Per tutta la vita è un film corale che vede le coppie al suo interno dover affrontare un dilemma: se scopriste che il vostro matrimonio è annullato, vi sposereste di nuovo?

Sinossi di Per tutta la vita:

Un prete per decenni ha celebrato matrimoni senza avere il potere di farlo. Così una serie di coppie dovranno decidere se ripromettersi amore per sempre o cambiare direzione nella vita.

Recensione di Per tutta la vita:

Per tutta la vita è un film quasi fuori tempo massimo eppure nonostante questo riesce a non farsi completamente rigettare. Il tema è certamente eterno, quello delle relazioni e delle incrinature che possono subire soprattutto dopo anni di vicinanza e convivenza, ma è in sé lo spirito con cui è stato girato e il cast scelto che porta un sentore di già visto e ormai passato, che non inficia enormemente sul risultato finale, risentendone però sul computo generale.

Sarà che alla regia e dietro i riflettori ci sono quelle firme che avevano saputo cogliere perfettamente l’animo dei rapporti nel 2016 con Perfetti sconosciuti e che con Per tutta la vita sembrano riproporne una versione depotenziata e priva di cellulari. Alla direzione del film vi è infatti quel Paolo Costella che aveva sceneggiato insieme a Paolo Genovese l’opera amara su un gruppo di amici e i segreti che custodivano nei loro smartphone. Questa volta invece è Genovese a nascondersi dietro alla scrittura della pellicola a cui va aggiungendosi anche il tocco di Antonella Lattanzi, in uno scambio reciproco che mantiene un bacino di conoscenze e sentimenti comuni che vanno inserendo le proprie affinità all’interno delle loro opere. È così che Per tutta la vita ha insieme quel sapore da dramedy già percepito nelle filmografie di tali autori e che ne impedisce una visione totalmente scollegata da un universo che non può risultare totalmente originale pur riuscendo a catturare l’attenzione dello spettatore.

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Tutte le sfumature del “sì”

Di sicuro a valerne la pena è quel piccolo, ma profondamente significante tassello iniziale che va ponendo in una situazione di dubbio e incertezze i personaggi. La scoperta dell’annullamento dei loro matrimoni avvenuto secondo una truffa prolungata e reiterata da un prete della chiesa di San Cosimato a Roma, che avrebbe celebrato nel corso degli anni decine e decine di cerimonie senza mai poterne concretizzare nessuna, rendendo vacua la promessa degli sposi partecipanti. La domanda è perciò cosa faresti se uno dei momenti di svolta della tua esistenza venisse stravolto e ribaltato. Staresti ancora con la persona che avevi creduto di sposare o cercheresti un nuovo inizio per una vita slegata da quel giuramento avvenuto, ma mai consacrato?

Quesito che è centro e fulcro di Per tutta la vita e le cui risposte vengono ogni volta riviste ed espresse da un cast corale che ripercorre sullo stile di Manuale d’amore tutte le variazioni dei rapporti e come una piccola miccia possa far scatenare un incendio forse solamente sopito e destinato fin dal principio a divampare. È dunque con chi il matrimonio non vuole ripeterlo che si trova a dover dialogare l’opera, con chi invece ne è certo tanto da volerlo ampliare con l’arrivo di un figlio, chi la maternità credeva sempre di averla voluta e si ritrova improvvisamente a dover scendere a patti con la sua nuova idea di futuro senza bambini.

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Come Per tutta la vita può interagire col pubblico

Sono temi classici quelli che Costella con i suoi collaboratori scelgono di sviscerare, ma proprio perché come appartenenti all’universalità degli interscambi umani risultano in grado di poter dare uno spettro forse rivisto per l’ennesima volta dalle narrazioni cinematografiche, ma ancora una volta in grado di poter parlare in maniera diretta al nostro vissuto. Così la domanda dallo schermo rimbalza allo spettatore, che viene portato a riflettere sulla voluttuosità dei rapporti e sulla fragilità che li tiene costantemente insieme, pronta in qualsiasi istante a spezzarsi.

È per questo che pur non mostrandosi inedito o unico a pieno, pur non eccellendo per sguardo narrativo o scrittura sopraffina, Per tutta la vita riesce comunque a interagire con l’emotività dello spettatore. A generare subbuglio, a porlo in condizione di dover affrontare i suoi timori più intimi sull’amore e come si trasforma. Un’opera semplice, ma che può dire molto al grande pubblico. Che non ha la potenza di Perfetti sconosciuti, ma sa portare comunque lì, dove le relazioni sono costantemente gracili.