Il regista Fabio Resinaro e i protagonisti Francesco Montanari e Laura Chiatti parlano del fatto di cronaca reale di Ero in guerra ma non lo sapevo

Prodotto da Rai Cinema, da Èliseo Entertainment e con il sostegno di Regione Lazio arriva il 24, 25 e 26 gennaio al cinema Ero in guerra ma non lo sapevo, film che prende dai veri fatti accaduti sul finire degli anni Settanta e che videro l’orefice Pierluigi Torregiani rimanere coinvolto negli atti di terrorismo del gruppo PAC guidato da Cesare Battisti. Una storia di cronaca italiana riportata in vista finzionalmente dalla sceneggiatura di Mauro Caporiccio, Carlo Mazzotta e il regista del film Fabio Resinaro, per un racconto che parte dal libro omonimo scritto nel 2006 dal figlio della vittima Alberto Torregiani assieme alla collaborazione di Stefano Rabozzi.

A vestire i panni del risoluto venditore è Francesco Montanari, che abbandona il suo tipico romano che ha reso famoso il suo personaggio del Libanese nella serie di Romanzo criminale, assumendo l’accento nordico del gioielliere rimasto mortalmente ferito nel 1979 davanti al suo negozio. “Penso che questa figura può sembrare come primo approccio respingente.” spiega Montanari, contestualizzando l’interpretazione del suo Torregiani e cercando di esplorarne l’interiorità dopo quello che ha dovuto passare. Continua: “Non credo si tratti di arroganza la sua, ma del non voler sottostare a qualcosa che, purtroppo, in quel momento era più forte di lui. Sente come che il meccanismo in cui era inserito improvvisamente finisce per incepparsi e lui, che nella vita è un artigiano, non riesce ad accettare che la sua esistenza cambi per qualcosa che non dipende da sé. Quello che si domanda è: perché devo sottostare a una prepotenza esterna quando non ho fatto niente?”.

Un’interpretazione a cui l’attore si è approcciato volendo portare a galla più questo aspetto psicologico e emotivo, piuttosto che creare una replica vuota di Pierluigi Torregiani. Aggiunge l’attore: “Ero in guerra ma non lo sapevo non è un docufilm, ma un’opera ispirata a una storia di cronaca italiana. Con il regista Fabio Resinaro abbiamo perciò deciso di portare la nostra versione di Pierluigi Torregiani mostrando come può dimostrarsi un uomo che non vuole svelare le sue debolezze.”.

Ero in guerra ma non lo sapevo: Fabio Resinaro e Laura Chiatti su libertà e famiglia

Ad intervenire sulla libertà privata all’uomo subentra lo stesso Fabio Resinaro: “Questo evento ci racconta di un uomo che tiene alla sua indipendenza e che viene inserito invece in una narrazione di sistema. Non è importante capire se avesse ragione o torto, ma quanto è difficile per una persona entrare in certi ingranaggi più grandi di lui. Quella che abbiamo cercato di portare avanti è una riflessione che cerca di far ragionare sul ruolo della stampa e la parte che può giocare nel mettere determinate persone nel mirino. Era questo che volevo raccontare: come alcuni individui finiscono per diventare un simbolo per stendere tesi e antitesi.”.

Accanto a Francesco Montanari e ripresa dal regista Resinaro compare anche Laura Chiatti nel ruolo di una moglie che attraversa i cambiamenti della visione della vita borghese e che affronta accanto al marito le difficoltà di un momento ostico. Dichiara Chiatti: “Il mio personaggio diventa madre in maniera diretta adottando questi tre figli. Ciò la rende da subito protettiva e i silenzi che si instaurano dentro la casa rendono la potenza di una paura che è quella di una donna per la salvaguardia di suo marito. C’è una forza emotiva che viene come rotta sfaldando l’equilibrio della famiglia che solo la morte, forse, finisce per ricomporre.”.

ero in guerra ma non lo sapevo

Ero in guerra ma non lo sapevo al cinema come evento speciale il 24, 25 e 26 gennaio

Come rappresentante di quel momento di vita vissuto ed essendo parte attiva della realizzazione del film visto che la base di Ero in guerra ma non lo sapevo prende dal suo stesso libro, anche Alberto Torregiani riporta il proprio ricordo del padre e l’importanza per lui e per la storia italiana di condurre nuovamente questo fatto sotto i riflettori. “Francesco Montanari si è rivelato di una sensibilità enorme.” commenta Alberto Torregiani “Insieme a Fabio Resinaro sono riusciti a percepire quello che mi aspettavo dalla rappresentazione di mio padre. Non volevo che passasse per un perbenista, qualcuno che stava per forza nel giusto o come una vittima sacrificale. Era esattamente come viene descritto nel film: forte, austero, pronto ad andare contro le difficoltà. Il suo sogno non era quello di essere un borghese, ma di poter realizzare i suoi sogni, soprattutto in riferimento alla propria famiglia. Ricordo i silenzi, gli sguardi bassi di quel periodo, l’aria preoccupata. Quello che ha vissuto era un incubo, ma non ha mai voluto arrendersi.”.

Ero in guerra ma non lo sapevo, distribuito da 01 Distribution, arriva al cinema come evento speciale il 24, 25 e 26 gennaio al cinema, mentre il 16 febbraio in occasione dell’anniversario della morte di Pierluigi Torregiani sarà trasmesso in prima serata su Rai 1.