Sing 2 arriva al cinema dal 23 dicembre. In occasione della presentazione al TFF39, abbiamo intervistato il regista Garth Jennings.

Può capitare che un sequel superi il film da cui prende ispirazione? Sì, ed è proprio il caso di analizzare quello che succede in Sing 2, il nuovo lungometraggio d’animazione targato Illumination, in uscita nelle nostre sale il 23 dicembre grazie a Universal Pictures Italy. 

Se Sing riguardava la ricerca del coraggio per inseguire i propri sogni, Sing 2 riguarda il superamento dei limiti che gli altri  pongono ai nostri sogni, o che noi stessi ci poniamo.

All’inizio del film, Buster Moon ha uno spettacolo di successo nel suo teatro locale, ma si chiede se ha raggiunto il massimo del proprio potenziale. “Buster ce l’ha fatta nella sua piccola città, e ha molto successo, ma si pone sempre la domanda: ‘Posso aspirare ad un livello superiore, o rimarrò un ragazzo di provincia con una visione limitata e un piccolo cast?’ ” ha affermato il produttore Chris Meledandri. Quando Suki Lane, una talent scout, dice a Buster che il suo spettacolo non è abbastanza per i grandi campionati, lui si scoraggia … ma poi riaccende la sua ambizione. “All’inizio del film, è quasi come se a Buster fosse stato detto: ‘Hai raggiunto il tuo limite nella vita; non puoi andare oltre”, dice Meledandri. “Ma si rifiuta di accettarlo. E la chiave del successo ora risiede dentro di sé. In Sing 2 ogni personaggio è alle prese con i propri problemi e, sebbene il loro successo sia legato alla straordinarietà dello spettacolo, nella sua essenza parla di ognuno di loro, e di come affrontano i propri demoni”.

Bisogna insomma fare leva sulle nostre ambizioni, cercare di raggiungere il massimo, senza esagerare, ma se abbiamo un sogno, è da quello che ci dobbiamo far guidare. A tal proposito, in occasione dell’anteprima italiana del film avvenuta al Torino Film Festival, abbiamo intervistato il regista e sceneggiatore Garth Jennings, con cui abbiamo parlato di potenziale, doppiaggio e coreografie. 

Guarda l’intervista:

Per lo sceneggiatore-regista Garth Jennings, c’erano alcuni intriganti parallelismi tra le aspirazioni creative di Buster e le sue. Incredibilmente, Sing è stato il primo film d’animazione di Jennings. “Se il primo film prevedeva il superamento dell’esame di guida, il secondo prevedeva la possibilità di andare in giro in macchina”, afferma Jennings. “All’inizio avevo delle idee, ma poco ambiziose: emergono sempre cose nuove a cui non avevo pensato, soprattutto perché le nostre aspettative su tutta la linea erano cresciute enormemente. E con esse affioravano nuove sfide. In un certo senso ci siamo trovati nella stessa posizione dei nostri protagonisti; volevamo andare ben al di là di quello che avevamo raggiunto la prima volta. Sotto ogni aspetto, stavamo cercando di portarlo ad un livello successivo”.

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