Tratta dall’omonimo romanzo di Harlan Coben, Svaniti nel nulla perde traccia dell’attenzione dello spettatore, scomparendo nel catalogo Netflix tra altre proposte simili.

Sinossi di Svaniti nel nulla:

Il trentenne Guillaume Lucchesi pensava di essere riuscito a superare la terribile tragedia che aveva causato la morte delle due persone a lui più care: il primo amore Sonia e il fratello Fred. Dieci anni dopo, ecco che durante il funerale della madre scompare improvvisamente anche Judith, la donna che con il suo amore gli aveva fatto ritrovare la voglia di vivere. Per ritrovarla il giovane dovrà affrontare tutte le verità che familiari e amici gli avevano nascosto, oltre a quelle che aveva da tempo scelto di ignorare.

recensione di svaniti nel nulla

I fantasmi del passato tornano a bussare alla porta di casa nella serie Svaniti nel nulla. Non un semplice appartamento ma un’enorme villa affacciata sulla costa azzurra, dimora dalla quale il protagonista Guillaume (Finnegan Oldfield) una notte dell’estate duemila dieci assiste sconvolto alla sparizione del fratello maggiore Fred (Nicolas Duvauchelle) e alla morte dell’ex fidanzata Sonia (Garance Marillier), trovata senza vita nella piscina del giardino davanti agli occhi della sorella minore Inés. Se il corpo della ragazza è completamente immerso nell’acqua a dichiararne visibilmente la dipartita, quello di Fred non viene mai trovato, portando la povera madre della famiglia Lucchesi a crederlo vivo fino al giorno del suo di funerale, decretando con l’annesso deperimento mentale e fisico del capofamiglia la distruzione lenta e inesorabile di una dinastia nella Nizza borghese e charmant al centro del racconto.

Racconto adattato per Netflix dalle pagine del romanzo di Harlan Coben, prolifico scrittore statunitense i cui lavori hanno già assunto in passato le dimensioni dell’audiovisivo prima per la tv francese con Non dirlo a nessuno diretto da Guillaume Canet nel 2006, e poi per ben cinque volte per il colosso streaming dal solido The Stanger fino a Stay Close in produzione proprio ora, passando per il successo spagnolo di Suburbia Killer (o The Innocent) ed Estate di morte, thriller polacco dagli esili consensi anch’esso in formato miniserie. Disparu à jamais, titolo originale del libro Gone for Good allora, sigla ancora una volta il contratto pluriennale tra Netflix e Coben, accordati per la produzione di molteplici trasposizioni televisive delle opere più celebri dell’americano, giallista dagli anni novanta e un tempo ex membro della stessa confraternita universitaria di Dan Brown.

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Nizza: fantasmi del passato e sparizioni del presente

Segmentando il racconto su tre diverse linee temporali a episodio, e scavando in un passato di non-detti, Svaniti nel nulla segue le medesime procedure narrative del suo più famoso Suburbia Killer, premettendo con lo svelamento iniziale di una doppia sparizione un presente familiare faticosamente riconquistato, in particolare quello del protagonista Guillaume, operatore sociale in un centro accoglienza per migranti e sentimentalmente legato alla collega Judith, con la quale sceglie reciprocamente di non svelare nulla del proprio passato ma amarla conoscendo solo la sé del presente. Eppure, la sparizione di quest’ultima smonta qualsiasi patto e il giovane è costretto a rivivere il doloroso trascorso, perché forse affiliata con le precedenti scomparse sia del fratello Fred, sia dell’ex Sonia.

Andarsene nei libri di Coben equivale forse a lasciare più tracce di quando si è in vita, mettendo a nudo le vulnerabilità e le misteriose dietrologie; le identità finora celate e i momenti che siamo costretti a dimenticare per riuscire a guardare avanti. È lì allora che vuole arrivare il racconto, su quell’atto apparentemente codardo in età infantile del voltarsi dall’altra parte, dello scappare dalla violenza per protezione autonoma e individualistica, intesi come ostacoli di vita invisibili apparentemente superati, ma che purtroppo la serie creata da David Elkaïm e Vincent Poymiro fatica a farci arrivare con particolare interesse.

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giallo e melò familiare nella serie netflix

Sfrangiando la tripla linea continua tra passato lontano, presente e passato vicino, Svaniti nel nulla perde traccia anche dell’interesse attivo del suo spettatore, assestando con troppa poca forza i colpi di scena spalmati nelle cinque puntate, svanendo tra le dita deboli di mani registiche incapaci di tenerci stretti, e sacrificando così la portata mystery del volume in prosa su peripezie in montaggio troppo dispersive.

Svaniti nel nulla, già confermata per una seconda stagione, non conquista né per il suo allure soffiato e dolente, né per le procedure in dejà-vu del suo narrarsi, faticando a spiccare nella miriade di serie gialle/mystery su piattaforma divise a metà col grande racconto melodrammatico familiare, annidando proprio sui legami di sangue lo scioglimento di una e più scomparse. Simboliche o puramente fisiche che sia, ma pur sempre metafora di un ritratto familiare d’infelicità e di redenzione vacuo in profondità e in spessore emotivo.