Il sequel Ritorno al crimine lima l’accorpamento tra commedia e azione meglio del primo e fa anche, soprattutto, ridere di più. In prima assoluta su Sky Cinema il 12 LUGLIO E IN STREAMING SU NOW

Trama di Ritorno al Crimine:

Costretti a tornare nella Napoli dell’82 per salvare la figlia dark lady (Giulia Bevilacqua) dell’ormai anziana Sabrina (Loretta Goggi), il trio Sebastiano (Gassmann), Moreno (Giallini) e Giuseppe (Tognazzi) dovrà cambiare il passato per modificare il presente ed evitare il concepimento di un giovane boss della camorra che minaccia la loro sicurezza.

ritorno al crimine

Recensione di Ritorno al crimine:

È da un po’ di tempo ormai che la cosiddetta “operazione nostalgia” anni ’80/’90 sta invadendo la creatività dell’audiovisivo nostrano. Un ritorno al passato per rievocare momenti cult, oggetti, canzoni e usi e costumi del biennio del boom economico, per esorcizzare un duemila spesso nefasto e, diciamola tutta, per compensare una mancanza di fantasia autoriale. Tra i tanti italiani che hanno fatto della manipolazione del tempo prova registica e sperimentazione multi-genere, il romano Massimiliano Bruno ha recentemente tentato una strada diversa dai lavori precedenti, giocando con i cliché sul viaggio nel tempo per innescarli naturalmente alle possibilità comiche di attori predisposti alla risata, e strizzando l’occhio al cinema crime-poliziesco degli anni ’70, sia nelle ambientazioni torbide che in alcuni formati di inquadrature ritagliate sui continui zoom e split-screen.

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L’origine nostalgica con l’omaggio a troisi e benigni

Non ci resta che il crimine usciva nelle sale italiane con un’idea su carta tutto sommato promettente, ovvero omaggiare Benigni e Troisi in Non ci resta che piangere, attraverso un tour criminale partito dai giorni nostri e diretto indietro verso il 1982, anno della vincita italiana ai Mondiali, quello dell’indimenticabile 3 a 1 con la Germania, e quello (per altri versi) ugualmente indimenticabile per la letale ascesa della Banda della Magliana in territorio capitolino. Così, Bruno si sbizzarriva farsescamente con situazioni paradossali nelle quali i tre ultra cinquantenni Gassmann, Giallini e Tognazzi erano immersi fino al collo, innescando la comicità non solo con un mondo violentemente spietato come quello dell’organizzazione mafiosa del litorale, ma con l’incontro ilare tra il mondo del quasi 2020 e quello ancora ignaro del 1980.

Il risultato cinematografico però non era dei più convincenti e nonostante le scarse risate sollevate da un cast indubbiamente di grande ascendente, la storia in pellicola non riusciva mai ad ingranare, rimanendo ennesimo tentativo mal riuscito di un cinema sorpassato, in cui mentre si tenta di ricalcare i fasti dell’epoca della commedia all’italiana, ci si dimentica dell’arte e delle regole cinematografiche stesse. Ma Bruno e i suoi produttori Fulvio e Federica Lucisano, avevano in mente una trilogia vera e propria in stile Ritorno al Futuro, ed ecco che, la seconda parte di una storia che a noi spettatori pareva conclusa, si rianima in Ritorno al crimine tramite una copia conforme ma rivista e se possibile aggiornata, stavolta in meglio.

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Tornare nell’82 e la comicità social di oggi

Destinato alla distribuzione televisiva su Sky e Now e non al grande schermo come il precedente, il film di Massimiliano Bruno trova una scusa per far tornare i tre protagonisti ancora una volta nell’82, per scongiurare la nascita di un boss camorrista della Scampia di oggi, e salvare la figlia dark lady (Giulia Bevilacqua) della già vista Sabrina, non più Ilenia Pastorelli, ma vista l’età anagrafica interpretata da un’irresistibile Loretta Goggi. Se il paradosso spazio-tempo è quello di modificare il passato per mutare il presente, la pellicola torna negli anni ’80 e gioca sulla prevedibilità della stessa andatura narrativa, riposizionando Gassmann-Giallini-Tognazzi in una Napoli dei rioni e della rappresentazioni à la Gomorra, alternandolo ad un presente radical-chic e ultra patinato tra influencer simil Giulia De Lellis, camei canori e calcistici (Achille Lauro, Bruno Conti, Antonio Cabrini, Paola Ferrari) in uno spassoso vernissage alto-borghese con unico protagonista Edoardo Leo.

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Ridere in faccia al male

L’intento stesso dell’operazione è proprio quello di decostruire le regole e i comportamenti delle organizzazioni criminali attraverso l’estremizzazione dunque ridicolizzazione delle stesse, prendendo archetipi e modelli rappresentativi per smantellare, sbeffeggiandolo il male che vi risiede. Rispetto al precedente infatti, Ritorno al Crimine spinge di più sulla risata, riuscendo ad amalgamare con passo più spedito la commedia e l’azione, limando le dinamiche del gruppo e il contraccambio caricaturale del salto nel tempo.

Di fatto comunque, questa non è certo una commedia pienamente compiuta, né tantomeno un film capace di fare un evidente balzo di qualità dal precedente, eppure Ritorno al Crime fa ridere, azzecca tempi comici e cambi di tono quando si abbandona per un attimo il sorriso e ci si getta nei numerosi sconti a fuoco. Figlio della pandemia e delle ferite ancora sanguinanti del Cinema Italiano post fermo da lockdown, Massimiliano Bruno regala un’ora e quaranta di evasione, non solo nel varco spazio-tempo, ma soprattutto umorale, sorvolando sulle pecche, ma anzi rendendole tuttavia trascurabili. E ridere di questi nostri tempi non è affatto scontato.