Di come è dirigere una coppia e dell’uso della musica: abbiamo incontrato Bella Thorne e Benji e intervistato la regista Elisa Amoruso per il teen movie Time Is Up 

Conciliare amore e lavoro per rendere entrambi show business. È quello che molte coppie fanno nei meandri di Hollywood e che ha enorme presa soprattutto quando le due star hanno un seguito molto giovane. È il caso di Bella Thorne e Benjamin Mascolo, che se avevano fatto scalpore nei primi tempi della loro relazione, hanno portato a una reazione a catena di interesse e supporto soprattutto con l’annuncio delle loro imminenti nozze. Una proposta che il cantante Benji ha architettato durante l’ultimo giorno di riprese di quello che è sia il suo film d’esordio, sia la pellicola che lo vede protagonista proprio accanto alla fidanzata. È Time Is Up la produzione italo-americana che vede le due personalità farsi personaggi romantici per una storia d’amore tra chimica quantistica, memoria e obiettivi da condividere e raggiungere.

Opera che vede alla regia una maestranza nostrana, Elisa Amoruso che continua il suo percorso artistico spaziando tra documentari (ricordiamo il chiacchierato Chiara Ferragni – Unposted) e racconti di finzione, questa volta concentrata nella direzione di un teen movie che le dona un respiro internazionale. “Abbiamo organizzato una vera trappola a Bella sul set. O meglio, Benji lo ha fatto, io ero solo preoccupata che ci avremmo messo troppo tempo a finire di girare! Durante l’ultima ripresa invece di chiudere la scena, si è girato verso la camera e ha iniziato a leggere una lunga lettera d’amore, che è culminata poi nella domanda di matrimonio. E lei ha detto sì!”.

Un’esperienza che arricchisce il bagaglio della regista, come afferma lei stessa: “Solo in Italia non riusciamo a concepire che un regista possa spiazzare tra più progetti senza doversi per forza focalizzare su un’unica via. Gus Van Sant fa film d’autore un giorno e quello dopo uno commerciale. Il cinema è un’industria, quello che poi cerco di fare è di far empatizzare il pubblico con i personaggi.”.

Time Is Up: la nostra intervista alla regista Elisa Amoruso

Due personaggi, quelli di Time Is Up, che non potrebbero essere più lontani dai loro interpreti reali. Eppure sia Thorne che Mascolo hanno voluto da subito partecipare al progetto. “Ben mi ha portato lo script e mi ha chiesto se volevo recitare accanto a lui. Era entusiasmante poter lavorare insieme e inoltre farlo nella sua prima interpretazione da attore, per questo ho accettato.” commenta Bella Thorne sull’intenzione di far parte del film della Amoruso. Continua: “Non ho molto in comune con la mia Vivien, ma è stato bello scavare e giocare con delle ansie che sono diverse dalle mie, soprattutto venendo guidata da Elisa.”.

Time Is Up vede i protagonisti dividersi tra gli Stati Uniti e l’Italia, con Roma che diventa quasi una dei personaggi nel film: “È stato bello girare nella Capitale. C’erano ancora molte limitazioni a causa della pandemia, quindi è stato impressionante muoverci tra le strade del centro senza turisti.” racconta Benji, che va ad approfondire anche come è stato il passaggio da un microfono al cinema “Diventare un attore è un processo che durerà tanti anni. Ho ancora da crescere e maturare, ma sono soddisfatto di questo inizio perché ho dato tutto. Non ho rimpianti perché ho dato il massimo, e quando qualcuno mette tutto se stesso non può fare altro che essere in pace con se stesso.”. Ma la musica non poteva certo essere lasciata indietro, ecco quindi la canzone Up in Flames che Bella Thorne e Benji hanno inserito all’interno del film: “È un’idea che si è aggiunta dopo e anche se Bella non ne era pienamente convinta alla fine sentiamo che racconta il rapporto tra i nostri Vivien e Roy, e ci emoziona perché delinea sia il loro che il nostro percorso.”.

Time Is Up è al cinema dal 25 ottobre e dall’America sono già pronti i termini per un sequel del film. E di cosa ha significato dirigere una coppia nella vita reale e anche nella finzione ne abbiamo parlato proprio con la regista Elisa Amoruso, come trovate qui sotto nella nostra intervista: