – Sognando a New York.

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Da Broadway al cinema

Il film si basa sul musical ideato nel 2005 da Lin-Manuel Miranda, al cui libretto ha lavorato colei che è stata anche sceneggiatrice della trasposizione filmica, Quiara Alegría Hudes. Altra pioggia di premi per il successo In The Heights, con i suoi quattro Tony Award tra cui figura quello per Miglior musical. Un’occasione per il grande salto nell’universo cinema, che se oltreoceano riceve le più calde intonazioni di gioia dalla critica, vede comunque mancare il successo al botteghino, a causa forse dei sentimenti avversi che il pubblico solitamente prova per i musical e l’assenza di un cast stellare che possa almeno incuriosire lo spettatore.

Eppure le ovazioni di gloria della stampa non potrebbero rivelarsi più che azzeccate. Pur con la sua lunga durata – dovuta principalmente alla corposa presenza di numeri musicali – e il peso di tematiche quali l’immigrazione, il sentirsi al proprio posto, il cercare di comprendere cosa fare del proprio futuro In the Heights – Sognando a New York ha quella vitalità che è propria delle colonne sonore di Miranda e una frenesia fatta tutta di danza e sangue latino. A dirigere è Jon M. Chu, ma sono i brani a dare le direttive ai personaggi, alle sequenze, ad assemblare i quadri coreografici dell’opera. È una sonorità, un gusto che chi ha ormai dimestichezza con i battiti e le armonie di Lin-Manuel Miranda sa perfettamente da dove provengono: un luogo in cui calore e energia, grinta e esuberanza si incontrano, per riempirsi di aspettative, di bramosia ed anche di un incredibile divertimento.

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Le canzoni che non vorremmo mai smettere di sentire

Le musiche e i testi di Miranda trasmettono vita anche quando non è il loro punto principale. E accade perché è impossibile non percepire la forza, il dinamismo, la passione che l’autore mette e di cui permea così alacremente il suo lavoro. Nonostante gli allungamenti leggermente eccessivi della pellicola, pur con un perdersi nel tentativo di veicolare un determinato messaggio che si sbrindella di volta in volta con l’aggiunta di una nuova canzone, in In the Heights – Sognando a New York si percepisce tutta quella vertigine inebriante che sono i momenti musicali a donare. Un racconto semplice, trasandato a tratti, forse anche poco centrato e ripetitivo. Eppure la maniera in cui le note della pellicola sanno restituire un mondo, anzi in questo caso un quartiere, è di una carica degna di un maestro pifferaio come Miranda e dei tanti suoi fedeli pronti con lui a dimenarsi.

Nel fuoco di una città investita dal clima torrido in cui combattere l’afosità con coreografie in piscina, tra la smania di conquistare i propri obiettivi e raggiungere i propri desideri, con In the Heights – Sognando a New York ammiriamo un altro pizzico della personalità di Lin-Manuel Miranda limpida e definita. Un’anima irrefrenabile che si riversa in ogni canzone, quelle che non smetteremmo mai di ascoltare neanche dopo la fine del film.

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