Quello che fa Harry Potter 20th Anniversary: Return to Hogwarts è riaccendere la memoria e far riflettere su cosa significa questa saga per noi 

Fare parte di un fenomeno globale è una sensazione unica. Lo abbiamo capito in senso negativo con l’arrivo della pandemia da Covid-19, uno dei maggiori eventi mondiali che segnerà l’umanità da qui al prossimo secolo e di cui averne preso parte è stato sicuramente il momento più spaventoso delle nostre vite, ma al contempo periodo che verrà ricordato e che ricorderemo nel corso dei decenni. Ci sono però avvenimenti più lieti, di cui siamo stati gli spettatori tanto al di fuori vedendone prendere forma, quanto diventandone partecipanti attivi lasciandoci avvolgere completamente dalla magia che un’unione simile può generare.

Ed è proprio di magia che si deve parlare quando ci si riferisce alla saga ventennale di Harry Potter, al successo travolgente di una serie di libri diventati poi opere cinematografiche che hanno contribuito all’esaltazione della profezia del Prescelto e lo hanno reso figura chiave di un inizio del secolo che rimarrà per sempre segnato dall’arrivo del ragazzo che è sopravvissuto. In occasione di questo tempo trascorso tra pubblicazione dei libri e rilascio della loro variante in carne e ossa grazie ai film, Hogwarts riapre le porte a tutti i numerosi fan e, soprattutto, a coloro che quel mondo creato da JK Rowling hanno saputo renderlo reale nella sua componente più fantastica.

harry potter 20th anniversary

Chi ci aspetta in Harry Potter 20th Anniversary: Return to Hogwats 

Harry Potter 20th Anniversary: Return to Hogwarts non è l’operazione nostalgia che tante altre saghe o prodotti hanno cercato di proporre riportando nei loro ruoli i protagonisti di un universo conclusosi nel 2011 con la seconda parte al cinema di Harry Potter e i Doni della Morte. È bensì l’arrivo di una lettera, quella che per tutta la nostra vita abbiamo atteso pur lontani dal numero 4 di Privet Drive. È Edwige che ci aspetta sulla soglia per instradarci verso quella che è sempre stata per noi una casa, anche e soprattutto quando sentivamo di non averne una nella realtà. È stato vedere tanti registi, attori, e oltre a questi ruoli anche appassionati, che hanno voluto celebrare il lavoro fatto grazie alla costruzione di un cosmo incantato come quello di Harry Potter, portandoci dietro ai segreti della realizzazione scenografica e ideativa di un mondo che prima non esisteva e che dopo la sua nascita rimarrà eterno.

Daniel Radcliffe, Emma Watson e Rupert Grint si aprono con stupore e sentimento davanti alla camera da presa per ripercorrere con precisione e cura il percorso che li ha portati a vestire i panni di Harry, Hermione e Ron destinandoli così a un’associazione per sempre immediata con i loro personaggi. Perché questo si evince da Harry Potter 20th Anniversary: loro non hanno mai interpretato i loro ruoli, loro erano quei protagonisti. Rupert era l’animo puro e intrattenitivo di Ron, Emma era l’intelligenza lucida di Hermione e Daniel era l’eroe buono che spesso non ha saputo credere in sé stesso, riuscendo ogni volta però a salvare tutti. E il loro amore, il loro essere così legati al lavoro che li ha cresciuti, si fonde con quello degli attori di contorno che hanno contribuito all’estasi suscitata da Harry Potter e che anche loro hanno voluto omaggiare.

È da ridere Helena Bonham Carter con i suoi denti da Bellatrix invecchiati da dieci anni – ma sempre perfettamente marci e ingialliti -, c’è della tenerezza nello scoprire il rapporto instaurato tra il Lucius Malfoy di Jason Isaac e il figlio Draco di Tom Felton e c’è da restare ammutoliti di fronte alle parole di Ralph Fiennes e del racconto delle scene condivise col rimpianto Alan Rickman. E ciò che più commuove nella visione di Harry Potter 20th Anniversary: Return to Hogwarts è vedere un entusiasmo come quello di Gary Oldman che nonostante un Oscar vinto e una carriera di riconoscimenti si mette lì a ripensare al tempo trascorso come mentore del figlioccio Harry/Daniel Radcliffe. Lui che non avrebbe saputo donarci Sirius Black migliore, introdotto da un altro regista che avrebbe fatto la storia come Alfondo Cuarón.

harry potter 20th anniversary

Cos’è la magia per voi

Se gli anniversari servono a conservare, Harry Potter 20th Anniversary concede un emotivo viaggio nei ricordi, la cui meraviglia è quella di essere universali nella possibilità di poter essere condivisi con coloro che ne hanno preso parte e coloro che ne hanno fruito nel corso del tempo. E se di quel fenomeno di cui siamo parte ne parlano anche coloro che ne sono stati fautori allora la passione si amplifica prendendo alla memoria e al cuore. Farcendoli di aneddoti tra conosciuti o meno e facendoci capire quanto Harry Potter è stato – ed è tutt’ora – importante non solo per chi ha fatto la fila per i libri o chi ha sperato in un autografo in quegli immensi red carpet, ma anche per chi Hogwarts l’ha resa un posto per noi in cui tornare.

Guardare a Harry Potter 20th Anniversary: Return to Hogwarts è commozione, ma altresì è ricordare allo stesso modo di coloro che ne sono stati protagonisti il forte impatto culturale. La reunion di Harry Potter è un modo per riconnettersi con quella magia che non si è mai estinta e che, anche a distanza di anni, non lo farà mai. Perché ognuno sa cosa Harry Potter ha voluto dire per la propria vita. E così continuerà ad essere. Sempre.