Chi c’è dietro la linea del tempo e come lo affronteranno Loki e Sylvie: quante sorprese racchiude il finale di Loki, quante infinte possibilità

Che grandissimo finale. È ciò che viene immediatamente da pensare appena si conclude la prima stagione di Loki. Non molto altro, solo un dato di fatto: che grandissimo finale. Forse non del tutto coerente col percorso che, fin dal principio, era stato improntato primariamente sulla trasformazione del protagonista. Forse un chiudersi che non dà completezza a quel percorso di mutazione inglobato nel personaggio, ma che invece si concentra maggiormente sulle cause e gli effetti esterni. Eppure dopo aver accettato di attraversare le linee del tempo e dello spazio per amore della Marvel, essendosi decisi a intraprendere quella che, fino all’ultimo, si è rivelata un’avventura quasi in forma sci-fi che cercava nell’altro, nell’”alieno”, il suo senso più umano, scostarci dal centro Loki per porre l’occhio sui destini dell’universo ha saputo comunque entusiasmarci. Riuscendoci di molto.

I Loki e Sylvie di Tom Hiddleston e Sophia Di Martino, in fondo, si ritrovano pur sempre a dover raggiungere il completamento del loro viaggio, quello dell’eroe che viene citato esplicitamente proprio all’interno della puntata e che passa ogni protagonista di qualsiasi storia, dai secoli e nei secoli. Entrambi si ritrovano infatti ad affrontare il loro nuovo “io” e quello che, in verità, non riescono a cambiare di se stessi, ma è ormai un futuro più espanso quello che aspetta i personaggi e che è al centro delle sorti tanto della puntata, quanto del Multiverso.

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Allerta spoiler!

Lettura consigliata a chi ha visto la 1×06 di Loki

Quella seconda stagione confermata e un futuro villain

A differenza della cocente delusione ricevuta da WandaVision sul suo finale, il quale sembra aver voluto come chiudere in fretta e furia il timido tentativo di poter cominciare a buttare un occhio su quella che si preannuncia la nuova Fase della Marvel, Loki getta la Sacra Linea Temporale nel caos e ne ramifica le infinte possibilità. Come quella confermata sulla fine della puntata, che promette anche una seconda stagione della serie sul dio dell’inganno. Che l’allargamento delle casistiche e delle Varianti a queste accompagnate vada a collegarsi in qualche maniera con il settore cinematografico della Marvel è ora tutto solamente da scoprire. Ma sta di fatto che Loki decide consapevolmente di metterci davanti a un nuovo gigantesco personaggio appartenente ai suoi fumetti, che potrebbe influire nelle dinamiche prossime del MCU nella sua interezza.

Come era stato ipotizzato, ecco arrivare Colui che Rimane, quell’unico “custode” dopo che si è scoperta la fallace illusione di quelli “del Tempo” dietro cui si nascondevano i piani della TVA. A presiedere nella Cittadella alla Fine del Tempo è, dunque, l’attore Jonathan Majors il quale è stato già confermato nel ruolo di Kang Il Conquistatore in Ant-Man & the Wasp: Quantumania in uscita nel 2023. Ma la questione va facendosi ancora più intricata e interessante visto che il personaggio in Loki dichiara di essere solo una delle molteplici varianti che un tempo punteggiavano l’universo e che molte sue versioni alternative sono assai più malvagie di lui stesso, che ha cercato solamente di dare equilibrio fermando le Guerre del Multiverso.

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Come Loki e Kang Il Conquistatore ci hanno condotti nel Multiverso

Con un solo episodio, Loki spalanca le pluralità che da adesso dovrebbero cospargersi per il MCU e ci si domanda come verrà giustificata una mossa tanto audace riprodotta nella serialità quando dovrà essere poi riportata in ambito cinematografico. Una puntata che quindi sposta il baricentro dal solo Loki – anzi, dai soli Loki – e che estende la propria visione a quello che sarà, anche del personaggio protagonista e del dolore che andrà a causargli Sylvie e il suo non essersi riuscita a fidare. Ma ancora più un one man show per ciò che riguarda l’entrata nei giochi di Jonathan “Colui che Rimane” Majors, attore che se avevamo iniziato ad ammirare nell’ultimo anno con le sue interpretazioni in opere come Da 5 Bloods e serie quali Lovecraft Country, diventa dominatore assoluto della scena nell’episodio conclusivo di Loki. Una capacità di ammaliare lo spettatore e, al contempo, la camera, la quale ipnotizzata sembra non riuscire a staccarsi minimamente dall’interprete, muovendosi avanti e indietro senza perdere mai Majors come suo punto fisso.

Un eccellente acquisto per il MCU, una narrazione che sembra potersi spingere su toni più lontani rispetto a quanto avremmo pensato e una seconda stagione di cui siamo già in attesa che fa interrogare su quando i tempi saranno maturi per poterla vedere, nonché come sarà dislocato il cosmo Marvel quando arriveremo a quel momento. Una chiusura che sembra solamente il principio. L’essere giunti fino alla fine dei tempi per vederli così realmente iniziare.