Kaitlyn Dever, Michael Keaton, Will Poulter e Michael Stuhlbarg sono tutti protagonisti di questa serie sulle molte vite distrutte dall’Oxycontin

Dal 12 novembre sono disponibili su Disney+ i primi due episodi della nuova serie televisiva Dopesick – Dichiarazione di dipendenza, tratta dal libro bestseller della giornalista americana Beth Macy Dopesick: Dealers, Doctors and the Drugs Company that addicted America (2018). La trama si cimenta con la narrazione della drammatica e scandalosa epidemia di oppiacei, una delle peggiori tra le crisi farmaceutiche della storia degli Stati Uniti, causata dalla vendita massiccia di OxyContin dal 1996 al 2005.

Dopesick – Dichiarazione di dipendenza: i fatti

Nel 1986, Richard Sackler della Purdue Pharma (Michael Stuhlbarg) discute con i membri e azionisti della Purdue il lancio di un nuovo farmaco, l’OxyContin, che è stato “specificamente progettato per trattare il dolore moderato per un uso a lungo termine“. All’apparenza, sarà l’inizio di un nuovo e lucrativo mercato farmaceutico; i medici erano sempre stati diffidenti nel prescrivere oppiacei per il dolore a lungo termine o cronico a causa del rischio di dipendenza ma, teoricamente, l’involucro protettivo dell’OxyContin avrebbe limitato l’assorbimento del farmaco a un periodo di 12 ore; quindi il rischio di dipendenza, secondo la compagnia, era inferiore all’uno per cento. Il farmaco venne lanciato a tappeto nelle zone più povere degli Stati Uniti come Virginia, Kentucky e West Virginia dove, a causa del diffuso lavoro nelle miniere, gli infortuni, e i conseguenti dolori cronici, erano all’ordine del giorno.

Dopesick recensione

Coprendo un arco di dieci anni, la serie intreccia la storia dell’influente famiglia Sackler e della loro società Purdue Pharma e di coloro che hanno cercato di prevenire la sua inesorabile e incontrollata crescita. Questo include una coppia di ostinati e impassibili avvocati americani Rick Mountcastle e Randy Ramseyer (Peter Sarsgaard e John Hoogenakker) che, dopo aver osservato un’allarmante ondata di crimini legati all’OxyContin in Virginia, iniziano a indagare sui meccanismi interni della compagnia farmaceutica e sul marketing ingannevole dell’onnipotente farmaco.

È il personaggio del Dottor Finnix, interpretato da Michael Keaton a diventare presto il nucleo emotivo di Dopesick mentre facciamo un salto indietro nella sua backstory; è il tipo di dottore che ha curato molti dei suoi pazienti – tra cui Betsy, la minatrice di Kaitlyn Dever, che sta risparmiando dalla nascita per potersi trasferire con la sua compagna.

Quando gli viene presentato questo nuovo “farmaco delle meraviglie” dal rappresentante Billy (Will Poulter), è scettico. Ma Billy è stato istruito dai suoi superiori a spingere sulla linea del “fondamentalmente non crea dipendenza“, ed è una tattica efficace: dopo che Betsy si ferisce alla schiena in un incidente di lavoro, Finnix prescrive l’OxyContin e, attraverso la sua amicizia sempre più paterna con Billy (che, a differenza di molti dei suoi colleghi, è scritto in modo da avere uno straccio di coscienza) viene inavvertitamente attirato nell’apparato promozionale della Purdue, partecipando a conferenze sulla “gestione del dolore” in hotel di lusso.

Dopesick dà il meglio di sé quando esplora l’orribile impatto umano di questa epidemia di droga attraverso performance attoriali encomiabili; è anche tristemente affascinante vedere come gli atteggiamenti medici verso gli oppioidi possano cambiare così drasticamente in un periodo di pochi anni. Anche il linguaggio usato per descrivere il dolore cambia repentinamente (“breakthrough pain” e “individualizzazione della dose” diventano parole d’ordine legate all’Oxy).

Dopesick - dichiarazione di dipendenza

Il creatore Danny Strong ha scelto di affrontare la vastità dell’argomento narrativo da più angolazioni, attraverso diverse linee temporali e servendosi di una miscela di personaggi reali e romanzati, nel corso di otto episodi.

Il carisma e l’apporto emotivo di Keaton al personaggio sono encomiabili e confermano la necessità di una presenza attoriale del genere per trainare una narrazione altrimenti altamente confusionaria. Ma tutti i membri del cast regalano performance notevoli in Dopesick: “È arrivato il momento di ridefinire la natura del dolore”, dice Richard Sackler nella scena iniziale. Il presidente della Purdue Pharma, realmente esistito, è raffigurato con cattiva minaccia capitalistica da Michael Stuhlbarg, che si è avventurato in un territorio performativo simile quest’anno in Your Honor. Betsy, è splendidamente interpretata da Kaitlyn Dever, che porta con sé un tale potenza furiosa che non si può distogliere lo sguardo da lei, ricordando il suo altro notevole ruolo nel dramma true-crime di Netflix Unbelievable.

Insieme all’avvilita agente della DEA Bridget Meyer (Rosario Dawson), gli avvocati americani Rick Mountcastle (Peter Sarsgaard) e Randy Ramseyer (John Hoogenakker) sono tra i primi a scoprire l’immorale piano commerciale di Purdue. Diventano il cuore pulsante di Dopesick, che pulsa verso una parvenza di giustizia: con questa densità di personaggi ben delineati, le performance attoriali sono assolutamente lodevoli.

Anche se la rapida non linearità è difficile e scoraggiante all’inizio, il suo scopo ha senso man mano che le sottotrame legano insieme. Considerando la complessità narrativa, è probabilmente il modo più accessibile per raccontare questa storia. A distanza di anni, si vede immediatamente come certe decisioni creano un effetto a catena devastante, incentivato da atti egoistici volti al mero profitto economico. 

DOPESICK – DICHIARAZIONE DI DIPENDENZA, DAL 12 NOVEMBRE SU NETFLIX