Beniamino Catena, regista e sceneggiatore, ci racconta l’unione di fantasy e fantascienza di Io sono Vera, mentre il cast parla della strada presa tra corpo e metafisica

Il cinema italiano entra nel metafisico e lo fa con il film di Beniamino Catena Io sono Vera. Presentato alla 38esima edizione del Torino Film Festival il film esplora le possibilità della reincarnazione e, soprattutto, il collegamento che si può creare tra esseri umani nei punti più lontani e diversi dell’universo. Un film inusuale, come non se ne vedono nel panorama delle proposte nostrane e che cerca più nelle domande che nelle risposte un racconto che possa aprire lo spettatore ad un cosmo tutto da investigare dove spesso l’unica cosa che resta da fare è quella di mettersi in silenzio davanti al cielo e restare a guardare.

Catena non solo dirige Io sono Vera, ma si mette al lavoro di una sceneggiatura che viaggia come su due binari, i quali convergono però vorticosamente. La storia parte con la scomparsa di una ragazzina di nome Vera che ricomparirà dopo qualche anno, però, nel corpo di una donna. In quel lasso di tempo, nel momento stesso in cui Vera sparisce improvvisamente, un uomo dall’altra parte del mondo torna inaspettatamente a vivere, proprio mentre si trovava al confine con l’aldilà. La pellicola si addentra così nel ritorno a casa di questo nuovo essere ibrido e nella “resurrezione” dell’uomo. Un’alternanza legata in maniera inossidabile e così riportata nel film.

Io sono Vera è in sala dal 17 febbraio – La nostra intervista

In occasione dell’uscita nelle sale cinematografiche il 17 febbraio di Io sono Vera abbiamo intervistato il regista e sceneggiatore Beniamino Catena che ci ha raccontato il suo processo di scrittura e creazione che pone la pellicola tra l’universo della fantascienza e del fantasy, andando principalmente a toccare le corde dei sentimenti. Insieme all’autore, abbiamo parlato anche con il suo cast di attori. Nell’intervista abbiamo approfondito con la protagonista Marta Gastini il lavoro che ha svolto sul corpo e le sue diverse trasformazioni. Con l’attore Davide Iacopini abbiamo invece parlato della strada percorsa dal suo personaggio, fisica e spirituale, mentre con la “madre” dell’opera Anita Caprioli abbiamo visto come gli occhi di un genitore possono esprimere un amore che va oltre ciò che è incomprensibile. Io sono Vera è distribuito nelle sale da No.Mad Entertainment.