In occasione dell’anteprima italiana, abbiamo intervistato sul blue carpet i doppiatori del film: Luca Zingaretti, Álvaro Soler e Diana Del Bufalo

Il viaggio di Mirabel, la protagonista di Encanto (leggi qui la nostra recensione), il nuovo lungometraggio d’animazione Disney, non è la classica quest di un eroe. Si tratta di un viaggio introspettivo, quello che deve necessariamente intraprendere all’interno del proprio sé; un percorso di conoscenza e consapevolezza. Mirabel deve trovare il suo posto nel mondo, ma, soprattutto, deve comprendere il suo ruolo all’interno della famiglia Madrigal.

Viviamo in un mondo accelerato, che ci lascia sempre sulla pelle una sensazione di velocità e ansia. Ci obbliga a concentrare la nostra attenzione verso l’esterno e verso gli altri, senza che ci resti un secondo per guardare dentro di noi. Ancora una volta Disney ci trasporta in realtà spirituali, analizzando la magia del contesto familiare, con pregi e difetti. Ogni persona è un’isola in se stessa, e lo è in un senso molto reale, ma può gettare dei ponti verso le altre isole solamente se vuole ed è in grado di essere se stessa. 

In occasione dell’anteprima italiana di Encanto, svoltasi a Milano, al The Space Cinema Moderno del Duomo, abbiamo potuto intervistare i doppiatori italiani del film, avanzando importanti riflessioni sull’essere se stessi e un senso di inadeguatezza che possiamo sentire quando pensiamo di non essere perfetti abbastanza.

Luca Zingaretti presta la sua voce a uno dei personaggi più belli e misteriosi del film, vittima di un talento/dono che, ahimè, potrebbe ferire e non aiutare: Bruno prevede il futuro, e le sue profezie non piacciono ai componenti della famiglia Madrigal. Costantemente sotto pressione per non deludere Abuela, Bruno vive un conflitto interiore che ha a che vedere con l’accettazione. Accettarci non significa non voler cambiare o migliorare perché ci sentiamo già perfetti nei vari aspetti della vita, bensì permettere a noi stessi di concentrarci su ciò che più amiamo di noi ed anche di diventare consapevoli di ciò che non ci piace, per cominciare a modificarlo.

La storia di Bruno è un po’ come la storia del brutto anatroccolo: è un inno a cercare di essere sempre se stessi, nel bene e nel male.

Ad Álvaro Soler, cantante spagnolo meglio noto per i suoi grandi tormentoni estivi, e all’attrice Diana Del Bufalo abbiamo chiesto come ci sente a cantare in un film Disney. Le loro risposte – che potete trovare nel video qui sopra – sono tutto un “encanto”!

Vi ricordiamo inoltre che Álvaro Soler interpreta la canzone originale “Oruguitas innamorate” nei titoli di coda della versione italiana del lungometraggio. E se anche voi vi siete innamorati della colonna sonora, la potete trovare qui: