Nessuna parata di star, nessun red carpet e nessuna diretta: i Golden Globes 2022 si svolgeranno privatamente e non ci sarà nemmeno un live streaming. Perché?

È con una certa nota di malinconia che ci approcciamo alla scrittura di questo articolo. Chi ci conosce e segue da anni sa che il live coverage di kermesse cinematografiche come i Golden Globes rappresenta una delle nostre specialità. Ma è con molta franchezza che invece ci accingiamo a spiegarvi i motivi che hanno costretto alla Hollywood Foreign Press Association a rinunciare alla parata di stelle, alla cerimonia di consegna di quelli che sono considerati, fino a oggi, l’anticamera degli Oscar.

La fine di un’era?

Per anni l’emittente televisiva NBC ha trasmesso in diretta la cerimonia dei Golden Globes, pagando fino a 31 milioni di dollari all’anno agli organizzatori della Hollywood Foreign Press Association, la stampa estera che si occupa di assegnare premi. Qualcosa è cambiato, noi siamo cambiati, e dopo anni di silenzi, la medesima associazione si vede oggi travolta da scandali non solo finanziari: discriminazione, sessismo, mancanza di inclusività e poca trasparenza. L’appuntamento di domenica prossima, 9 gennaio, non verrà trasmesso da nessuna parte – neppure in streaming – perché la NBC si è rifiutata di mandarlo in onda. I vincitori verranno giusto annunciati solo sul sito dei Golden Globes 2022.

L’immagine del dinner party più esclusivo d’America sta diventando sempre più fosca: Tom Cruise ha restituito i suoi tre Globes in segno di protesta. Scarlett Johansson si è rifiutata di prendere parte a qualsiasi altro evento HFPA parlando di “domande sessiste” da parte di componenti della stampa estera al confine, dice, “con le molestie”. Mark Ruffalo, nostra amata star di Avengers, ha affermato di non essere “orgoglioso o felice” di aver ricevuto una nomination.

Per dovere di cronaca, sul nostro sito troverete lunedì mattina un articolo contenente la lista dei vincitori, ma la decisione presa dalla NBC e il boicottaggio da parte di tutto lo showbiz ci trova alleati. Il cambiamento, in fondo, inizia da noi.

Lady Gaga ai Golden Globes del 2019.

Lo scandalo finanziario

A finire sotto accusa sono state anche le nomination e le modalità di assegnazione dei premi. Secondo quanto affermato dalla testata LA Times, a febbraio nel 2019 30 appartenenti alla stampa estera sono stati a Parigi per due notti in un hotel da 1.400 dollari a notte fornito dalla Paramount Network, che produce Emily in Paris. Lo show, magicamente, ha poi ricevuto due nomination ai Golden Globes, candidatura inaspettata e alquanto criticata. Più di 100 agenzie pubblicitarie, si legge ancora sul Daily Mail, hanno firmato una lettera aperta a marzo minacciando di negare l’accesso all’HFPA ai propri clienti senza riforme sostanziali. La Hollywood Foreign Press Association, organizzazione no profit dietro i Golden Globes, ha raccolto $32 milioni in un anno e ha aumentato le sue casse di $15 milioni, ma ha donato solo $5,9 milioni a cause di beneficenza. Un portavoce dell’associazione ha detto a DailyMail.com che quest’anno le politiche etiche dell’organizzazione sono state riviste, con il divieto a chi ne fa parte, di accettare regali dagli studi, la richiesta di dichiarare conflitti di interesse, l’imposizione di limiti di mandato al consiglio e l’organizzazione di percorsi formativi sulla diversity e contro le molestie come una volta ogni due mesi.

Ma i cambiamenti non sono bastati a Netflix, che attraverso la voce di Ted Sarandos, co-CEO, ha dichiarato: “Non crediamo che queste nuove politiche proposte, in particolare per quanto riguarda le dimensioni e la velocità di crescita dei membri, affronteranno la diversità sistemica e le sfide dell’inclusione dell’HFPA, o la mancanza di standard chiari su come dovrebbe operare chi ne fa parte”. 

Dopo la valanga di accuse, non sono chiare quindi le modalità di consegna dei premi: che Hollywood possa creare un nuovo sport olimpico dal nome “Il lancio dei Globi d’Oro?”. Staremo a vedere.