Una location lugubre diventa labirinto senza uscita in No Exit, da oggi su Disney+

Basato sull’omonimo romanzo del 2017, No Exit si presenta come un thriller/horror calibrato al dettaglio, che conferma la qualità dei prodotti di genere orrorifico sulla piattaforma, tra cui ricordiamo The Night House con Rebecca Hall protagonista e l’interessantissimo The Empty Man.

In No Exit, Havana Rose Liu (Mayday) debutta come protagonista nel ruolo di Darby, una giovane donna in viaggio per un’emergenza familiare che, bloccata da una bufera di neve, è costretta a trovare riparo in un’area di sosta autostradale con un gruppo di sconosciuti. Quando scopre una ragazza rapita in un furgone nel parcheggio, si lancia in una terrificante lotta tra la vita e la morte per scoprire chi sia il rapitore.

Diretto da Damien Power (Killing Ground), da una sceneggiatura di Andrew Barrer & Gabriel Ferrari (Ant-Man and the Wasp) basata sul romanzo di Taylor Adams del 2017, e prodotta dal vincitore del PGA Award Scott Frank (La regina degli scacchi), il film è interpretato da Havana Rose Liu, Danny Ramirez (The Falcon and the Winter Soldier, Top Gun 2), David Rysdahl (Nine Days), Dale Dickey (Un gelido inverno), Mila Harris (Tyler Perry’s Young Dylan) e Dennis Haysbert (Atto di fede).

Partendo dalle fila di un romanzo altamente tensivo, la trasposizione cinematografica del racconto mostra guizzi registici e narrativi interessanti, ben congeniali alla messa in scena di una trama in cui sono le motivazioni nascoste e le intuizioni impulsive a determinare il ritmo del racconto. In questo senso, la giovane e promettente Havana Rose Liu regala una performance entusiasmante e altamente funzionale al rimodellamento di un arco  caratteriale in continuo mutamento, che si rivelerà risolutivo con l’avanzare della trama, riuscendo a superare quelli che inizialmente si pongono come limiti invalicabili per la ragazza. Le azioni e reazioni dei comprimari vengono confezionate di conseguenza, distinguendosi – per carattere e personalità – in maniera efficace rispetto alla nostra protagonista, con l’instaurarsi di un circolo vizioso che si nutre di sangue e neve, e sarà difficile da invalidare.

Non c’é uscita apparente in questa gelida notte se non il confronto con sè stessi, messo efficacemente in luce da una sceneggiatura ottimamente calibrata, mai invadente in un quadro filmico dove deve affermarsi prima di tutto la suspense. La tensione si annida nei meandri della baita che ospiterà i nostri personaggi per una notte, seguendo meccanismi di perfezionamento di un canovaccio nervoso, scattante, che ricordano la seconda opera di Drew Goddard, 7 sconosciuti a El Royale.

La fotografia e il montaggio affilato di No Exit contribuiscono pienamente al gioco di rincorse e occultamento che permea l’intera trama, sorretta da un ritmo narrativo che non si perde facilmente, in una bufera innevata di psicologie che vanno disfacendosi con un’unica, significativa eccezione: il rapporto umano, il calore di un affetto con cui ci si vuole ricongiungere, sono la forza motrice di Darby, che non demorde mai, quasi a voler significare che l’unica effettiva svolta e rivicinta necessaria abbia intrinsecamente a che fare con sè stessa e il suo personalissimo cambiamento. 

Un’unica notte e un solo obiettivo: vivere o salvare, con i due verbi che si escludono a vicenda, in un panorama dominato dal faticoso cammino verso il domani. Un domani che assume molteplici significati di fronte alla vastità della natura, a condizioni atmosferiche avverse che non lasceranno liberi i personaggi, finché non avranno risolto quello che hanno stabilito essere il proprio percorso ma che solo la potenza naturale potrà o meno avvalorare.

No Exit si conferma in definitiva un’aggiunta horror rilevante all’interno del catagolo di Disney+ e la speranza è che si continuino a proporre prove registiche coraggiose come questa, che puntino alla valorizzazione di attrici promettenti come Havana Rose Liu, nella comprensione di una materia narrativa intrigante e godibile, senza aspirazioni elevate, che oltrepassino la natura del prodotto confezionato, ovvero quella di ottimo film di intrattenimento.