Il fascino british del costume design di The King’s Man – Le Origini raccontato dalla costumista Michele Clapton

Dopo il successo di Kingsman – Secret Service e Kingsman – Il cerchio d’oro, è arrivato nei cinema il 5 gennaio un nuovo capitolo dell’adrenalinica e charmant saga dedicata alla avventure degli agenti segreti britannici Kingsman. The King’s Man – Le Origini è il prequel di un franchise sempre più brillante, che ci racconta appunto la nascita della famosissima agenzia.

The King’s Man – Le Origini è tutto una sorpresa: è arrivato a ben sette anni di distanza dal primo capitolo e vede tra i protagonisti (grandi) nuovi attori, la maggior parte dei quali rigorosamente britannici, intenti a raccontarci come sono nati i Kingsman, perché hanno questo nome e in che modo hanno agito per salvare il mondo da diverse menti criminali decise a organizzare una guerra.

Tra i principali interpreti di The King’s Man – Le Origini troviamo un sempre incredibile Ralph Fiennes, una perfetta Gemma Arterton, uno straripante Rhys Ifans, e poi ancora Matthew Goode, Tom Hollander, Harris Dickinson, Daniel Brühl, Djimon Hounsou e Charles Dance.

LA STORIA

Quando i peggiori tiranni e menti criminali della storia si riuniscono per organizzare una guerra per spazzare via milioni di vite, un uomo dovrà correre contro il tempo per fermarli. The King’s Man – Le Origini rivela la nascita della prima agenzia di intelligence indipendente.

QUANDO L’AZIONE DIVENTA ELEGANZA

Quando Kingsman: The Secret Service ha fatto irruzione nei cinema, nessuno avrebbe potuto prevedere il successo di questo thriller di spionaggio del tutto particolare. Un’estetica esagerata evidenziata da alcune delle sequenze d’azione più impressionanti mai girate ha contribuito a tracciare un nuovo percorso per il cinema moderno, che ha preso spunto dal passato e ha riscritto nuove e audaci regole. 

Certo, una compagine di gentiluomini spie in doppiopetto che combattevano contro caricature malvagie non rappresentava una novità, ma Kingsman aveva una certa consapevolezza. La trama eccelleva perché non si prendeva mai troppo sul serio. La moda, d’altra parte, non scherzava per niente. 

Con omaggi per nulla velati al periodo di massimo splendore della capitale britannica della sartoria Savile Row, i primi due film della serie Kingsman sfoggiavano outfit ispirati alle atmosfere tipiche della fine degli anni ’60, un ulteriore riferimento a un certo Agente Doppio Zero che nasceva proprio in quel periodo. Ma con il nuovo film della saga, il regista Matthew Vaughn è andato in una direzione completamente diversa. 

Offrendo un primo sguardo alla storia dell’agenzia di spionaggio, The King’s Man – Le origini è il prequel di cui non sapevamo di aver bisogno. Ambientato negli anni che precedono la Prima Guerra Mondiale, il gentiluomo inglese Orlando Oxford, interpretato sapientemente dalla star Ralph Fiennes, si unisce al figlio Conrad per fondare la Kingsmen Agency, una rete di spie dedita a proteggere la Gran Bretagna (e il mondo) dalla guerra. 

Un’epoca diversa e una storia complessa richiedono un guardaroba decisamente più potente e The King’s Man Le Origini, ricalcando il motto “i modi definiscono l’uomo” ha preso ispirazione da una certa eleganza reale, creando un guardaroba e una palette per ogni singolo personaggio sulla scena, adattando usi e costumi dell’epoca. Per l’ultimo episodio della serie di spie dalle buone maniere, Vaughn ha voluto al suo fianco la vincitrice dell’Emmy Award Michele Clapton. Famosa per il suo incredibile lavoro nel kolossal seriale Il Trono di Spade, ha ideato abiti e accessori per questa prima generazione di Kingsman. 

La costumista del film Michele Clapton spiega il costume disegn dei personaggi

LA PRIMA GUERRA MONDIALE ATTRAVERSO GLI ABITI

Il grande schermo è da sempre una ricca miniera di ispirazione sartoriale, ma non capita spesso che un’etichetta di abbigliamento cinematografico faccia il salto dalla bobina di celluloide alla vita reale. Il caso del franchise CineChic Kingsman è eclatante: non solo l’agenzia dei nostri eroi in giacca e cravatta ha base in una nota sartoria di Londra, ma di questa eleganza loro ne hanno fatto un vero e proprio biglietto da visita. 

La costumista Michele Clapton – i cui crediti stilistici includono anche il successo di casa Netflix The Crown – ha commentato il suo approccio creativo alla progettazione di un guardaroba rispettoso dei personaggi, delle discipline artigianali di Savile Row e del casualwear britannico, raccogliendo la sfida di adattare i costumi dell’epoca per un film basato sull’azione, acquistando uniformi da vari paesi differenti, rivisitando abiti storici in modo contemporaneo e aggiungendo riferimenti e strizzatine d’occhio al futuro della Kingsman.

“Ero intrigata dal fatto che questo film si svolgesse nel passato”, afferma Clapton.  “Preferisco ideare costumi d’epoca, quindi ero molto curiosa sulla natura di questo film. Ho incontrato Matthew e mi è piaciuto il modo in cui intendeva affrontarlo. Lo prendeva molto sul serio e voleva rappresentare il periodo storico in modo accurato, anche perché si trattava di eventi molto tragici. È stato questo a spingermi ad accettare”.

Guardando il film, questo meticoloso processo di messa a punto dei modelli dell’epoca ha portato a una collezione che è a tutti gli effetti una retrospettiva, ma questo non significa che gli abiti che vediamo sullo schermo siano da etichettare come un “vecchio cappello”, il complesso ideato da Clapton sposa un ideale che risuona con l’attuale affinità dell’abbigliamento maschile per pezzi ben eseguiti ispirati al patrimonio storico, unendosi alle  esigenze della contemporaneità.

Oxford, un nome e un perché

Evergreen e mai datato, lo stile ultra chic della spia e dell’agente segreto si manifesta alla grande nella cura dei dettagli e degli accessori: pochette piegata a regola nel taschino, revers importanti e cromatismi avvolgenti, scintillanti orologi, scarpe Oxford e gemelli preziosi, ombrelli con sopresa e penne dal contenuto inaspettato. Chiudendo, forse, un cerchio couture, sono proprio i look di Oxford (Ralph Fiennes) e di Conrad (Harris Dickinson), a metà tra stile dell’epoca e modernità, ad avvicinarsi di più al fascino, insuperabile, del vero uomo-agente. Il gentleman inglese dallo smoking sciancrato, che indossa pochi dettagli essenziali e senza tempo ma attento alle tendenze. 

Clapton, a proposito del personaggio protagonista di The King’s Man – Le Origini ha dichiarato: “I costumi sono molto importanti perché gettano le basi per il tono del film. Il personaggio interpretato da Ralph, Oxford, è molto tradizionalista e quindi i suoi abiti sono molto fedeli al periodo storico. Mentre invece il personaggio di Conrad, interpretato da Harris, ha un aspetto leggermente più giovanile e ci ha consentito di adottare un approccio più libero. Nelle nostre ricerche, abbiamo trovato tantissimi libri sui tessuti del 1910. Erano dei vecchi elenchi utilizzati dai sarti. Li ho trovati in un momento successivo, in cui avevamo già iniziato ad acquistare tanti tessuti, ed erano incredibili: mostravano tessuti incredibilmente variopinti e brillanti, così abbiamo capito che anche i nostri costumi avrebbero potuto essere più vivaci e i completi avrebbero potuto avere colori più chiari”.

Parlando del personaggio di Conrad, Clapton afferma: “Non volevo che somigliasse a un damerino con la puzza sotto il naso. È leggermente più moderno, perché è il personaggio giovane con cui il pubblico giovanile si identificherà. I suoi completi sono stati realizzati da un sarto moderno. Hanno dei calzoni stretti e sono a vita alta. Le giacche avevano solitamente tre bottoni ed erano a coda di rondine, quindi avevano una lunghezza davvero particolare. E Harris è un indossatore meraviglioso. Quando l’ho incontrato per la prima volta, ho pensato ‘Grazie al cielo’. A volte un attore, pur essendo bravissimo, non ha un fisico adatto al periodo storico che deve interpretare, ma lui invece era perfetto. Quindi ho detto ai responsabili degli stunt ‘Non fategli mettere su altri muscoli. Deve essere snello. Non rendetelo troppo grosso’. Non l’hanno fatto e questo è stato grandioso”.

Il personaggio interpretato da Ralph Fiennes indossa dei completi leggermente più tradizionali e i suoi abiti svelano molto sul suo personaggio. Non lo si voleva fare assomigliare a un ‘Signore del Maniero’. Doveva apparire molto a suo agio in campagna. I colori per il suo guardaroba sono molto importanti, hanno una certa freddezza. Anche se i suoi abiti sono dominati dal colore marrone, è un marrone molto freddo. Non solo un gentiluomo di campagna, a volte indossa dei completi, soprattutto quando deve occuparsi degli affari. Non è soltanto una specie di aristocratico che possiede delle terre, perché quando va in città, veste ancora una volta in modo elegante. I suoi costumi hanno una certa precisione. Le sue cravatte sono fatte in un certo modo e i tessuti parlano ancor prima del personaggio. 

I MODI DEFINISCONO L’UOMO

“I modi definiscono l’uomo” pronuncia Harry Hart in una delle scene iniziali di “Kingsman: Secret Service”. E ora sappiamo che questa frase è in realtà alla base delle regole di stile e di comportamento dell’agenzia di spie. E cosa rende un vero gentiluomo una persona degna di tale nome? Scoprendo la nascita dei Kingsman, in The King’s Man – Le Origini impariamo a capire che un agente del “club” ha padronanza di sè nel parlare, non è sfrontato, non conosce arroganza ma solo un modo di esporsi pacato e misurato. Egli non parla mai di conquiste, questioni private o di natura economica. I suoi affari sono suoi e di nessun altro. Un gentiluomo non dà spettacolo in pubblico con nemici o, peggio, con abiti di colori, stile e contrasti fuori moda; è sempre felice di servire e non reagisce a un atto di scortesia. 

Diretto da Matthew Vaughn, il nuovo lungometraggio 20th Century Studios The King’s Man – Le Origini è ora nelle sale italiane, distribuito da The Walt Disney Company Italia.