Dalla presentazione al Festival di Cannes 2021 al Golden Globe come miglior film straniero, Drive My Car continua a fare incetta di premi

Drive My Car è un film drammatico giapponese del 2021 co-scritto e diretto da Ryusuke Hamaguchi, basato sul racconto omonimo di Haruki Murakami del 2014, Uomini senza donne. È stato selezionato per competere per la Palma d’Oro al Festival di Cannes 2021, dove si è aggiudicato  tre premi, tra cui quello per la migliore sceneggiatura, ed è stato poi scelto per rappresentare il Giappone nella categoria Miglior Film Straniero alla 94ª edizione degli Academy Awards, entrando ufficialmente nella shortlist resa pubblica a dicembre 2021. Alla 79esima edizione dei Golden Globe, la pellicola si è aggiudicata il premio per il Miglior Film Straniero.

La trama del film segue Yusuke, un attore e regista di teatro, che non si è più ripreso dalla improvvisa scomparsa della moglie, una drammaturga. Due anni più tardi gli viene chiesto di mettere in scena Zio Vanja per un festival ad Hiroshima; lì, gli viene assegnata un’autista, giovane e riservata, con cui, durante i viaggi a bordo della sua Saab 900, finirà con lo stabilire un legame più significativo di quanto si aspettasse.

In Italia, Drive My Car è stato distribuito da Tucker Film a partire dal 23 settembre 2021.

Drive My Car film

Ryusuke Hamaguchi è tra i più celebri registi e sceneggiatori orientali conosciuti in Europa, con una lunga precedente carriera focalizzata sul genere documentaristico. A 37 anni, decide di dirigere il suo primo lungometraggio, Happy Hour, premiato al Festival di Locarno, girato senza attori professionisti e incentrato sulla vita di tre amiche di Arima, che dovranno fronteggiare l’amarezza di eventi inaspettati. Quest’anno, Hamaguchi ha preso a cuore altri due progetti oltre a Drive My Car: ha lavorato alla sceneggiatura di Wife of a spy di Kiyoshi Kurosawa e ha scritto e diretto Il gioco del destino e della fantasia, vincitore dell’Orso d’argento a Berlino, che segue tre donne alle prese con le problematiche delle relazioni contemporanee in diversi contesti: l’amica di una giovane donna si innamora del suo ex, mentre uno studente amareggiato chiede al suo amante di incastrare il suo professore. Infine, due vecchi amici si ritrovano dopo 20 anni.

Drive My Car è un viaggio di auto-scoperta e guarigione, il cui soggetto ha fin da subito catturato l’attenzione di Hamaguchi poiché accoglie il tema della recitazione come suo fulcro narrativo: “Recitare significa appropriarsi di identità multiple, il che è una forma di follia socialmente accettata, per così dire”, dice Hamaguchi. “Farlo come lavoro è ovviamente estenuante, e a volte provoca anche dei tracolli. Ma conosco persone che non hanno altra scelta che farlo. E queste persone che recitano per vivere sono di fatto guarite da quella follia, che permette loro proprio di continuare a vivere”.