Matthew Vaughn, l’attore Ralph Fiennes e il resto del cast ci parlano di The King’s Man – Le origini, tra Prima Guerra Mondiale e spy movie.

La sartoria più chic del cinema riapre e lo fa per raccontarci l’inizio della sua storia. The King’s Man – Le origini è il terzo film della saga apertasi nel 2014 con KingsmanSecret Service e che con il suo ritorno ci porta direttamente negli anni della prima Guerra Mondiale per raccontarci della nascita del circolo di spie composto da gentiluomini e gentildonne. “Tutto è cominciato perché Ralph ha accettato.” racconta Matthew Vaughn, regista della serie di film incentrati su questo circolo di persone straordinarie pronte a proteggere il proprio paese e chiunque in difficoltà. E il Ralph a cui fa riferimenti è niente meno il Fiennes attore britannico che nonostante una carriera ricchissima ha avuto finalmente la possibilità di destreggiarsi in qualcosa di nuovo e mai affrontato.

“L’arma prediletta dal mio personaggio Orlando Oxford è la spada ed è con quella che deve difendersi.” dichiara Ralph Fiennes “E nonostante a teatro e soprattutto con le opere shakespeariane ho potuto sperimentare delle sequenze di combattimento, non avevo mai avuto la possibilità di prendere parte a scene che mi facessero sentire uno spadaccino. Quando ho accettato la parte c’era un piccolo me interiore che diceva: che bello, finalmente combatto con una spada! E da questa occasione è nata una bellissima scena all’interno di The King’s Man – Le origini come quella tra il mio personaggio e quello di Rasputin.”.

Tra combattimenti e rapporti padre-figlio

Come accaduto per le precedenti pellicole anche il terzo lavoro di Vaughn incentrato sulle sue fedeli spie doveva avere un cast d’eccezione, ma al contempo ciò su cui di più importante c’era da concentrarsi era la stesura di una nuova storia. Racconta il regista: “Doveva essere un film completamente diverso dai precedenti. Con KingsmanSecret Service e KingsmanIl cerchio d’oro eravamo di fronte a un’agenzia già adulta, qui era come se si avesse a che fare con un bambino perciò la narrazione e l’ambientazione dovevano essere completamente diverse. E poi il sangue. Dovevano esserci molto sangue e molti viaggi.”. Una scelta, quella della Prima Guerra Mondiale, legata quindi sempre alle esigenze di un’operazione fresca. Continua Matthew Vaughn: “Quando abbiamo scelto il periodo storico non lo abbiamo fatto pensando al franchise, ma desiderando qualcosa di epico. Vedi un mucchio di film sui supereroi e l’ambientazione è sempre la stessa. Ma è la creatività che mi muove e sentivo che questa era la strada giusta.”.

Un racconto storico, d’azione, pieno di sequenze adrenaliniche, ma che contiene al suo interno al contempo una commovente relazione padre-figlio vissuta dai personaggi di Ralph Fiennes e Harris Dickinson. Ma come hanno costruito insieme questo meraviglioso rapporto? “Quando sai di una relazione così tra padre e figlio leggi lo script e ti domandi come potrà mai essere. Questa volta invece si capiva fin da subito. Si percepiva così profonda, sensibile e molto attuale.” ha commentato Fiennes “Matthew ha saputo guidarci. Ma a un certo punto ci ha lasciato andare e lì ho capito che la nostra unione era cresciuta e così anche quella nel film.”. Commenta in seguito Dickinson: “Siamo arrivati a questo tipo di rapporto in modo molto naturale. Quella era la chiave per poter far funzionare le relazioni all’interno del film.”.

The King’s Man – Le origini: dal dal 5 gennaio in sala

Anche il giovane Harris Dickinson ha avuto modo di destreggiarsi in scene action pirotecniche e emozionanti di cui ha parlato: “Sono riuscito a portarle a termine soprattutto grazie alla partnership tra tutti i settori e nel particolare con l’aiuto dei miei stunt. È stato divertente perché ho avuto l’occasione di prendere parte a uno di quei film che avrei piacere di vedere.”. A prendersi cura della crescita del personaggio di Conrad, interpretato da Dickinson, è l’attrice britannica Gemma Arterton nel ruolo dell’austera e ferma Polly. Mira perfetta e protagonista di una delle scene da lei definita “disgustata”: “La sequenza del formaggio è stata…disordinata! C’è questo momento in cui Polly è in mezzo a del fuoco incrociato e viene riempita di formaggio. Dopo averla girata Matthew mi ha guardata e ha detto: ne serve di più! È stato schifoso, grazie Matthew!”.

C’è chi però si è fatto davvero in tre per The King’s Man – Le origini e non in senso metaforico. L’attore Tom Hollander interpreta infatti lo zar russo e i due monarchi uno britannico e uno tedesco uniti da un legame di sangue, nonché pedine trainanti della Prima Guerra Mondiale. “Fortunatamente non li giravamo tutti lo stesso giorno!” dichiara l’interprete “Anche perché ci volevano davvero molte ore di trucco. Moltissime! Dovevo poi stare attento agli accenti, non volevo che quello russo e quello tedesco si confondessero. Ma è stato intelligente da parte di Matthew Vaughn voler far vestire questi tre ruoli ad un unico attore, perché in fondo il primo conflitto mondiale riguardava un affare di famiglia.”.

Alla corte dello zar non poteva mancare Rasputin, figura quasi più mitica che storica, come afferma Rhys Ifans, il quale lo interpreta nel film: “Quando lo studi a scuola hai difficoltà a credere che sia realmente esistito. È un tipo intrigante, anche nel suo aspetto. Nelle foto che abbiamo sembra sempre che ti stia guardando negli occhi. Questo suo essere mistico mi ha attratto molto perché permetteva di ripetere molti aspetti performativi che riguardavano come si comportava.”. E se da una parte c’è la storia che diventa mito, dall’altra c’è il mito che diventa storia. Nel ruolo di Shola, l’attore Djimon Hounsou diventa una sorta di Merlino. Dichiara Hounsou: “Ciò che più ho apprezzato è stato questo entrare nella storia. La prova fisica è stata importante perché la pellicola conteneva molte scene d’azione. Ma è stato bello portare dietro anche qualche ferita.”.

The King’s Man – Le origini è al cinema dal 5 gennaio distribuito da Walt Disney Studios Motion Pictures.