Da Kaley Cuoco agli scherzi del subconscio: perché seguire su Sky il thriller L’assistente di volo tra vodka e ironia

Dal 1 luglio arriva su Sky la serie originale targata HBO Max L’assistente di volo – The Flight Attendant, ideata da Steve Yockey e che vede al proprio centro la protagonista interpretata da Kaley Cuoco. Come ci suggerisce il titolo, la donna è un’assistente di volo che si troverà coinvolta nelle dinamiche di un brutale omicidio, svegliandosi niente meno che accanto al corpo insanguinato di un passeggero del proprio volo in un lussuoso hotel di Bangkok. Ma l’apparenza non corrisponde alla verità e, nonostante la protagonista Cassie sia estranea ai fatti, dovrà trovare il modo di dimostrare la propria innocenza prima di venir arrestata dall’FBI o di venir uccisa da uno sicario psicopatico.

L’assistente di volo – The Flight Attendant è composta da otto episodi e vede nel cast, oltre a Cuoco, anche Michiel Huisman, Zosia Mamet, T. R. Knight e Michelle Gomez. Se volete vedere la serie per scoprire come se la cava Kaley Cuoco lontana dal ruolo di Penny di The Big Bang Theory, ma non siete ancora convinti, ecco 5 buoni motivi per non perderla.

l'assistente di volo

1) Vedere Kaley Cuoco…

Il principale motivo di attrazione della serie è proprio lei ed è giusto che sia così. Kaley Cuoco è il centro indiscusso de L’assistente di volo – The Flight Attendant e la spinta che dovrebbe portare un appassionato seriale a dare un’occhiata al cambio di registro preso dall’interprete. In fondo sono passati dodici anni dalla prima messa in onda della sitcom ideata da Chuck Lorre e Bill Prady che la vedeva al fianco di Jim Parsons, Johnny Galecki & Co. e con L’assistente di volo si può iniziare a supporre quale sarà il nuovo percorso che cercherà di intraprende Cuoco, dopo aver detto addio a una parte così consistente e piena della sua carriera.

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2) …e (ri)scoprire quanto è brava

Non solo quindi curiosità, ma vera e propria (ri)scoperta di un talento come quello di Kaley Cuoco che forse non avevamo mai veramente riconosciuto. È pur vero che L’assistente di volo – The Flight Attendant è tutt’altro genere rispetto alla sitcom che l’ha portata alla ribalta, ma c’è da ammettere che, probabilmente, quella comicità semplice e bonaria ha appiattito tanto la recitazione dell’attrice quanto l’idea che avevamo di lei come interprete. Nella serie di Steve Yockey invece Kaley Cuoco lavora su tutt’altro registro, non solo irradiando una bellezza sorprendente, ma conquistando per un’immedesimazione con la sua protagonista Cassie, profonda e simbiotica. Cuoco si perde completamente nelle bottigliette di alcol rubate dalla hostess e ingerite con la facilità di un bicchier d’acqua. La protagonista affronta, tra traumi e idiosincrasie, il caso dentro a cui si è trovata coinvolta. Un’ottima prova per l’attrice, che ci porta a domandarci su cosa farà nei suoi prossimi progetti.

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3) Quel thriller comico da seguire

Sky ci dà a cadenza ravvicinata la prova di quante sfumature può avere il thriller, nella versione più consona e drammatica di Omicidio a Easttown e in quella quasi leggera de L’assistente di volo – The Flight Attendant. Con la serie di Yockey il genere viene declinato tutto in riferimento alla propria protagonista, che pur sormontata dai problemi mantiene una verve spigliata e intrattenitiva per tutto il tempo. Il prodotto non risulta mai veramente comico, ma è pur vero che si avvale di trovate ironiche e in grado di spezzare la tensione, tanto da poter così trovare un proprio personale modo di presentarsi allo spettatore. Un carattere particolare che designa la cifra stilistica dell’intera serie.

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4) Dall’esterno all’interno e viceversa

L’assistente di volo – The Flight Attendant si costruisce su due linee non solo narrative, ma finzionali ed emotive per la protagonista. L’omicidio in cui rimane coinvolta accende all’interno della donna un campanello d’allarme che, in verità, si porta dentro da tutta la vita, ma che Cassie non era mai riuscita ad assopire o eliminare del tutto. Lo sconvolgente ritrovamento del corpo morto del suo partner per una notte farà perciò scattare il subconscio della protagonista, che parallelamente alla risoluzione del caso e al tentativo di non farsi beccare, la vedrà totalmente coinvolta nel trovare una svolta per la propria psiche indelebilmente segnata. La serie avanza così in un continuo doppio rimando, interiore ed esteriore, ognuno con la propria messinscena e il proprio palco dove venir sviscerato. Una seduta di terapia che Cassie farà buttandosi in campo e improvvisandosi agente di polizia o spia in incognito, mentre dovrà scendere a patti con chi è realmente, cosa è stata a formarla e perché le fa tanto male accettare il passato.

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5) Le donne della serie

Per questo ultimo motivo non possiamo che evidenziare la presenza di due eccelse interpreti e coloro che, al fianco di Cassie, cercano di sostenerla: chi come amica, chi facendola rimanere costantemente in allerta. Sono le interpreti Zosia Mamet e Michelle Gomez rispettivamente nei ruoli di Annie Mouradian e Miranda Croft a mettersi di lato all’interpretazione della protagonista, ma al contempo a restituire un contorno necessario per tirare tutti gli intrigati fili della serie. Un trio di donne a cui va aggiungendosi anche Rosie Perez con la sua Megan Briscoe, la quale però sembra quasi far parte di una sottotrama distaccata dal resto del racconto.