Dalla terapia di coppia al backstage sanremese, dalle mete esclusive alla sincerità di Fedez: 5 motivi per vedere The Ferragnez su Prime Video.

È destinato a far parlare di sé il docu-reality The Ferragnez, e la cosa non stupisce affatto. Autogestito e autocelebrativo, ludico e autoironico, l’ultimo prodotto firmato Chiara Ferragni e Fedez mostra in otto episodi tutto quello che i social non riescono a mostrare in un post o una storia, ritagliando su molteplici linguaggi stralci di un quotidiano esclusivo e di un dietro le quinte di coppia, di una sovresposizione disinibita e pluri mediatica che, volente o nolente, ha cambiato le sorti della comunicazione di sé. Se non l’avete ancora fatto, ecco cinque motivi per guardare la serie su Prime Video, disponibile dal 9 dicembre.

1) L’armonia delle differenze: terapia di coppia e divergenze caratteriali

Se Chiara è pragmatica, radiosa, colma di positività; Fedez è riflessivo, restio a esprimere affetto, prudente a fidarsi degli altri. Il ritratto che viene fuori dalla serie è quello di una coppia fondata sulle differenze, di indole e di sensibilità, di approccio al concreto e del vissuto personale; una disarmonia armoniosa che, anche a detta dei familiari, funziona proprio perché incastrata con facilità, fino però a un punto di rottura. Sdoganando l’aura di infallibilità del loro rapporto, con The Ferragnez Chiara e Fedez decidono di mostrare la reciproca vulnerabilità e le telecamere arrivano in uno studio di terapia di coppia dove i due si aprono (quasi) completamente, guidati da uno psicologo milanese che noi non vediamo mai in volto. Il coraggio di esporsi non manca, e forse molte coppie coglieranno la possibilità di riconoscersi.

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2) Viaggi, cabine armadio e un po’ di sana invidia: il life-style che non avremo mai

Il fatturato dei Ferragnez sarà da capogiro e altrettanto lo è il loro stile di vita. Dalla villa sul Lago di Como affittata per Natale, fornita di neve artificiale, giostra per Leo e pista di pattinaggio, all’hotel di Courmayeur esclusivamente riservato al loro pernottamento, quando l’imprenditrice digitale decide di prendersi un giorno di pausa non lo fa di certo sul divano di casa (come noi) e il ventaglio di possibilità si dispiega su mete esclusive e da sogno, lusso e sovrabbondanza. Da sogno è anche la cabina armadio di Chiara: la (vera e propria) camera ricolma di abiti, accessori, scarpe è il luogo sacro per i selfie e per le promozioni di prodotti da lei pubblicizzati. Le fashion addicted di mezzo mondo rimarranno incantate.

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3) Backstage e riunioni di ufficio: quaderni a righe e telefonate sanremesi

Un aspetto interessante e fuori dalla rappresentazione domestica mostrato dai primi cinque episodi è senz’altro il lato professionale della coppia: l’uno impegnato tra la società di produzione quotata in Borsa e lo studio di registrazione, l’altra divisa tra il backstage fotografico di una copertina e la riunione in ufficio per raccogliere i dati degli ultimi quaderni a marchio Chiara Ferragni venduti. Entrare in un meeting a Piazza Affari, o nello studio fotografico di Vanity Fair non è cosa di tutti i giorni, figuriamoci sentire al telefono Amadeus parlare al telefono con Fedez dopo il passo falso di quest’ultimo dell’involontaria pubblicazione del brano con Francesca Michielin a Sanremo 2021.

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4) L’imbarazzante sincerità di Fedez: normalizziamo tutto!

Una porzione abbondante del lato sincero e genuino della serie si deve senza dubbio a Federico Lucia in arte Fedez. Il rapper milanese non ha di certo remore ad esporsi per nobili cause sociali e politiche, e altrettanto lo è per esprimere con ritrovata normalità alcuni aspetti del quotidiano che Chiara fatica ad accettare. Dopo l’egregio tentativo di de-stigmatizzazione dello studio psicologico, Fedez ha dalla sua la capacità ardita di esprimere apertamente il ‘bisogno’ di dover utilizzare il wc (mettiamola così) in momenti meno opportuni, con una sincerità lampante e stridente alla compostezza della moglie che lascia spiazzati e divertiti. Se non è identificazione e riconoscibilità questa…

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5) Vedere per farsi un’idea: l’inevitabile presa di posizione

Più che una critica di settore, sebbene alcuni errori di punti di vista e di scrittura emergano e compromettano l’intento e la genesi stessa di ‘documentabilità’ del reale, The Ferragnez passa la palla al singolo spettatore: l’unico davvero in grado di restituire un’opinione soggettiva a questo prodotto. Divisivo, parziale, e ‘di parte’ il docu-reality ha la capacità di generare una riflessione, interessante e spietata, sulla contemporaneità e sulla sovraesposizione mediatica di sé; se sia giusto o no mostrare la propria vita, donare così tanto (troppo?) di momenti che dovrebbero rimanere intimi ed esclusivi. Non c’è una logica o una verità univoca, ci sono piuttosto la visione e la singola mentalità di chi (li) guarda. E va bene così.