La star di TikTok Addison Rae è la protagonista di He’s all that, il remake frame-by-frame della rom-com anni ’90 Kiss Me

Era l’anno 1999 e una dolce rom-com americana faceva il suo debutto nei cinema di tutto il mondo. Sto parlando di She’s All That – in Italia conosciuta come Kiss Me dal brano dei Sixpence None the Richer che fa parte della colonna sonora. Commedia teen che negli anni si è conquistata il titolo di cult del genere, rivive oggi in un remake dal sapore digital grazie al colosso streaming Netflix.

He’s All That, con Tanner Buchanan e Addison Rae, è ora disponibile sulla piattaforma per tutti gli abbonati, una rivisitazione adattata ai nostri giorni che vede protagonista la star di TikTok Addison Rae, ragazza che, grazie ai social, è passata da matricola alla Louisiana State University a essere uno dei volti più riconoscibili della Generazione Z.

Ora ventenne, Rae è diventata il volto di forze che sfuggono al suo controllo: la divulgazione di passi di danza senza il merito di un coreografo, l’insondabile fama accumulata da balli medi con faccine più o meno espressive, in un mondo che funziona per algoritmi che premiano la mediocrità.

La Rae, pertanto, era il nome giusto per attirare l’attenzione dei TikToker: He’s All That, diretto da Mark Waters e da una sceneggiatura di R Lee Fleming Jr, sarà stimolante e sbarazzino come il film a cui liberamente si ispira? Modificare secondo l’uso o i dettami della tecnica più avanzata o della moda corrente una commedia che già funzionava nella sua versione originale, ha portato risultati soddisfacenti? Capiamolo insieme…

Un remake traballante

I ritmi del film seguono in modo progressivo quelli dell’originale: Padgett (Addison Rae) scopre il tradimento del suo fidanzato, un aspirante artista con i capelli decolorati di nome Jordan Van Draanen (Peyton Meyer), in diretta streaming. Subisce un’umiliazione su pubblica piazza, diventa un meme virale, perde sponsor, follower e credibilità. Decide di puntare sulle sue capacità, con una riabilitazione sociale che passa per un makeover. Per chi non lo sapesse, si tratta di una trasformazione, una situazione in cui un brutto anatroccolo passa per le mani di qualche esperto di stile, trucco e parrucco e si trasforma in una bomba sexy. L’oggetto di tale makeover è Cameron Kweller (Tanner Buchanan), un cinico emarginato con un buffo taglio di capelli, asociale e scontroso. La sfida: grazie ad Addison dovrà diventare re del ballo, e questo in sole sei settimane!

Se questa è a grandi linee la trama – che di per sè non brilla per originalità -, ancora più traballante è la sceneggiatura di Fleming: He’s all that, spiace dirlo, pare una commedia raffazzonata, con una sceneggiatura approssimativa, inzeppata di macchiette, scritta da un adulto che cerca di trascinare in modo poco naturale dialoghi, tropi e metafore propri della Gen Z.

Inoltre, contrariamente a ciò che più facilmente si potrebbe apprezzare in una rom-com teen, qui pecca anche la scelta musicale e la coreografia di fine anno, con una canzone hip-hop anonima e neanche lontanamente orecchiabile.

In un’ipotetica classifica, He’s All That guadagna punti nel momento in cui tenta di non essere troppo fedele a Kiss Me: l’aggiornamento evita alcuni dei difetti più evidenti dell’originale, vale a dire: l’oggettivazione delle donne, la grassofobia e l’interpretazione delle molestie sessuali.

Nonostante il tentativo di rimanere al passo con i tempi, è la censura a spingersi troppo oltre; mentre gli adolescenti della pellicola originale fumavano, bevevano, pomiciavano e vivevano la loro sessualità, qui, Mark Waters presenta una scuola superiore decisamente non aderente alla realtà, con studenti che bevono cocktail analcolici (davvero!), si baciano a malapena ed evitano imprecazioni.

La sensazione a fine film è quella di aver guardato in serie video su TikTok, in una pellicola che non è del tutto capace di reggersi sulle proprie gambe e che fa dell’operazione nostalgia una ricetta senza sapore.

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