Sex and the city, moda, outfit e un reboot in arrivo: conoscete la costume designer Patricia Field? Preparatevi al revival della serie HBO “And Just Like That…” con stile!

Debutta su Sky e NOW, in contemporanea con l’esordio negli Stati Uniti, AND JUST LIKE THAT…, il nuovo capitolo della rivoluzionaria serie TV Sex and the City del produttore esecutivo Michael Patrick King. I primi due episodi dello show, in versione originale con sottotitoli in italiano, saranno disponibili da giovedì 9 dicembre on demand su Sky e in streaming su NOW dalle 9.00. Sabato 11 dicembre andranno in prima serata su Sky Serie, mentre il sabato successivo, 18 dicembre, sempre su Sky Serie partirà la versione doppiata in italiano. Nell’attesa di rivedere Carrie Bradshaw e compagne (non tutte, purtroppo) tra le strade di Manhattan, è il caso di fare un balzo indietro nel tanto, là dove tutto iniziò. 

Correva l’anno 1998…

Era l’anno 1998 e tutto stava per cambiare: il 2000 era alle porte e, con quel misto di paura ed eccitazione, aveva in serbo grandi novità. I cellulari non avevano ancora internet, non esistevano gruppi su whatsapp e, per lasciare le note vocali, si usavano le segreterie telefoniche. In questo clima di grandi cambiamenti, uno in particolare era destinato a mutare per sempre le regole della tv e dello stile.

In quel 6 giugno 1998 una giovane ragazza girava per le strade di New York con uno sguardo sbarazzino ed impertinente, la sua zompettante passeggiata veniva interrotta dagli schizzi d’acqua sollevati da un autobus. Indossava un body rosa e un tutù bianco, e l’insegna pubblicitaria che la ritraeva sul bus di passaggio citava: “Sex and the City | Carrie Bradshaw conosce il buon sesso (e non è spaventata di chiederlo.)”

Iniziava così Sex and the City.

Nelle sue sei stagioni la serie HBO, con protagoniste Sarah Jessica Parker, Kim Cattrall, Kristin Davis e Cinthia Nixon, ha riscritto le regole della serialità, portando sullo schermo quattro giovani donne di successo alle prese con i problemi d’amore, la carriera, i sogni, la vita, senza dimenticare i bisogni sessuali che, fino ad allora, almeno per ciò che riguardava i prodotti televisivi, sembravano essere una caratteristica propria del maschio alpha. 

Grazie all’amore della sua protagonista per la moda e per le scarpe in particolare, la serie è diventata il punto di riferimento per tutte le fashion addicted di questo mondo (E NON SOLO!) che hanno visto negli outfit di Sarah Jessica Parker delle incredibili lezioni di stile da cui trarre ispirazione ancora oggi. 

Sarah Jessica Parker è Carrie Bradshaw in Sex and the City.

La mente dietro la moda: chi è Patricia Field?

Ammettiamolo, tutte noi vorremmo indossare uno degli outfit di Carrie Bradshaw! Lei, che è la giornalista di New York con l’innata capacità di abbinare abiti da 10 dollari a costosissime Manolo Blahnik. Abbiamo adorato i suoi outfit e invidiato la sua mitica cabina armadio. Oggi, in questo nostro approfondimento, ci concentreremo sulla mente della moda dietro l’icona. Chi ha creato i fantastici outfit di Sex and the City? 

La sola e unica Patricia Field. La costume designer della serie ha impresso nella memoria dei fan dello show lo stile di Carrie, Samantha, Charlotte e Miranda, creando loro un’identità definita e multisfaccettata, utilizzando la moda come autoaffermazione. 

Classe 1942, la stilista e costume designer nasce e cresce nella città di Astoria, nel Queens. Debutta nella moda grazie all’incontro con Sarah Jessica Parker nel 1995, con la quale collabora creando i costumi per il film Miami Rhapsody (1995) .

In questi ultimi vent’anni ha adattato il suo lavoro alle mode e ai gusti del nuovo secolo, in continuo movimento, partendo dallo stile urban, casual e, quasi sempre, griffato di Sex and the City, arrivando fino alla generazione Z , con l’icona moderna (e social) di Netflix: Emily in Paris, senza dimenticare il tassello più importante della sua carriera cinematografica, Il Diavolo veste Prada.

Com’è nata l’icona fashion Carrie Bradshaw

All’inizio della serie, mentre per i personaggi di Miranda, Samantha e Charlotte il percorso stilistico era già ben chiaro, meno definito era il profilo di Carrie Bradshaw, che non doveva solo rappresentare una donna a New York in cerca di affermazione e di un futuro certo, ma che con i suoi abiti doveva dialogare anche, e soprattutto, con la città in movimento. Il suo personaggio doveva nascere, crescere e definirsi parallelamente allo sviluppo della serie. 

In moltissime interviste rilasciate negli anni, Patricia Field si è sempre dimostrata incredula nei confronti del successo planetario dello show negli anni, per questo, col senno di poi, la prima stagione di Sex and the City è stata sicuramente la più stimolante.

Non era facile creare il guardaroba di quella che poi sarebbe diventata una vera e propria icona da imitare: i suoi abiti e i suoi accessori dovevano parlare prima di lei, comunicando: una grande propensione allo shopping, freschezza, moda, vintage. Nella cabina armadio di Carrie, insomma, non potevano mancare scarpe di lusso (Manolo Blahnik) e invidiabili clutch di Fendi. La Field ha raccontato spesso che la sfida più grande arrivava prima di tutto dai “NO” ricevuti dalle maison di moda, a cui la produzione si rivolgeva per chiedere in prestito alcuni capi.

Con l’avvento della seconda stagione, la situazione iniziava a cambiare: le grandi case di moda iniziavano a fare una corte spietata a Patricia Field per poter inserire un loro capo all’interno di un episodio della serie. E se quest’ultima descrizione vi ricorda vagamente il “product placement”, significa che siete all’interno dell’articolo giusto!

Il processo creativo

Il processo creativo che ha portato alla creazione dei personaggi di Carrie, Samantha, Charlotte e Miranda è nato dalla collaborazione di patricia Field con le stesse attrici che le interpretavano. Senza il loro contributo e la loro personale visione del personaggio, non ci sarebbero stati sostanza e spessore: l’outfit non sarebbe stato credibile! Ne è un esempio la famosa collanina con il nome di Carrie. Il bijou diventa l’emblema della volontà della protagonista di mettere se stessa davanti a tutti, un reminder del self-care che è diventato un must have imperdibile.

In molte occasioni Patricia Field ha parlato dei suoi pezzi preferiti del guardaroba di Carrie e di come questi abbiano dato una marcia in più alla storia. Dalle spille floreali oversize (volute fortemente da SJP in persona) alla famosa t-shirt “J’adore Dior” che Carrie indossa nel secondo film sequel, abbinato a una con gonna in taffetà di seta, fino allo splendido abito di Versace sfoggiato nell’ultimo episodio della serie TV.

And Just Like That… 

Sappiamo che Patricia Field non ha firmato gli outfit del revival And just like that… a causa del suo precedente impegno sul set di Emily in Paris 2, ma la sua eredità è stata raccolta da Molly Rogers, la sua storica assistente,  con cui ha lungamente collaborato sul set del fashion show. Impossibile fare paragoni tra le due costumer designer che si trovano a vestire le medesime protagoniste in una nuova fase della loro vita, alle prese con una maggiore consapevolezza di sè e padrone delle loro vite. La Rogers avrà superato la prova? Lo sapremo dopo il 9 dicembre, quando Carrie, Charlotte e Miranda torneranno sullo schermo per nuove ed emozionanti avventure.

E noi siamo pront* a salire su questo nuovo red carpet. 👠