La seconda stagione di Sky Rojo riconferma l’eccesso tra sesso e voglia di libertà che le sue protagoniste inseguono

Le operazioni e i rilasci di Netflix sanno essere ancora dopo anni un mistero. Sicuramente le fermate e le riprese pre, post e durante la pandemia di Covid-19 non hanno contribuito a creare una solidità di fondo che permettesse alla ormai anche casa di produzione e distribuzione di pianificare uscite e lavorazioni con prospettive a lungo termine. Condizione che ha portato a ingegnarsi affinché si trovasse la maniera di riempire con prodotti sempre inediti i corridoi digitali della piattaforma, portando a soluzioni indefinite e altamente dubbiose su come spalmare il materiale al momento disponibile per non lasciare mai a digiuno lo spettatore. O almeno è questa una delle teorie che più facilmente viene da pensare quando si assiste a risoluzioni quali la divisione in due parti di una serie come la francese Lupin, dotata di una prima e una seconda parte rilasciata l’una a pochi mesi di distanza dall’altra.

Idea che Netflix potrebbe aver voluto adottare anche per la sua operazione spagnola Sky Rojo, che debuttata nel marzo del 2021 si ritrova nel mese di luglio a completare il suo ciclo narrativo con la seconda stagione. Serie commissionata al realizzatore Álex Pina, già noto per La casa di carta e Vis a vis – Il prezzo del riscatto, a cui è andato lavorando assieme a Esther Martínez Lobato; un lavoro confermato per due intere stagioni di sedici puntate che potrebbe ampliarsi con un suo proseguo, solamente secondo il giudizio e il gradimento del pubblico. Un problema però, quello della spartizione e dello spargimento di episodi disseminati solamente nel giro di brevissimo tempo, che genera un senso di spaesamento nello spettatore, il quale nel momento in cui va assistendo a quella che dovrebbe essere un’evoluzione della storia (in questo caso una seconda stagione) ha come l’impressione di trovarsi di fronte a un racconto immobile.

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Tra Lupin e Sky Rojo: la divisione delle serie su Netflix

Problema non della narrazione o del contenuto in sé. Semplicemente la sensazione che quello sviluppo che spontaneamente dovrebbe avvenire con l’avanzamento di una storia vada completamente arrestandosi per dare spazio ad eventi e accadimenti precisamente in linea con il trascorso della serie. Non certo un demerito a tutto tondo, soltanto la percezione che tra prima e seconda stagione ci sia stata un’enorme pausa, depotenziante e non necessaria, la quale non dà tempo al racconto di maturare e, così, nemmeno ai suoi personaggi.

Non che le protagoniste di Sky Rojo siano rimaste completamente identiche dall’inizio alla fine (per ora?) della loro parabola, ma è pur vero che la differenza e la percezione tra l’arrivo su Netflix e il loro ritorno ne ha ridimensionato il percorso e la loro fuga verso la libertà che hanno cercato di delineare dal principio. Accadimenti pressoché uguali quelli tra le puntate rilasciate a quasi inizio 2021 e le successive proposte durante l’estate, che proprio come era stato per il sopraccitato Lupin non hanno fatto altro che mettere in standby la loro storyline per riprenderla esattamente da dove era stata interrotta.

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Fuga verso la libertà

Questo, da una parte, sfrutta a Sky Rojo la possibilità di poter comunque ri-conquistare quello che era stato fin dall’inizio il suo pubblico vista ancora una volta la quantità di azione, violenza, sesso e indecenza con cui la serie aveva saputo presentarsi. Il ritmo della produzione di Pina e Martínez Lobato si mantiene costante per un racconto che cerca di puntare sulle irregolarità e gli eccessi della dimensione del bordello e delle dinamiche che si instaurano tra magnaccia e prostitute. Clima che dell’esagerazione, dell’essere esplicito e del ricercare tutta una gamma di indicibili perversioni continua a fare motore per veder sfrecciare le tre protagoniste sulla strada dell’indipendenza, quella che inseguono con tutte se stesse senza nessun rimorso.

Una seconda stagione ricalcante la precedente e che, dunque, non può che riappropriarsi nuovamente dei suoi fan, i quali non possono aspettarsi svolte eclatanti o trovate inaspettate, ma possono riprendere il viaggio dei personaggi sulla medesima vena propulsiva su cui si era andata ad incamminare Sky Rojo. Una serie in cui l’obiettivo è sfrecciare via lontani dal proprio passato, puntando il piede sull’acceleratore e asfaltando qualsiasi ostacolo.

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