Aneddoti, amicizia e lunghi addii: i protagonisti di Gomorra 5 assieme allo scrittore Roberto Saviano ci raccontano la stagione finale della serie

Ciro e Gennaro sono tornati e, con loro, l’ultima stagione dell’acclamatissima serie Gomorra. Quinta stagione, nonché quella conclusiva, per un ciclo partito nel 2006 con la pubblicazione del romanzo omonimo di Roberto Saviano, proseguito con il film del 2008 di Matteo Garrone vincitore a Cannes del Gran Premio della giuria e diventato fenomeno a livello globale con la produzione e la diffusione della serie tv partita nel 2014. Prodotto diventato vero e proprio evento fin dal momento del suo primo rilascio e che ha visto nel tempo aumentare la fama dei due criminali e dell’intero circolo di potere che li attornia. Risultati di fronte a cui lo stesso Saviano rimane scioccato, come dimostra durante la presentazione dei primi due episodi, prima dell’inizio della serie segnato al giorno 19 novembre ancora una volta su Sky.

“È difficile sintetizzare a parole come tutto è cominciato.” riconferma lo scrittore “Quello che sicuramente volevamo fin dal principio era la possibilità di riservare alla serie lo spazio e la profondità che si meritava, il diritto alla complessità che abbiamo cercato di offrire alla storia e agli spettatori cercando di rendere il più possibile questa storia universale. Quando all’estero guardano Gomorra non vedono infatti solo la specificità campana, ma ritrovano le problematiche delle loro periferie in ogni parte del mondo, come più volte mi è stato possibile constatare parlando con la stampa internazionale.”.

Una serie da sempre basata su temi come il potere e cosa questo rappresenta, con l’impossibilità dei personaggi di salvarsi in alcun modo dal loro destino. Continua Roberto Saviano: “Fare una serie come Gomorra ha richiesto coraggio, soprattutto quello dei produttori, che hanno capito che non dovevamo trattare con stravaganza o in maniera para-documentaristica questa tipologia di storia in cui a risaltare è il male assoluto e il fatto che i personaggi agiscono come fanno perché sanno che quella è l’unica prospettiva che hanno: fregare o essere fregati.”.

Narrazioni che, giunte alla loro quinta stagione, indagano sempre più in profondità in questi personaggi incastrati in dinamiche che li vedono destinati alla rovina in un modo o nell’altro, ma che hanno portato incredibile fortuna invece ai loro interpreti. “Mi viene in mente una frase di Ghoete, il quale dice che il teatro è pericoloso come il filo di un funambolo e per questo non vorrebbe che nessuno ci si avvicinasse. Ma per fortuna, su quel filo, non ero da solo.” commenta Marco D’Amore, attore e ormai anche regista degli episodi di Gomorra, oltre alla direzione che lo ha visto coinvolto anche dietro la macchina da presa per il film d’appendice L’immortale (2019) “È impossibile negare che non si sia affrontato un certo pericolo nel maneggiare un materiale come quello offerto da Roberto Saviano, cercando al contempo di rinnovare il linguaggio televisivo e creare qualcosa si spettacolare per il panorama italiano. Questo impegno ha pesato sulla nostra vita, il nostro lavoro, ma personalmente mi ha cambiato l’esistenza e mi ha tolto tanti pregiudizi che avevo su quella mia terra da cui sono voluto scappare all’età di diciotto anni. E ancor più su quelle persone che, a differenza mia, non hanno potuto scegliere diversamente per il loro futuro.”.

Gomorra 5: dal 19 novembre su Sky e in streaming su NOW

È il suo compare Salvatore Esposito a continuare ad elencare gli effetti che Gomorra ha avuto sulla loro strada di attori e anche di persone, tra gli aneddoti e il dispiacere di dover dire addio a una serie di cui sono stati il punto nevralgico: “Un momento che mi porterò sempre nel cuore sarà quando ho incontrato Maradona e mi ha detto che era un mio fan. Non ci potevo credere, lui che diceva di essere fan a me. E questo è solo uno dei momenti di un viaggio faticoso che mi ha fatto crescere come uomo e come artista, un’esperienza che non avrei mai creduto possibile. Quello che è stato fatto non è solo frutto nostro, ma di tutti coloro che hanno collaborato alla serie. Alla fine la conclusione di Gomorra è come quando chiudi una relazione: quando è l’inizio sei euforico, pronto a mille avventure, poi quando sta per finire ripensi a ciò che hai vissuto con malinconia, sapendo però di aver dato il massimo. Non mi resta perciò che aspettare dieci anni e rivedere poi da capo tutti gli episodi della serie.”.

Un vero e proprio gemellaggio quello che si è creato tra Ciro e Gennaro e, ancora più, tra Salvatore Esposito e Marco D’amore, come racconta quest’ultimo: “L’incontro con Salvatore è stata la cosa migliore che potesse capitarmi. Il suo personaggio doveva morire alla fine della prima stagione, ma Saviano è rimasto talmente colpito dall’attrazione sentimentale e fisica che avevamo creato che ha voluto continuare a raccontare la nostra storia.”. Attrazione che ricalca anche il suo collega Esposito: “È una componente che abbiamo messo nel rapporto tra i personaggi rendendoli così incapaci di stare l’uno lontano dall’altro.”. E continua, strizzando anche un po’ l’occhiolino al pubblico su cosa aspettarsi dall’ultima stagione: “La quinta stagione si baserà più su quello che i due non si sono mai detti, piuttosto che sulle loro azioni. Ma quello che posso confermare è che, in ogni caso, sarà l’amore a trionfare.”.

Insieme a D’Amore e Esposito a presentare gli episodi sono anche Ivana Lotito e Arturo Muselli, rispettivamente nei ruoli di Azzurra e Sangue Blu. Il personaggio della moglie di Genny sarà centrale nella quinta stagione, come conferma Lotito: “Azzurra soffre di un’asfissia e una prigionia sia per ciò che riguarda la macro storia di Gomorra, quindi la battaglia tra famiglie, che nel piccolo di quel suo matrimonio in cui deve rinunciare all’amore del marito. Con Salvatore non abbiamo voluto solo mostrare i personaggi all’interno del contesto criminale, ma ci siamo concessi di rappresentarli come un ragazzo e una ragazza che si sono amati e che, se avessero potuto, avrebbero vissuto diversamente la loro storia d’amore.”. Muselli invece si concentra sul mistero del suo Sangue Blu, il quale sarà la chiave di svolta per diverse dinamiche all’interno dell’ultima stagione: “Sangue Blu nella quinta stagione è anestetizzato. La causa sono le continue perdite e i tradimenti che ha subito, che lo mettono in un angolo in silenzio ad aspettare di poter finalmente agire. È un personaggio che ricerca i valori del passato, ma li esprime con la violenza del contemporaneo. Il dubbio che metterà allo spettatore è quindi: tornerà ad agire o morirà in se stesso?.”.

Gomorra 5 sarà in onda dal 19 novembre su Sky e in streaming su NOW.