Una puntata di fermo narrativo, ma piena di grande magia. Adesso rimane solo la domanda: chi è il cattivo di Loki? Leggete tutte le teorie

Siamo agli sgoccioli finali. E la quinta puntata ce li fa sentire tutti. Forse arrestandosi anche un pochino, non avanzando con il passo celere di chi sta avviandosi alla conclusione, ma indugiando perché sia definitivamente chiaro allo spettatore quale è stato il percorso che ha attraversato il suo Loki. Il Loki di Loki. Non tutte le sue Varianti. Quello – per noi – originario, che abbiamo imparato a conoscere lungo i dieci e più anni di produzioni cinematografiche Marvel e che ha raggiunto fintanto una propria personale storia grazie all’espansione mediale degli studios gestiti da Kevin Feige e apertisi alle opportunità date dalla serialità.

Se fin dalla prima puntata abbiamo riscontrato la decostruzione che Loki voleva apportare nei confronti del suo protagonista, se nella puntata precedente Mobius rassicurava il suo “amico” sul fatto che poteva decidere chi essere, anche un buono “in caso nessuno te lo avesse mai detto”, il penultimo episodio della serie riconferma il suo obiettivo massimo. Moltiplicandolo addirittura per uno, due, centomila Loki. Nella scena post-credit della quarta puntata con cui salutavamo il protagonista dalla TVA per farlo ricomparire in quello che scopriamo poi essere il Nulla, Loki si trova faccia a faccia con altre versioni di se stesso appartenenti a tante altre linee temporali.

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Loki, usa la tua magia

La particolarità che colpisce maggiormente di queste nuove Varianti Loki, tra cui finalmente appare anche se per breve tempo il Vote Loki che ci portiamo dietro dal primo trailer, è che alcune di loro hanno sviluppato nel corso della loro esistenza la medesima insoddisfazione da “villain” del protagonista. Un’insofferenza che è addirittura l’evento Nexus dell’Old Loki di Richard E. Grant, nascosto per anni dagli occhi di Thanos e dal resto degli Avengers per cercare di non soccombere egli stesso alle sue infinte bugie. Una prospettiva di quello che potrebbe accadere al Loki di Tom Hilldeston, ma che la serie cerca di incanalare sulla via della trasformazione, del mutamento. La consapevolezza di chi si è stati (“Ho tradito tutti. Mio fratello, mio padre.”) e la promessa di poter cambiare.

La quinta puntata di Loki, dunque, se avanza nella direzione della ri-scoperta di quanti e più possibili Loki possono esistere dentro e fuori dall’universo – sia quelli interni del protagonista, che letteralmente e fisicamente altri -, si arresta anche nel succedersi degli eventi per concentrarsi su quello che era da sempre stato richiesto al personaggio: la sua magia. Gli effetti speciali di Loki, che già si erano resi notevoli sul pianeta Lamentis, si impossessano completamente dell’episodio per un’operazione che, nel confrontarla con un prodotto come Black Widow in sala nello stesso momento del rilascio della serie, si pone su un livello di totale superiorità e ammirazione per il proprio compartimento tecnico. La potenza della puntata non risiede perciò nell’ultimo ponte che conduce finalmente Loki e Sylvie da colui o colei che si cela dietro la TVA, ma da come viene costruito visivamente, agendo di spettacolarità al posto del rilascio di altre informazioni e indizi utili.

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Spoiler Alert!

lettura consigliata a chi ha visto la 1×05

Da Miss Minute a Kang il Conquistatore a…Casey: chi è il cattivo di Loki?

La domanda quindi rimane: chi si nasconde dietro la tenda? Chi muove i fili della Sacra Linea Temporale? Le teorie si diramano seppur nessuna con una solida base. C’è chi da diverse settimane afferma che il villain possa essere Miss Minutes, soprattutto dopo le affermazioni della doppiatrice Tara Strong che invitano gli spettatori a pensare che “c’è molto altro da rivelare” sul personaggio. C’è poi chi ha ipotizzato che possano esserci Mobius o Ravonna dietro al controllo del tempo, ma uno ci spezzerebbe troppo il cuore e l’altra sembra navigare in acque alte esattamente come noi spettatori. C’è poi la possibilità del cattivo Casey, l’ingenuo impiegato che non sa cosa sia un pesce. Ma c’è soprattutto l’occasione per la Marvel di introdurre quello che potrebbe essere il prossimo grande nemico del suo cosmo: Kang il Conquistatore. Kang può viaggiare nel tempo e non perde mai l’opportunità di incasinarlo, a volte avvalendosi proprio di alcune sue Varianti. Le sue abilità sono quindi affini alle operazioni eseguite dalla TVA e c’è da aggiungere che il personaggio è già stato confermato in Ant-Man 3 e sarà interpretato da Jonathan Majors.

Effettivamente si nota una certa somiglianza tra Kang e quelli che si sono infine rivelati gli androidi-Custodi del Tempo. E per quanto concerne Mephisto, non è più un’alternativa valida in alcuna sua forma, forse e soprattutto nella serialità. Non resta dunque che aspettare l’entrata nel castello di Loki e Sylvie per scoprire chi ne ha scombussolato le vie fino a questo momento. Ma la probabilità più assurda, forse veritiera, non è stata ancora esplicata: e se dietro ai guai di Loki ci fosse… Loki? In fondo se si va a riguardare il trailer ufficiale ci accorgiamo di non aver visto proprio tutte le versioni del personaggio, che in quel caso si metterebbe per l’ultima volta (quella definitiva) davvero a nudo davanti a se stesso.